Vendere all’estero non è più un’opzione riservata alle grandi aziende. Nel 2022 una PMI italiana che produce occhiali a Belluno, vino in Toscana o macchinari a Brescia può fatturare il 40-60% del proprio giro d’affari fuori dai confini nazionali — spesso con marginalità più alta rispetto al mercato interno. Made in Italy continua a valere come riconoscimento di qualità su mercati premium UE e USA, e la domanda di produzione italiana cresce mentre il mercato domestico resta saturo per molti settori.
Il punto è che esportare non è solo “spedire fuori”: cambia il regime IVA, cambia la documentazione doganale, cambiano le condizioni di consegna (Incoterms), cambiano i metodi di pagamento. E nel 2022, con OSS entrato a regime dal 1° luglio 2021, Brexit ormai consolidata da quasi due anni e una crisi energetica che sta riscrivendo costi e flussi della supply chain, le regole hanno avuto un assestamento importante. Questa guida riassume cosa serve sapere per vendere online all’estero ed export tradizionale B2B, con focus operativo: fatturazione, dogane, Incoterms, IVA, pagamenti, marketplace, strumenti di supporto pubblici.

Perché esportare nel 2022
I dati ICE-Agenzia di metà 2022 confermano che l’export italiano supera €500 miliardi annui, con quota PMI in crescita grazie a digitalizzazione delle vendite, strumenti pubblici (SACE-SIMEST, PNRR Internazionalizzazione M1C2 da €1,2 mld) e riconoscibilità Made in Italy nei mercati premium. Tre ragioni concrete per cui una PMI dovrebbe valutare seriamente l’estero: marginalità più alta (un prodotto italiano in Germania, Francia o USA si vende al 15-35% in più rispetto al mercato italiano), saturazione del mercato interno (in arredo, moda, food premium, meccanica strumentale il mercato italiano cresce sotto il PIL), diversificazione del rischio (la crisi energetica e le tensioni dalla guerra in Ucraina mostrano la fragilità di portafogli concentrati su un solo paese). Esportare richiede però competenza fiscale, doganale e operativa: affidarsi al “facciamo come si è sempre fatto” è la prima causa di sanzioni, blocchi merce in dogana e contestazioni IVA.
B2B verso UE: cessioni intracomunitarie (art. 41 DL 331/93)
Quando vendi a un’azienda con sede in un altro Stato membro UE (es. cliente francese, tedesco, spagnolo), la cessione è considerata “intracomunitaria” ed è non imponibile IVA in Italia ai sensi dell’art. 41 del DL 331/93. Significa che fatturi senza addebitare IVA — sarà il cliente UE ad applicare il reverse charge nel proprio paese.
Requisiti formali per la non imponibilità
Attenzione: la non imponibilità non è automatica. Serve verificare tre condizioni, e se ne salta una rischi di dover pagare l’IVA italiana di tasca tua (più sanzioni 90-180%):
- Partita IVA del cliente UE valida e attiva in VIES: verifica obbligatoria sul portale VIES dell’Agenzia delle Entrate (o vies.europa.eu). Stampa o salva PDF della verifica e archivialo: in caso di controllo è la prima prova che ti chiedono.
- Trasporto verso lo Stato UE documentato: CMR firmato dal vettore o conferma di consegna, fattura del vettore con tratta indicata, packing list, eventualmente dichiarazione del cliente di ricevuta merce. Senza prova di trasporto la cessione non è intracomunitaria.
- Fattura emessa entro il 15° giorno del mese successivo all’operazione (regola generale fattura differita per intracomunitarie).
Come compilare la fattura elettronica
Dal 2022 la fattura per cessione intracomunitaria va trasmessa tramite SdI come tutte le altre. I dati chiave:
- Codice destinatario: “XXXXXXX” (7 X) se cliente UE senza canale SdI
- Codice natura: N3.2 — Non imponibili, cessioni intracomunitarie
- Riferimento normativo in campo descrizione/causale: “Operazione non imponibile ai sensi dell’art. 41 DL 331/93”
- Codice paese cliente: prefisso ISO (FR, DE, ES, NL, ecc.) seguito dalla P.IVA
- Importo: imponibile e zero IVA
Per approfondire la corretta scelta dei codici natura su tutta la modulistica (N1, N2, N3.x, N4, N5, N6, N7) e gli errori più comuni, c’è la nostra guida ai codici natura IVA in fattura elettronica per PMI.
