TL;DR — Nel 2021 la scelta tra ERP cloud e on-premise non si decide sul prezzo di listino, ma sul TCO a 5 anni. Per una PMI italiana da 10 milioni € di fatturato e 50 utenti, un SaaS leader come Oracle NetSuite o Microsoft Dynamics 365 Business Central oscilla tra €420.000 e €520.000 a 5 anni, mentre un on-premise con licenza perpetua tipo SAP Business One 10 o Odoo Enterprise 14 si colloca tra €330.000 e €480.000. La via custom (es. ERP Brenta) è una terza opzione che, su scenari realistici, abbatte il TCO di un ulteriore 20-35% grazie a costi prevedibili e zero vendor lock-in.
Il 2021 è l’anno in cui le PMI italiane non possono più rimandare la trasformazione digitale. I fondi del PNRR approvati a luglio sostengono investimenti su cloud e digitalizzazione, il credito d’imposta Industry 4.0 rende più appetibile sostituire gestionali obsoleti, e i fornitori di ERP bussano ogni settimana alla porta di CFO e direttori IT con offerte cloud che promettono di ridurre i costi e accelerare l’innovazione.
Il problema è che dietro la promessa del SaaS “tutto incluso” si nascondono OPEX ricorrenti, sovrapprezzi per storage, utenti e integrazioni, contratti pluriennali con clausole di rinnovo automatico e una dipendenza dal vendor che difficilmente viene quantificata in fase di acquisto. D’altro canto, l’on-premise appare obsoleto, ma in molti scenari concreti garantisce un TCO migliore, soprattutto quando le esigenze di customizzazione sono profonde e il personale IT interno è già strutturato.
In questa guida confronteremo numeri reali su una PMI manifatturiera tipo da 10 milioni €: vedremo costi diretti, costi nascosti, scenari di break-even e una terza via — l’ERP custom come ERP Brenta — che in Italia sta convincendo CFO attenti al ROI e direttori generali stanchi del lock-in.
ERP cloud vs on-premise: definizioni precise prima dei numeri
Il primo errore che vediamo nei tavoli di selezione è confondere termini diversi. Chiariamo:
- SaaS (Software as a Service): il vendor ospita l’ERP sul proprio cloud pubblico multi-tenant, fattura un canone per utente/mese, gestisce aggiornamenti, backup e infrastruttura. Esempi: Oracle NetSuite, SAP Business ByDesign, Microsoft Dynamics 365 Business Central, Sage Intacct, Acumatica.
- IaaS (Infrastructure as a Service): l’azienda noleggia server virtuali (AWS, Azure, Google Cloud, provider italiani come Aruba o Seeweb) e ci installa il proprio ERP con licenza perpetua o sottoscrizione. Modello “self-managed in cloud”.
- PaaS: piattaforma applicativa cloud (es. Azure App Service) su cui sviluppare estensioni, ma raramente l’ERP nasce così in PMI.
- On-premise self-managed: server fisici nel datacenter aziendale o in colocation, licenze perpetua, manutenzione e aggiornamenti a carico dell’IT interno o di un partner.
- Hybrid: una parte dei moduli sta in cloud (es. BI, CRM, e-commerce), il core ERP resta on-premise o in IaaS privata.
- Perpetua: licenza acquistata una volta, di proprietà dell’azienda; tipicamente prevede un OPEX annuale di manutenzione (15-22%) per aggiornamenti e supporto.
Per approfondire la differenza concettuale tra SaaS e on-premise, abbiamo già pubblicato una guida specifica al confronto SaaS vs on-premise per PMI; qui ci concentriamo sui numeri puri del TCO a 5 anni.
Costi diretti del cloud: canoni, implementazione, formazione
Quando un commerciale SaaS presenta il listino, vede tre voci principali:
- Canone licenza per utente/mese. Range 2021: 50-180 €/utente/mese a seconda del vendor e del piano. Microsoft Dynamics 365 Business Central Essentials parte da circa 70 €/utente/mese (Premium 100 €); Oracle NetSuite parte da 99 $/utente/mese più piattaforma base (oltre 1.000 €/mese); SAP Business ByDesign attorno a 120-150 €/utente/mese. Su 50 utenti ERP, parliamo di 42.000-90.000 €/anno di sole licenze.
