TL;DR — Dropshipping in Italia nel 2021, in 8 righe
- Il dropshipping è un modello dove non tieni stock: l’ordine arriva, lo giri al fornitore, lui spedisce al cliente. Margine medio reale 8-15% netto, non il 50% che ti raccontano i corsi su TikTok.
- Piattaforme regine 2021: Shopify ($29/mese) e WooCommerce + plugin. Fornitori italiani: BigBuy; globali: AliExpress, CJDropshipping, Spocket, Printful.
- Regime fiscale: partita IVA obbligatoria; forfettario fino a 65.000 € di ricavi. Da luglio 2021 nuovo regime OSS per vendite UE a privati.
- Investimento minimo realistico: 1.500-3.000 € tra dominio, piattaforma, ads di test, P.IVA e commercialista.
- Il 90% fallisce per: nicchia sbagliata, prodotti già saturi, ads senza budget di test, zero customer care.
Nel 2020-2021, durante e dopo i mesi del lockdown, su TikTok e Instagram è esploso un genere di contenuto molto particolare: ragazzi in camera che mostrano dashboard Shopify con scritte tipo “10.000 € in 30 giorni” e ti propongono il corso di dropshipping a 297 €. La narrazione è sempre la stessa — apri uno store, scegli un prodotto vincente, lanci ads su Facebook, incassi.
La realtà del 2021, dopo aver parlato con decine di imprenditori che hanno provato il dropshipping in Italia, è diversa. Le marginalità reali, una volta tolte commissioni piattaforma, costo prodotto, spedizione, IVA, ads, commercialista e resi, oscillano tra l’8% e il 15%. I corsi gonfiati ti mostrano il ROAS lordo del singolo prodotto, mai il P&L mensile dello store.
Questa guida è onesta. Ti spieghiamo cosa è davvero il dropshipping, quali fornitori funzionano in Italia nel 2021, quale regime fiscale scegliere (forfettario o ordinario, con la novità OSS dal 1° luglio), quanto costa davvero partire e il caso reale di un ragazzo veneto che dopo 8 mesi fattura 10.000 € netti/mese con una nicchia specifica.
Cosa è davvero il dropshipping (e come funziona il flusso ordine)
Il dropshipping è un modello di vendita al dettaglio in cui il negozio online non possiede fisicamente i prodotti che vende. Quando un cliente effettua un ordine, il negozio trasmette i dati di acquisto e l’indirizzo al fornitore, che si occupa di prelevare il prodotto dal proprio magazzino, imballarlo e spedirlo direttamente al cliente finale.
Il flusso operativo è lineare ma ricco di passaggi tecnici:
- Cliente visita lo store (es. su Shopify), aggiunge un prodotto al carrello e paga 49 €.
- Il sistema invia conferma al cliente e una notifica al gestionale del merchant.
- Il merchant (o un plugin come DSers, Oberlo o connettore BigBuy) inoltra automaticamente l’ordine al fornitore.
- Il fornitore preleva il prodotto dal proprio magazzino (in Cina, Polonia, Spagna, Italia a seconda del caso) e lo spedisce con tracking.
- Il merchant intasca il margine: prezzo di vendita meno costo fornitore meno commissioni (Shopify, pagamento, ads, IVA).
Sulla carta è bellissimo. Niente magazzino, niente capitali immobilizzati, niente personale logistica. Nella pratica ogni passaggio nasconde insidie: tempi di spedizione di 15-30 giorni dalla Cina, errori dei fornitori, resi gestiti male, problemi doganali sopra i 22 € (soglia eliminata con la nuova normativa IVA UE da luglio 2021) e una marginalità più bassa di quanto pensi.
Differenza tra dropshipping ed e-commerce classico
Per capire dove conviene il dropshipping serve confrontarlo onestamente con un e-commerce tradizionale, dove acquisti la merce, la stocchi e la spedisci tu.
| Aspetto | Dropshipping | E-commerce classico |
|---|---|---|
| Capitale iniziale | 1.500-3.000 € | 10.000-50.000 € |
| Magazzino | Zero (del fornitore) | Tuo (affitto + scaffalature + WMS) |
| Margine lordo medio | 25-40% | 40-65% |
| Margine netto reale | 8-15% | 15-30% |
| Tempo spedizione | 5-30 giorni | 1-3 giorni |
| Controllo qualità | Basso (non vedi il prodotto) | Alto (lo tocchi tu) |
| Personalizzazione brand | Limitata (a meno di private label) | Totale |
| Scalabilità ordini | Alta (limite fornitore) | Media (logistica interna) |
| Chi paga prima | Cliente paga prima, tu paghi fornitore dopo | Tu paghi prima al fornitore, cliente dopo |
La differenza chiave finanziaria è proprio l’ultima riga: nel dropshipping il cliente paga prima (con carta o PayPal) e tu giri l’ordine al fornitore. Questo significa cash flow positivo da subito, senza dover anticipare migliaia di euro di stock. È il motivo principale per cui il modello attira aspiranti imprenditori senza capitale.