INTRASTAT mensile
Se superi le soglie annue (€50.000 per cessioni di beni, €100.000 per servizi), sei tenuto a presentare il modello INTRASTAT cessioni con cadenza mensile, entro il 25 del mese successivo. Sotto soglia la presentazione è trimestrale o non dovuta a seconda dei casi. Dal 1° gennaio 2022 il modello INTRA-1 bis è stato semplificato eliminando alcuni campi statistici per le PMI, ma è rimasta l’obbligatorietà del codice merce e del valore.
Esempio pratico: vendita di un macchinario a un cliente francese
Officina meccanica in provincia di Brescia vende un centro di lavoro CNC a €82.000 a un’azienda francese (P.IVA FR12345678901). Verifica VIES OK, trasporto con vettore italiano fino a Lione, CMR firmato. Fattura elettronica emessa il 10 ottobre 2022:
- Imponibile €82.000, IVA €0 (N3.2)
- Descrizione: “Cessione intracomunitaria — Operazione non imponibile art. 41 DL 331/93”
- Dichiarazione INTRASTAT INTRA-1 bis presentata entro il 25 novembre 2022
- Il cliente francese applica reverse charge IVA al 20% in Francia
Risultato: l’azienda italiana incassa l’intero importo netto IVA, senza appesantire il prezzo di vendita.
B2B verso paesi extra UE: esportazioni (art. 8 DPR 633/72)
Quando vendi a un cliente con sede fuori dall’Unione Europea (USA, UK post-Brexit, Svizzera, Norvegia, Cina, Giappone, paesi del Golfo), l’operazione è una esportazione non imponibile IVA ai sensi dell’art. 8 DPR 633/72. Anche qui la merce esce dal territorio doganale UE, ma le formalità sono più complesse rispetto alle intracomunitarie.
Procedura doganale e prova esportazione
Per ogni esportazione devi presentare una dichiarazione doganale al sistema AIDA dell’Agenzia delle Dogane. Si compila il DAU (Documento Amministrativo Unico) con codice “EX” e si genera un MRN (Movement Reference Number) di 18 caratteri. Per le PMI la prassi è affidarsi a uno spedizioniere doganale.
Documenti obbligatori del fascicolo: fattura commerciale in inglese, packing list con pesi e dimensioni, documento di trasporto (B/L marittimo, AWB aereo, CMR stradale), certificato origine EUR.1 per paesi con accordi preferenziali, EX1 con visto uscita.
La prova di uscita merce dall’UE è oggi il messaggio digitale IE599 generato automaticamente da AIDA quando la dogana di uscita conferma il passaggio. Senza IE599 l’AdE può recuperare l’IVA italiana con sanzioni. Archivia per 10 anni ordinato per anno/mese/MRN.
Fattura elettronica per esportazioni
- Codice natura: N3.1 — Non imponibili, esportazioni
- Codice destinatario: “XXXXXXX” se cliente extra UE
- Descrizione: “Operazione non imponibile ai sensi dell’art. 8 c.1 lett. a) DPR 633/72”
- Importo in EUR (per scopo fiscale italiano) anche se la commercial invoice è in altra valuta — usare il tasso di cambio BCE del giorno operazione
Dazi ed esempio pratico USA
I dazi all’importazione li paga l’acquirente (salvo Incoterm DDP). Negli USA i dazi su Made in Italy si sono normalizzati dopo l’accordo di marzo 2021: macchinari industriali 0-3%, mobili 0-2%, vino tornato a livelli pre-tariffa. Restano dazi sezione 232 su acciaio/alluminio. In UK post-Brexit molti prodotti italiani entrano a dazio zero grazie all’accordo TCA UE-UK.
Esempio: azienda di occhialeria di Belluno vende €45.000 di occhiali a retailer di Los Angeles, Incoterm CIP, spedizione aerea Malpensa. MRN generato, IE599 ricevuto. Fattura elettronica N3.1. Il retailer USA paga dazi al CBP all’arrivo. L’azienda italiana archivia fattura SdI, AWB, packing list, IE599, certificato origine per 10 anni.