- Implementazione iniziale. I progetti SaaS richiedono partner certificati che configurano workflow, importano anagrafiche, integrano sistemi terzi. Range realistico 2021 per una PMI 10M€: 40.000-90.000 € per il setup base, fino a 150.000 € con personalizzazioni profonde. Anche se è “cloud”, il costo di go-live non scompare.
- Formazione utenti: 5.000-15.000 € iniziali, più 2.000-5.000 €/anno per nuovi assunti e aggiornamenti.
A questi tre blocchi vanno aggiunti, e quasi nessuno li mostra nelle slide commerciali, gli adeguamenti annuali del canone (tipicamente 5-10% all’anno nei rinnovi triennali). Su 5 anni l’effetto cumulato è significativo.
Costi diretti dell’on-premise: licenze perpetua, hardware, datacenter

L’on-premise ha la struttura di costo opposta: CAPEX alto al go-live, OPEX contenuto e prevedibile dopo. Voci principali:
- Licenza perpetua: l’azienda compra il software una volta sola. SAP Business One 10 ha listini attorno a 2.700 €/utente Professional e 1.300 €/utente Limited una tantum; Odoo Enterprise 14 sta su circa 250-300 €/utente/anno in subscription (anche on-premise self-hosted); Infor M3 e Epicor hanno listini negoziati, tipicamente 3.000-4.500 €/utente per la versione manifatturiera. Su 50 utenti SAP B1 Professional: 135.000 € di licenze.
- Hardware server: due server fisici in cluster (ridondanza), storage SAN o NAS aziendale, switch, gruppo di continuità. Range realistico: 20.000-45.000 € per una PMI da 50 utenti, con vita utile 5-7 anni.
- Datacenter o sala server: condizionamento, alimentazione ridondata, fisicamente sicura. Se in colocation, 3.000-7.000 €/anno per due rack unit. Se in azienda, ammortamento e bollette luce/condizionamento.
- IT specializzato: la voce più sottovalutata. Un sistemista esperto su SAP B1, Odoo o Infor costa 45.000-65.000 €/anno all’azienda. Anche se condiviso con altri sistemi, allocare 0,5-1 FTE all’ERP è realistico.
- Implementazione: come nel cloud, 50.000-110.000 € per un go-live serio su PMI 10M€ con customizzazioni.
- Manutenzione annuale: 15-22% del valore licenze, dà diritto a patch e major release. Per SAP B1 da 135.000 €: circa 24.000 €/anno.
La nostra guida ai prezzi ERP per una PMI italiana approfondisce voce per voce questi numeri.
Costi nascosti del cloud: lock-in, sovrapprezzi, integrazioni
I costi nascosti sono il vero terreno di gioco. Nel SaaS ne incontriamo cinque ricorrenti:
- Vendor lock-in. I dati sono nel cloud del vendor, in formato proprietario o con API limitate sull’esportazione massiva. Cambiare ERP dopo 3 anni significa rifare l’implementazione da zero. Il costo non si paga al fornitore, ma alla tua organizzazione: 6-12 mesi di doppio lavoro.
- Sovrapprezzi storage. Oltre la quota inclusa (tipicamente 10-50 GB) si paga a scaglioni. Un’azienda con 5 anni di documenti, allegati commesse, foto produzione può superare facilmente 500 GB: 3.000-6.000 €/anno di overage.
- Sovrapprezzi utenti tecnici. Molti vendor fatturano anche gli utenti tecnici (utenti API, integrazioni, report viewer). Oracle NetSuite e SAP Business ByDesign applicano questa pratica.
- Integrazioni extra. Quasi nessun vendor SaaS include connettori avanzati verso e-commerce, fatturazione elettronica italiana, marketplace o sistemi MES nel piano base. Connettori e middleware costano 5.000-20.000 €/anno.
- Rinnovi automatici al rialzo. Quasi tutti i contratti SaaS prevedono incremento annuale del canone in fase di rinnovo. Su 5 anni, un’inflazione contrattuale del 7%/anno porta il canone finale al +40% rispetto al primo anno.
Costi nascosti dell’on-premise: manutenzione, security, downtime
Anche l’on-premise ha i suoi costi sottovalutati:
- Upgrade maggior: passare da una major all’altra (es. SAP B1 9.3 → 10) può richiedere 15.000-40.000 € di consulenza, riconfigurazione, test.