Se vuoi un confronto verticale tra modelli di vendita online ti consigliamo la nostra guida su come aprire un e-commerce per PMI nel 2021, che copre anche il caso classico.
Fornitori dropshipping 2021: la mappa onesta
Il fornitore è il vero collo di bottiglia del business. Sbaglia fornitore e brucia clienti, recensioni e ads spesi. Ecco la mappa aggiornata 2021 dei più usati, divisi per area geografica e specializzazione.

Fornitori globali (Asia)
- AliExpress: il marketplace cinese di Alibaba. Prezzi imbattibili (un cavo USB 1,50 €), milioni di prodotti, ma tempi di consegna 15-30 giorni e qualità variabile. Storicamente il punto di partenza dei dropshipper. Plugin: DSers (dopo la chiusura di Oberlo a giugno 2022, ma nel 2021 entrambi convivono).
- CJDropshipping: piattaforma cinese che fa anche sourcing custom, branding del pacco e magazzini in USA/Europa per spedizioni più rapide (7-12 giorni). Più costoso di AliExpress ma più professionale.
- BangGood: simile ad AliExpress, focalizzato su elettronica, gadget e gaming. Ha programma dropshipping ufficiale.
Fornitori europei e italiani
- BigBuy: fornitore spagnolo con magazzino in UE, parla italiano, fatture italiane, spedizioni 2-5 giorni. Catalogo di 100.000+ prodotti. Abbonamento mensile (~69 €/mese per piano base nel 2021). Connettori nativi per Shopify, WooCommerce, PrestaShop.
- Spocket: aggrega fornitori USA ed europei (gran parte Polonia, Germania, UK). Prodotti di qualità superiore alla media asiatica. Ottimo per nicchie premium.
- Modalyst: focus su fashion, gioielli e home decor, con marchi indipendenti e print-on-demand.
Print-on-demand
- Printful: sul mercato dal 2013, è leader print-on-demand. Stampa magliette, tazze, poster, cuscini su richiesta. Margine ridotto ma rischio zero perché paghi solo quando vendi. Magazzini in USA ed Europa.
- Printify: alternativa a Printful, network di stamperie con prezzi più aggressivi.
La regola del fornitore: ordina sempre 2-3 campioni a tue spese prima di mettere un prodotto sullo store. Devi toccarlo, fotografarlo tu, capire la qualità reale, l’imballo, la velocità di spedizione effettiva (non quella dichiarata). Se non lo fai, scoprirai i problemi dai resi dei clienti.
Piattaforme negozio: Shopify, WooCommerce o connettori?
Nel 2021 due piattaforme dominano il dropshipping italiano: Shopify (saas) e WooCommerce (open source su WordPress). Vediamole con i pro e i contro reali, senza fanboyismo.

Shopify (~29 $/mese plan Basic)
Pro: setup in 1 giorno, hosting incluso, mille temi, integrazione nativa con DSers, Printful, Spocket, CJDropshipping. Checkout ottimizzato (converte mediamente meglio di WooCommerce). Supporto 24/7. Sicurezza e velocità gestite.
Contro: paghi sempre, anche a zero vendite. Commissioni transazione se non usi Shopify Payments (in Italia non disponibile nel 2021, ti tocca PayPal o gateway esterni con fee del 2%). Personalizzazione limitata, devi imparare Liquid per modifiche profonde. Esportazione dei dati complessa se vuoi migrare.
WooCommerce (gratis, su WordPress)
Pro: zero canone piattaforma. Controllo totale di codice, design, hosting. Plugin economici (es. WooDropship, AliDropship, BigBuy connector). Migliaia di temi, integrazione SEO con Yoast/Rank Math superiore.
Contro: hosting separato (servono almeno 20-40 €/mese per un VPS decente perché lo shared non regge le promo). Manutenzione aggiornamenti, backup, sicurezza tutta tua. Checkout meno performante out-of-the-box. Curva di apprendimento iniziale più ripida.
BigBuy multistore
Per chi vuole una scorciatoia: BigBuy offre il servizio “Multistore” che ti monta uno Shopify o PrestaShop già collegato al catalogo, con fatturazione automatica, ordini sincronizzati e magazzino EU. Costa di più (~199 €/mese piano completo nel 2021) ma elimina la complessità tecnica.