B2C e-commerce cross-border UE: il regime OSS
Dal 1° luglio 2021 è entrato in vigore il regime OSS (One Stop Shop) previsto dalla direttiva UE 2017/2455 e dal regolamento UE 904/2010 modificato. Ha rivoluzionato le vendite a distanza intra-UE verso consumatori finali (B2C), abolendo le vecchie soglie nazionali di distance selling (€35.000 o €100.000 per stato) e introducendo un meccanismo unificato.
Come funziona OSS
La regola in tre punti:
- Soglia unica europea di €10.000 annui complessivi (somma di tutte le vendite B2C verso tutti gli altri Stati UE + servizi TBE). Sotto questa soglia puoi continuare ad applicare l’IVA italiana sulle tue vendite intra-UE B2C, come se fossero vendite domestiche.
- Sopra €10.000: devi applicare l’IVA dello Stato di consumo (cioè dello Stato dove vive il consumatore finale). Una vendita di €100 a un cliente tedesco si fattura con IVA tedesca 19%, una vendita a un cliente francese con IVA francese 20%, e così via.
- Versamento centralizzato tramite OSS: invece di aprire una P.IVA in ogni Stato dove vendi, ti registri al regime OSS sul portale dell’Agenzia delle Entrate italiana, presenti una dichiarazione trimestrale OSS e versi un’unica volta tutta l’IVA dovuta nei vari Stati UE. L’AdE smista poi i versamenti ai Paesi destinatari.
Registrazione al regime OSS
La registrazione si fa dal portale AdE — sezione “Regimi speciali IVA OSS-IOSS”. Va effettuata entro il 10° giorno del mese successivo alla prima operazione che supera soglia (o in via preventiva). Una volta registrato, il regime copre tutte le vendite B2C UE — non puoi scegliere “solo per la Germania”. Le dichiarazioni sono trimestrali (T1: 1° aprile-30 aprile, T2: 1° luglio-31 luglio, ecc., 30 giorni dopo fine trimestre).
Aliquote IVA standard dei principali Stati UE (ottobre 2022)
Germania 19%, Francia 20%, Spagna 21%, Paesi Bassi 21%, Belgio 21%, Austria 20%, Polonia 23%, Portogallo 23%, Croazia 25%, Irlanda 23%. Il prezzo mostrato in checkout deve essere IVA inclusa con l’aliquota del paese di consegna. Un e-commerce italiano che vende a €99 IVA italiana 22% deve ricalcolare il prezzo per Germania (IVA 19%), oppure tenere lo stesso prezzo finale e assorbire il delta margine.
Esempio pratico: e-commerce italiano multi-paese
Shop online di prodotti per la casa, fatturato 2022:
- €80.000 vendite Italia (IVA 22%)
- €45.000 vendite Germania → IVA 19%
- €38.000 vendite Francia → IVA 20%
- €22.000 vendite Spagna → IVA 21%
- €15.000 vendite Austria → IVA 20%
Totale UE B2C ex-Italia: €120.000, ben oltre soglia €10.000. Il negoziante è registrato OSS, ogni trimestre presenta dichiarazione OSS dal portale AdE e versa l’IVA dovuta ai 4 paesi tramite F24 cumulativo. Nessuna P.IVA estera necessaria.
Per gestire correttamente questa complessità contabile, il gestionale ERP deve supportare posizioni fiscali multiple con configurazione OSS automatica — vedi la nostra soluzione e-commerce multicanale per integrazione automatica con Amazon, eBay, WooCommerce e calcolo OSS sui carrelli internazionali.
B2C verso extra UE: regime IOSS per spedizioni sotto €150
Sempre dal 1° luglio 2021 è in vigore anche il regime IOSS (Import One Stop Shop) per le vendite a distanza di beni importati da paesi terzi (es. il tuo e-commerce vende a un consumatore in Svizzera o UK). IOSS si applica a spedizioni di valore intrinseco fino a €150 e prevede:
- Applicazione dell’IVA del paese destinatario in checkout al momento dell’acquisto online
- Dichiarazione mensile e versamento centralizzato dell’IVA
- Esenzione doganale per importazione: la merce non sconta IVA all’ingresso, perché è già stata riscossa
Sopra €150 di valore: il regime IOSS non si applica. Il consumatore paga dazi + IVA al corriere/dogana all’arrivo della merce. Questo è spesso fonte di reclami (cliente che riceve bolletta dazi non prevista), motivo per cui molti e-commerce verso extra UE preferiscono usare Incoterm DDP (vedi sotto) gestendo direttamente le formalità.