- Security patches: applicate da te. Se l’IT è in ritardo, sei esposto. Un incidente ransomware costa in media 50.000-300.000 € a una PMI italiana nel 2021.
- Backup e disaster recovery: hardware secondario, software backup, test di restore. La nostra guida 2021 al backup aziendale e disaster recovery dettaglia i costi di una BCDR seria: 4.000-12.000 €/anno.
- Downtime non pianificato: in assenza di cluster active-active, anche poche ore di fermo annuale impattano produttività. Valore conservativo: 5.000-15.000 €/anno di mancata produttività su PMI 10M€.
- Compliance e audit: GDPR, conservazione fatturazione elettronica, certificazioni di settore. Anche on-premise va dimostrato che i controlli funzionino: 3.000-8.000 €/anno di consulenza compliance.
TCO 5 anni: PMI 10M€ con 50 utenti, scenario cloud SaaS
Mettiamo a sistema i numeri. Scenario: PMI manifatturiera italiana, 10 milioni € di fatturato, 50 utenti ERP (di cui 40 full-user, 10 limited), 2 sedi, integrazione con e-commerce B2B, fatturazione elettronica italiana, MES leggero. Scelta: Microsoft Dynamics 365 Business Central Essentials piano cloud.
| Voce | Anno 1 | Anno 2 | Anno 3 | Anno 4 | Anno 5 |
|---|---|---|---|---|---|
| Licenze SaaS (50 utenti @ 75€/mese medio) | 45.000 | 48.150 | 51.520 | 55.130 | 58.990 |
| Implementazione + setup | 75.000 | — | — | — | — |
| Formazione | 10.000 | 3.000 | 3.000 | 3.500 | 3.500 |
| Integrazioni (e-commerce, FE, MES) | 18.000 | 12.000 | 12.000 | 13.500 | 13.500 |
| Storage overage e add-on | 1.500 | 3.000 | 4.500 | 5.500 | 6.500 |
| IT interno (0,3 FTE) | 16.500 | 17.000 | 17.500 | 18.000 | 18.500 |
| Totale annuo | 166.000 | 83.150 | 88.520 | 95.630 | 100.990 |
TCO 5 anni cloud SaaS: circa €534.290. Nota che dal terzo anno il peso degli adeguamenti contrattuali inizia a mordere e le integrazioni non scendono.
TCO 5 anni: stessa PMI, scenario on-premise perpetua

Stessa azienda, scelta: SAP Business One 10 on-premise self-managed con licenze perpetua.
| Voce | Anno 1 | Anno 2 | Anno 3 | Anno 4 | Anno 5 |
|---|---|---|---|---|---|
| Licenze perpetua (40 Pro + 10 Limited) | 121.000 | — | — | — | — |
| Manutenzione annuale (18%) | — | 21.780 | 21.780 | 21.780 | 21.780 |
| Hardware server + storage | 32.000 | 2.000 | 2.000 | 2.500 | 2.500 |
| Implementazione + setup | 80.000 | — | — | — | — |
| Formazione | 10.000 | 3.000 | 3.000 | 3.500 | 3.500 |
| Integrazioni (FE, e-commerce, MES) | 15.000 | 5.000 | 5.000 | 6.000 | 6.000 |
| Backup + DR | 6.000 | 6.500 | 6.500 | 7.000 | 7.000 |
| IT interno (0,7 FTE) | 38.500 | 39.500 | 40.500 | 41.500 | 42.500 |
| Upgrade major + security | — | 2.000 | 15.000 | 3.000 | 3.000 |
| Totale annuo | 302.500 | 79.780 | 93.780 | 85.280 | 86.280 |
TCO 5 anni on-premise: circa €647.620. Anno 1 molto pesante, ma costi annui in cruise contenuti. Il break-even rispetto al cloud SaaS arriva tra il quarto e il quinto anno; oltre i 5 anni, la perpetua diventa significativamente più conveniente.
Attenzione: questi numeri sono il caso “tutto va bene”. Un upgrade major mal gestito o un incidente di sicurezza possono cambiare i conti. La gestione operativa dell’on-premise richiede disciplina, e i nostri spunti su roadmap pratica di implementazione ERP per PMI sono validi per entrambi gli scenari.