La scelta è quasi sempre Shopify se sei principiante e vuoi imparare il marketing senza distrarti col tecnico; WooCommerce se hai già un sito WordPress, vuoi controllo SEO totale e hai uno sviluppatore di fiducia. Per approfondire la questione SEO ti rimandiamo alla nostra guida SEO per e-commerce 2021, dove confrontiamo le due piattaforme dal punto di vista organico.
Regime fiscale italiano per il dropshipping nel 2021
Questa è la parte che i corsi su TikTok saltano sempre, perché è meno sexy ma è la più importante. Devi aprire partita IVA dal primo giorno se l’attività è continuativa (non occasionale). Vendere anche solo 200 €/mese in modo regolare con uno store è attività d’impresa, non occasionale.

Regime forfettario (consigliato a chi parte)
Per il dropshipping il codice ATECO tipico è 47.91.10 (commercio al dettaglio di prodotti via internet). Il forfettario 2021 prevede:
- Soglia ricavi: 65.000 € annui.
- Coefficiente di redditività per ATECO 47.91.10: 40%. Significa che il fisco considera reddito imponibile il 40% dei ricavi, il resto è “costo forfettario presunto”.
- Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% nei primi 5 anni per nuove attività).
- Contributi INPS gestione commercianti (~3.800 €/anno minimi anche a zero ricavi, con possibile riduzione 35% per chi è nel forfettario).
- No IVA su vendite, no obbligo registri IVA, fattura senza IVA.
Esempio pratico: ricavi 30.000 € → imponibile 12.000 € → imposta 5% nuova attività = 600 €. Più INPS commercianti ridotti (~2.500 €). Tax totale ~3.100 € su 30.000 €. Molto, molto meno dell’ordinario.
Regime ordinario
Obbligatorio sopra i 65.000 € di ricavi o se hai dipendenti. IRPEF a scaglioni (23-43%), IVA al 22%, registri IVA, dichiarazione redditi completa, Intrastat se vendi in UE oltre soglie. Qui serve un commercialista bravo, e costa 1.500-3.000 €/anno.
OSS e MOSS: la grande novità di luglio 2021
Dal 1° luglio 2021 è entrato in vigore il nuovo regime UE OSS (One Stop Shop) che sostituisce e amplia il vecchio MOSS (limitato ai servizi digitali). Cosa cambia per chi fa dropshipping verso clienti privati in altri paesi UE:
- Soglia unificata: vendite UE a privati sopra 10.000 €/anno totali (non per singolo paese) → IVA dovuta nel paese del cliente.
- Con OSS dichiari e versi l’IVA UE in un unico portale italiano, senza aprire partite IVA in ogni paese.
- Per il dropshipping da paesi extra-UE: nuovo regime IOSS per ordini fino a 150 € (sostituisce la vecchia franchigia 22 €, eliminata).
- Attenzione: il forfettario non gestisce automaticamente OSS, c’è un sovrapporsi normativo che richiede consulenza dedicata.
Il consiglio: parti col forfettario, ATECO 47.91.10, con un commercialista che conosca e-commerce. Quando superi i 50.000 € inizia a pianificare il passaggio all’ordinario e l’iscrizione a OSS. Mai improvvisare sul fiscale: una multa Intrastat o un controllo IVA UE possono erodere mesi di profitti.
Marketing per dropshipping nel 2021: dove e come spendere
Nel 2021 il traffico paid per dropshipping si gioca su quattro canali, ciascuno con le sue regole. Non c’è uno store di dropshipping che cresca senza budget pubblicitario: la SEO funziona ma è lenta e qui i prodotti spesso non sono unici (concorrenza atroce sulla long-tail).
Facebook Ads (ancora il re nel 2021)
Facebook e Instagram Ads restano nel 2021 il canale numero uno per il dropshipping. Targeting per interessi, lookalike audiences, retargeting dinamico. Budget di test minimo: 500-1.000 € per testare un prodotto in 7-10 giorni. CPM in Italia mediamente 4-8 €, CPC 0,30-0,80 € su pubblico freddo.
Attenzione: dal 2021 l’iOS 14.5 di Apple ha introdotto l’ATT (App Tracking Transparency) e la mortalità dei pixel tracking iOS è alta. CAPI (Conversions API server-side) è diventata obbligatoria per avere dati attendibili.
TikTok organic + creator
TikTok Ads in Italia è stato introdotto nel 2020 e nel 2021 è ancora “selvaggio”: CPM bassi (1-3 €), ma audience giovane (under 25 prevalente). Funziona benissimo per gadget impulse-buy a 15-40 €, malissimo per ticket alti. Strategia top: contenuti UGC (user generated content) da micro-influencer pagati 50-200 € a video, poi boost con TikTok Ads.
Instagram Shops + influencer marketing
Instagram Shops (lanciato 2020) permette di taggare prodotti nelle foto e creare un mini-shop integrato. Il micro-influencer marketing (account 10K-100K follower) funziona benissimo nel 2021 con costi tra 50 € e 500 € a post o reel, oppure in cambio prodotto.