Pagamenti internazionali: SEPA, SWIFT, gateway
La gestione degli incassi cross-border è cambiata molto negli ultimi anni grazie a fintech e standardizzazione SEPA.
SEPA: bonifici UE gratuiti o quasi
Per pagamenti in EUR all’interno dell’area SEPA (27 paesi UE + altri 9 paesi tra cui UK, Svizzera, Norvegia) il bonifico è gratuito per importi fino a €50.000 e usa il tuo IBAN. È lo standard per B2B intra-UE: il cliente francese ti bonifica direttamente in EUR sul tuo conto italiano.
SWIFT: bonifici extra UE in valuta
Per pagamenti extra UE (USA, Cina, Giappone, ecc.) o in valuta non EUR (USD, GBP, CHF) si usa la rete SWIFT con il codice BIC. Costi: €15-50 per operazione + spese cambio valuta. Per importi superiori a €50.000 è consigliato negoziare con la banca un tasso “spot” e valutare strumenti di hedging (forward o swap) per coprirsi dal rischio cambio — soprattutto se la consegna è a 60-90 giorni.
Gateway online per e-commerce
Per B2C il pagamento avviene tramite gateway: Stripe (fee 1,4% + €0,25 carte UE, supporta SEPA, iDEAL, Bancontact, Sofort), PayPal (fee 3,4% + fisso, copertura 200+ paesi), Adyen (merchant grandi, integrazione complessa), Klarna (pay-later, dominante DACH e Nord Europa). Per un e-commerce internazionale è consigliato offrire almeno 3 metodi: Stripe + PayPal + un metodo locale del mercato principale.

Logistica: Incoterms 2020
Gli Incoterms 2020 (in vigore dal 1° gennaio 2020, pubblicati da ICC) definiscono chi fa cosa e chi paga cosa nel passaggio della merce: trasporto, assicurazione, dogana, dazi, rischio. Sbagliare Incoterm è una delle prime cause di contenzioso commerciale internazionale. Per le PMI italiane i 5 più rilevanti:
- EXW (Ex Works): venditore consegna in fabbrica. Compratore paga e gestisce TUTTO. Sconsigliato per export reale (il venditore non risulta esportatore in molti paesi extra UE).
- FCA (Free Carrier): venditore consegna al vettore designato e fa la dogana export. Da lì rischio e costi passano al compratore. Il più usato per containerizzato.
- CIF (Cost Insurance Freight): solo marittimo. Venditore paga merce, trasporto e assicurazione fino al porto destino. Tipico per macchinari verso USA, Asia, Sud America.
- DAP (Delivered At Place): venditore consegna pronto per scarico. Dogana import e dazi al compratore. Comodo per B2B UE (senza dogana).
- DDP (Delivered Duty Paid): venditore paga TUTTO inclusi dazi e IVA import nel paese cliente. Usato in e-commerce B2C cross-border extra UE per evitare reclami. Richiede broker doganale di fiducia nel paese destinatario.
Regola pratica: per primo cliente extra UE, FCA o CIF. Per B2C verso UK o Svizzera, DDP per eliminare attrito al destinatario.
Marketplace internazionali: dove vendere oltre Amazon
I marketplace sono spesso la via più veloce per testare un nuovo mercato senza investire in SEO o ads dedicate. I più rilevanti nel 2022:
- Amazon FBA Pan-EU: stoccaggio in 7 paesi UE con redistribuzione automatica. Serve registrazione IVA in ogni paese di stoccaggio
- eBay International: meno regolamentato, buono per usato/ricondizionato e per testare mercati
- Etsy: artigianato, design, vintage. Audience USA dominante
- Cdiscount: secondo marketplace Francia, generalista
- Otto: leader e-commerce Germania mid-end
- Allegro: leader assoluto Polonia
- Bol.com: dominante in Olanda e Belgio fiammingo
- ManoMano: marketplace europeo DIY e giardinaggio
Per gestire più marketplace serve un middleware di integrazione che sincronizzi stock, prezzi e ordini con l’ERP centrale. Vedi vendere su Amazon e integrazione e-commerce gestionale.