Quando conviene il cloud
Il SaaS diventa la scelta razionale quando concorrono almeno tre dei seguenti fattori:
- Crescita rapida e imprevedibile. Se l’azienda passerà da 50 a 120 utenti in 18 mesi, la scalabilità OPEX del cloud assorbe meglio l’incertezza rispetto all’acquisto di licenze perpetua che potrebbero risultare sovradimensionate.
- Multi-sede internazionale. Accesso da più paesi, localizzazione fiscale gestita dal vendor, latenza distribuita. Un on-premise multi-paese implica VPN e replica complesse.
- IT interno piccolo o saturo. Se hai 1-2 persone IT che già gestiscono rete, e-mail, security e supporto utenti, aggiungere la gestione di un cluster SAP on-premise può rompere l’equilibrio.
- Upgrade frequenti richiesti dal business. Aziende che vogliono cavalcare le nuove funzionalità (es. portali cliente, mobile, BI evoluta) trovano nel SaaS un partner che rilascia ogni 6 mesi senza progetti di upgrade.
- Modello economico OPEX preferito. Alcuni CFO non vogliono attivare investimenti, preferiscono spesa corrente. Tipico delle aziende controllate da fondi che misurano l’EBITDA con regole specifiche.
Quando conviene l’on-premise (o IaaS self-managed)
L’on-premise o l’IaaS self-managed restano la scelta giusta in questi scenari:
- Dati ultra-sensibili. Settori difesa, salute con dati genetici, brevetti industriali. Anche con il cloud privato del vendor, il principio “i dati restano sotto il mio tetto” ha valore strategico.
- Customizzazione profonda. Se il processo aziendale è il core del vantaggio competitivo (es. produzione su commessa con regole complesse di pianificazione MRP), un SaaS standard ti costringe a piegare il business al software. La nostra guida 2021 a ERP manifatturiero e MRP mostra perché le PMI manifatturiere italiane spesso vincolano la scelta a soluzioni customizzabili.
- Controllo totale su SLA. SLA contrattuali dei SaaS leader sono 99,5-99,9% con esclusioni. Se il tuo business si ferma per un downtime di 4 ore, il rimborso SLA non copre il danno. Avere un on-premise con cluster proprio è l’unica via per garantirsi davvero RTO e RPO stringenti.
- Esigenze offline reali. Stabilimenti remoti con connettività intermittente (cave, agricoltura, navigazione) richiedono ERP che funzioni anche senza rete.
- Compliance specifica. Alcuni settori (es. sanità) richiedono conservazione dei dati in territorio italiano con audit fisico possibile. La nostra guida 2021 al cloud Italia e sovranità dei dati dettaglia il quadro normativo.
Soluzioni hybrid 2021: il middle ground che funziona
Nel 2021 si stanno consolidando soluzioni ibride credibili. Il core ERP resta on-premise o in IaaS privato, mentre i moduli “innovativi” girano in cloud pubblico:
- Azure Stack HCI per ERP core, con replica verso Azure pubblico per BI e DR.
- Google Anthos per orchestrare workload tra cluster on-premise e GCP.
- AWS Outposts per estendere AWS dentro il datacenter del cliente.
- VMware Cloud Foundation per chi è già su VMware on-premise e vuole mantenere governance.
Tipicamente la BI, l’e-commerce, il CRM commerciale e i portali clienti vanno in cloud pubblico SaaS, mentre il core gestionale (anagrafiche, contabilità, ordini, MRP, magazzino) resta on-premise o su IaaS privato. È un compromesso che funziona quando il TCO globale è inferiore alla somma delle parti, ma richiede architettura attenta e integrazioni solide.
La terza via: ERP custom su misura come ERP Brenta
C’è una terza opzione che spesso non emerge nei tavoli di selezione, perché i grandi vendor non la propongono: l’ERP custom. Lo sviluppiamo da anni come ERP Brenta, e su scenari realistici offre un TCO a 5 anni del 20-35% inferiore rispetto ai SaaS leader, con vantaggi che vanno oltre il prezzo.
Cosa intendiamo per ERP custom:
- Codice sorgente proprietario del cliente. L’azienda possiede il codice, non lo affitta. Non c’è vendor lock-in di alcun tipo, perché in qualsiasi momento può portare il codice altrove.
- Sviluppo in Italia, consulenza in italiano. Il team progetta i workflow insieme al cliente, non gli impone un modello americano o tedesco. Le specificità fiscali italiane (FE, esterometro, IVA per cassa, conferimenti) sono native.
- Manutenzione su misura. Il contratto di assistenza è dimensionato sulle reali esigenze, non sulla lista di funzioni del vendor. Costi prevedibili 5+ anni, senza incrementi automatici al rinnovo.
- Architettura cloud-ready. ERP Brenta gira su IaaS (Aruba, AWS, Azure, on-premise) a scelta del cliente. La portabilità è strutturale.
- Costi prevedibili e CAPEX/OPEX bilanciati. Sviluppo iniziale a CAPEX, manutenzione a OPEX, nessuna sorpresa.
Il modello tipico di ERP Brenta per una PMI 10M€/50 utenti:
- Sviluppo iniziale del core e moduli prioritari: 120.000-180.000 € (anno 1).
- Infrastruttura cloud privata o on-premise: 3.000-8.000 €/anno.
- Manutenzione evolutiva e correttiva: 30.000-55.000 €/anno.
- IT interno: 0,3-0,5 FTE per gestione operativa.
TCO 5 anni custom ERP Brenta: tra €330.000 e €420.000 a seconda della complessità. Per esplorare i moduli funzionali, la pagina ERP Brenta sul nostro sito presenta il quadro completo; per integrazioni e customizzazioni, le soluzioni di gestionali personalizzati mostrano i casi tipici, e per il deployment cloud le soluzioni software cloud raccontano l’infrastruttura.
Errori comuni nella scelta ERP cloud o on-premise
Negli ultimi mesi abbiamo visto ripetersi 5 errori che impattano pesantemente sul TCO:
- Firmare contratti SaaS triennali senza pilot. Il vendor offre 30 giorni di prova, troppo poco per simulare un anno fiscale. Imporre un pilot di 90 giorni con dati reali su un’unità pilota è la regola d’oro.
- Sottovalutare le integrazioni. Si valutano i moduli core, si dimentica FE italiana, e-commerce, MES, paghe, banche. Le integrazioni sono il 20-30% del costo totale.
- Ignorare la strategia di uscita. Nessuno firma pensando di andarsene, ma nei contratti SaaS la portabilità dei dati va negoziata prima. Chiedere SLA di export entro 30 giorni con formati documentati.
- Calcolare il TCO solo a 3 anni. I vendor SaaS amano i 3 anni perché lì sono competitivi. A 5-7 anni la matematica cambia.
- Trascurare il fattore umano. La roadmap 2021 di trasformazione digitale per PMI ricorda che il 60% dei fallimenti ERP è dovuto a change management debole, non a scelta tecnica sbagliata.
Caso reale: PMI manifatturiera lombarda 12M€
Una PMI manifatturiera lombarda — gruppo specializzato in componenti per linee di confezionamento alimentare, 12 milioni € di fatturato, 62 dipendenti, 45 utenti ERP — ci ha contattati a inizio 2021 in piena valutazione tra SAP Business One cloud (proposta partner) e una terza via custom.
La situazione di partenza:
- ERP legacy in COBOL su AS/400, manutenzione costosissima (~85.000 €/anno).
- Fatturazione elettronica gestita con bridge esterno.
- MRP debole, pianificazione fatta in Excel.
- Esigenza fortissima di personalizzazione su distinte base e configuratore di prodotto.
Il TCO comparato a 5 anni:
- SAP B1 cloud (proposta partner): €510.000 stimati.
- Hybrid: ERP Brenta custom + cloud BI overlay: €347.000 sviluppati e dichiarati a contratto.
Risultato: -32% di TCO sui 5 anni, ovvero -€163.000. A 18 mesi dal go-live (autunno 2022 stimato), il configuratore di prodotto custom ha permesso di ridurre i tempi di preventivazione del 54% e l’integrazione con il MES ha azzerato la doppia digitazione tra ufficio tecnico e produzione. Codice sorgente in escrow notarile, controllo totale. Per casi simili in ambito multi-sede, abbiamo dettagliato modalità e implicazioni nella guida 2021 a ERP multi-azienda per gruppi italiani.