Strumenti pubblici di supporto all’export
L’Italia ha un ecosistema pubblico dell’internazionalizzazione tra i più ricchi d’Europa. Tre attori chiave:
- ICE-Agenzia: servizi gratuiti o agevolati di matching B2B, partecipazione collettiva a fiere internazionali, analisi paese, formazione export.
- SACE-SIMEST (gruppo CDP): SACE assicura i crediti export (rischio mancato pagamento) e dà garanzie su finanziamenti; SIMEST eroga finanziamenti agevolati per apertura sede estera, fiere, e-commerce. Nel 2022 SIMEST ha rifinanziato i bandi “Fondo 394/81” con dotazione PNRR — tasso agevolato 0,055% per e-commerce, fiere, marketplace.
- PNRR Internazionalizzazione (M1C2 Inv. 5): €1,2 miliardi per le PMI nel triennio 2022-2025 — voucher consulenze, contributi fiere, supporto e-commerce export. Erogazione via SIMEST e ICE.
Casi particolari nel 2022
Brexit: cosa è cambiato per le cessioni UK
Dal 1° gennaio 2021 UK è uscito dal mercato unico e dall’unione doganale UE. UK è ora paese terzo: le cessioni vanno trattate come esportazioni art. 8 DPR 633/72, con dichiarazione doganale e MRN. Grazie all’accordo TCA UE-UK molti prodotti origine UE entrano in UK a dazio zero, ma serve origin declaration in fattura. Per B2C verso UK c’è regime IVA UK semplificato: sotto £135 si applica IVA UK in checkout, sopra £135 IVA in dogana. Northern Ireland (codice paese “XI”) resta nel mercato unico UE per i beni.
Crisi energetica autunno 2022 e guerra Ucraina
L’autunno 2022 ha portato impennata costi logistici (+30-50% trasporti vs 2021), tempi di consegna allungati e, per settori energy-intensive, necessità di rivedere clausole prezzo nei contratti export pluriennali. Inserire clausole di revisione prezzo legate a indici energetici/trasporti, o passare a prezzi a forchetta con adeguamento trimestrale. Le sanzioni a Russia e Bielorussia dal febbraio 2022 hanno chiuso questi mercati. Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Baltici crescono come HUB logistici alternativi per l’Est Europa — alcune PMI italiane aprono magazzini in Polonia per servire B2B/B2C verso Est.
Come Odoo / Brenta ERP gestisce export multi-paese
Un ERP che non supporta nativamente fiscalità multi-paese costringe a tenere fogli Excel paralleli, con i rischi che ne derivano. Brenta ERP basato su Odoo customizzato copre i requisiti chiave dell’export PMI:
- Fiscal Positions multiple: UE B2B (reverse charge), UE B2C OSS, Extra UE esportazione, regime margine. Codice natura, aliquota e descrizione applicati automaticamente in base al cliente
- Multi-currency con tasso BCE auto-aggiornato: vendite in valuta estera convertite al cambio del giorno con scrittura automatica differenza cambio
- Calcolo IVA OSS automatico: l’ERP applica l’IVA del paese consegna sul carrello e-commerce e a fine trimestre genera il file XML per dichiarazione OSS
- Connettori marketplace: Amazon (FBA Pan-EU multistock), eBay, WooCommerce/PrestaShop/Shopify con sincronizzazione bidirezionale stock e ordini
- Multi-warehouse: magazzini distribuiti (es. Italia + satellite Polonia) con routing automatico ordini per paese di consegna
- Integrazione spedizionieri: generazione automatica CMR, packing list, commercial invoice e API con DHL, UPS, FedEx
Per approfondire vedi la soluzione Odoo ERP per PMI o richiedi un preventivo personalizzato. Per la parte fattura: dal 1° luglio 2022 l’esterometro è abolito e i dati delle operazioni con controparti estere fluiscono via SdI — vedi la guida abolizione esterometro.
FAQ — domande frequenti su vendita all’estero
Devo aprire una P.IVA in Germania per vendere in Germania?