Roadmap di selezione ERP in 60 giorni

Una selezione ERP ben fatta richiede metodo e tempi giusti. Ecco una roadmap operativa in 60 giorni che funziona:
- Giorni 1-10 — Assessment interno e requisiti. Mappare i processi as-is, definire il to-be, raccogliere requisiti funzionali e tecnici, identificare integrazioni (FE, e-commerce, MES, banche, paghe). Coinvolgere CFO, IT, capi area.
- Giorni 11-25 — Long-list e RFI. Inviare RFI a 5-7 vendor (mix SaaS leader, on-premise, custom). Richiedere casi clienti simili, referenze verificabili, demo standard, listini completi con tutti gli add-on.
- Giorni 26-40 — Short-list e RFP. Selezionare 3 finalisti. RFP con scenari realistici, TCO 5 anni richiesto in formato standard, SLA, clausole di uscita. Demo personalizzate su dati reali anonimizzati.
- Giorni 41-55 — Pilot tecnico e business case. Proof of concept di 2 settimane sui 2 finalisti. Business case con TCO comparato, valutazione qualitativa (usabilità, ergonomia, change), rischi, change management.
- Giorni 56-60 — Decisione e negoziazione. Presentazione al board. Negoziare le clausole critiche: portabilità dati in formati documentati, blocco rincari canoni per 5 anni, escrow codice se custom o ibrido, SLA con penali reali (non simboliche).
I tempi sono indicativi: PMI molto strutturate possono dilatarli a 90-120 giorni; chi ha urgenza per fondi PNRR o credito d’imposta Industry 4.0 in scadenza può comprimere fino a 45 giorni mantenendo il rigore. Per spunti operativi sulla parte fiscale-incentivante, la nostra guida 2021 al credito d’imposta beni 4.0 per PMI è un punto di partenza utile.
FAQ — ERP cloud vs on-premise 2021
Quanto costa davvero un ERP cloud SaaS per una PMI da 10 milioni € di fatturato?
Per 50 utenti su soluzioni come Microsoft Dynamics 365 Business Central, Oracle NetSuite o SAP Business ByDesign, il TCO 5 anni si colloca tra €420.000 e €535.000, considerando canoni, implementazione, integrazioni, storage e formazione.
Quando un ERP on-premise conviene rispetto a un SaaS?
Conviene oltre i 5 anni di utilizzo, con dati ultra-sensibili, esigenze di customizzazione profonda, SLA proprietari stringenti, IT interno strutturato. L’investimento iniziale è alto ma i costi annui di cruise sono contenuti.
Cosa è il vendor lock-in e perché conta nei contratti ERP SaaS?
Il vendor lock-in è la dipendenza tecnica e contrattuale dal fornitore SaaS. Conta perché cambiare ERP dopo 3 anni significa rifare l’implementazione da zero, con costi nascosti di 6-12 mesi di doppio lavoro non quantificati al momento della scelta.
Un ERP custom come ERP Brenta è davvero più economico di SAP Business One cloud?
Su scenari realistici di PMI 10-15 milioni € con esigenze di customizzazione, il TCO 5 anni di ERP Brenta è del 20-35% inferiore rispetto a SAP Business One cloud o Microsoft Dynamics 365 Business Central. Il vantaggio principale è il codice sorgente di proprietà del cliente e costi prevedibili.
Posso usare i fondi PNRR o il credito d’imposta Industry 4.0 per finanziare l’ERP?
Sì, sia il credito d’imposta beni immateriali 4.0 (40% al 2021, poi 20% nel 2022) che alcuni bandi PNRR di trasformazione digitale possono coprire una parte significativa dell’investimento ERP, in particolare quando il software è interconnesso con macchinari, MES o sistemi di tracciabilità.
Come si misura davvero il TCO di un ERP a 5 anni?
Si sommano: licenze (perpetua o canoni cumulati con rincari contrattuali), implementazione, formazione, integrazioni, hardware o infrastruttura cloud, IT interno (FTE allocati), manutenzione annuale, upgrade major, storage overage, downtime stimato e costo di uscita (data portability).
L’ERP ibrido (cloud + on-premise) è davvero adatto alle PMI italiane?
Sì, soprattutto sopra i 5-7 milioni di fatturato. Il core ERP resta on-premise o in IaaS privata per controllo e customizzazione, mentre BI, e-commerce, CRM e portali clienti vanno in cloud pubblico. Richiede architettura attenta e integrazioni solide, ma riduce il TCO globale.
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