Dipende. Se vendi B2B con cliente che ha P.IVA tedesca valida in VIES, NO: la cessione è intracomunitaria con la tua P.IVA italiana. Se vendi B2C tramite e-commerce e superi €10.000 di vendite UE totali, sei tenuto al regime OSS con P.IVA italiana — niente apertura tedesca. Devi aprire P.IVA tedesca SOLO se: (a) hai un magazzino fisico in Germania (es. Amazon FBA con stock in DE) — quello attiva l’obbligo di registrazione IVA locale; (b) hai una sede operativa o filiale in Germania; (c) fornisci servizi specifici esenti da OSS.
Cosa cambia con Brexit per cessioni a clienti UK?
Dal 1° gennaio 2021 UK è paese terzo. Le tue cessioni a clienti UK vanno trattate come esportazioni art. 8: codice natura N3.1, dichiarazione doganale, MRN, prova di uscita. Per B2C e-commerce UK c’è un regime IVA UK semplificato sotto £135. Eccezione: Northern Ireland (codice paese XI) resta nel mercato unico UE per i beni, quindi cessioni intracomunitarie standard.
Quale Incoterm conviene per il primo cliente extra UE?
Per un primo cliente sconosciuto: FCA o CIF (per spedizioni marittime). Sono i termini più equilibrati — tu gestisci la parte italiana (dogana export, trasporto fino a porto/vettore), il cliente gestisce la parte sua paese (dogana import, dazi, scarico). Eviti sia il rischio EXW (cliente che non sa fare dogana italiana e blocca tutto) sia il rischio DDP (tu che paghi dazi estero senza conoscere bene aliquote).
OSS è obbligatorio o opzionale?
OSS è un regime opzionale. Se non aderisci ma superi €10.000 di vendite B2C UE, devi aprire P.IVA in ogni Stato membro dove vendi e versare l’IVA localmente. OSS è enormemente più semplice — di fatto è la scelta obbligata per ogni PMI e-commerce. L’unico caso in cui NON conviene aderire è se hai già una struttura locale in uno Stato (es. magazzino + dipendenti) che richiede comunque la P.IVA locale.
Vendita a privato croato: che IVA applico?
Croazia è UE dal 2013 e nell’eurozona dal 1° gennaio 2023 (nel 2022 ancora HRK). Per una vendita B2C a un consumatore croato applichi: IVA italiana 22% se sei sotto soglia OSS €10.000 totale UE; IVA croata 25% standard se sei sopra soglia e aderisci a OSS. Versamento centralizzato via OSS in entrambi i casi. Attenzione: il listino mostrato al cliente in checkout deve riflettere l’IVA del paese di consegna.
Posso usare un magazzino estero senza aprire P.IVA locale?
Generalmente NO se contiene stock di tua proprietà destinato a consegne locali: attiva l’obbligo di registrazione IVA locale. Eccezione: regime “call-off stock” UE per merce destinata a cliente identificato in anticipo. Per Amazon FBA Pan-EU devi aprire P.IVA in tutti i paesi di stoccaggio (DE, FR, ES, PL, CZ).
Conclusione
Vendere all’estero nel 2022 è alla portata di qualsiasi PMI italiana con la struttura operativa giusta. Il quadro normativo si è semplificato negli ultimi anni (OSS, IOSS, esterometro abolito, fattura elettronica con codici natura standardizzati), gli strumenti pubblici di supporto (SIMEST, ICE, PNRR) sono ben finanziati, marketplace e gateway pagamenti coprono ormai tutto il mondo. Il vero punto critico è la gestione operativa quotidiana: ERP capace di gestire fiscalità multi-paese e multi-valuta, integrazione marketplace, posizioni fiscali corrette, archiviazione documenti doganali per i 10 anni richiesti. Affrontare l’estero con strumenti italiani limitati al mercato domestico è la prima causa di sanzioni, perdite di margine e contestazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Una PMI che vuole strutturare il proprio export su basi solide ha bisogno di un partner ERP che capisca sia il lato fiscale-doganale italiano sia le specificità dei mercati target. Per valutare come Brenta ERP basato su Odoo possa supportare il tuo progetto export, richiedi un preventivo gratuito con analisi del tuo caso.
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