Pinterest Ads (sottovalutato)
Per nicchie home decor, fashion, gioielli, matrimoni, regali, Pinterest performa benissimo. CPC 0,15-0,40 €, conversioni tardive (l’utente salva, acquista dopo 7-30 giorni) ma AOV mediamente più alto.
I KPI da monitorare ogni giorno: CPA, ROAS, AOV e tasso refund. Se l’AOV è 40 € e il margine lordo 30% (= 12 €), un CPA sopra 12 € è in perdita. È dove muore il 90% degli store.
I costi reali per partire (e mantenere)
Smettiamola con la favola del “parti con 100 €”. Ecco il budget realistico per il primo trimestre di attività, con cui hai una chance ragionevole di sopravvivere:
| Voce | Costo iniziale | Ricorrente mensile |
|---|---|---|
| Apertura partita IVA + commercialista | 200-400 € | 60-120 € |
| Dominio + email | 15-30 € | 5 € |
| Shopify Basic ($29) o WooCommerce + VPS | 0 € | 25-40 € |
| Tema Shopify premium o tema WP | 100-300 € (one-time) | — |
| App Shopify (recensioni, upsell, email, abbandono carrello) | — | 50-150 € |
| Campioni prodotto fornitore | 100-300 € | 50 € |
| Foto/video prodotto (UGC creator) | 200-500 € | 150-300 € |
| Logo + brand identity | 100-500 € | — |
| Budget ads test (Facebook/TikTok) | 1.000-2.500 € | 500-3.000 € |
| INPS commercianti minimi (anche a zero ricavi) | — | ~300 € |
| Totale realistico mese 1 | 1.700-4.500 € | 1.100-3.900 €/mese |
Il punto cruciale: per dare al business una vera chance servono almeno 3 mesi di runway. Se ti rimangono in tasca 5.000-10.000 € non spendibili su altro, hai margine per imparare. Sotto i 2.000 € totali stai giocando d’azzardo, non facendo impresa.
Margini reali per categoria di prodotto
Non tutte le nicchie performano allo stesso modo. Ecco i margini netti medi osservati su store italiani 2021 (dati anonimi raccolti da nostra esperienza diretta + community Shopify italiana):
| Categoria | AOV medio | Margine lordo | Margine netto |
|---|---|---|---|
| Gadget impulse (15-40 €) | 28 € | 45-60% | 10-18% |
| Gioielli economici | 35 € | 60-75% | 15-22% |
| Home decor | 55 € | 40-55% | 12-20% |
| Fashion (abbigliamento) | 45 € | 35-50% | 5-12% (resi alti!) |
| Elettronica consumer | 70 € | 20-30% | 3-8% (rischio difetti) |
| Print-on-demand magliette | 25 € | 30-45% | 8-14% |
| Pet products | 40 € | 50-65% | 15-25% |
| Beauty / cosmesi | 38 € | 55-70% | 12-22% |
Lezioni chiave dalla tabella: elettronica e fashion hanno apparenti AOV alti ma sono trappole, perché i tassi di reso/difetti erodono il margine netto. Pet, gioielli, beauty sono le nicchie più sostenibili nel 2021, perché sono acquisti emozionali con basso reso e clienti che tornano (LTV).
Sul lato conversion, se vuoi capire come ottimizzare il funnel per spremere ogni euro di traffico paid, leggi la nostra guida al CRO per e-commerce 2021.
Errori che bruciano il 90% dei principianti
Dopo aver visto decine di store italiani fallire, gli errori si ripetono sempre. Qui i 7 più frequenti, in ordine di letalità.
- Store generalista con 200 prodotti random: senza tema unificante, niente brand. Regola: una nicchia, 5-15 prodotti, branding coerente.
- Prodotti già saturi visti in 50 store: i “winning products” virali su YouTube hanno CPA esplosi. Meglio scoprire prodotti emergenti con tool come Sell The Trend o Ecomhunt.
- Lanciare ads con 5 €/giorno: Facebook non ottimizza con così pochi dati. Servono 15-30 €/giorno per ad set per uscire dalla learning phase.
- Nessuna customer care o policy resi: quando il cliente aspetta 25 giorni e nessuno risponde, lascia recensioni negative e chargeback. Devi rispondere entro 24h, sempre.
- Margine sottostimato: calcolano “prezzo – costo fornitore = profitto” dimenticando IVA, commissioni payment, Shopify, ads, commercialista, INPS. Il netto reale è 1/3 di quello che pensano.
- Nessuna partita IVA: sopra i 5.000 €/anno il fisco ti trova. Sanzioni che superano i guadagni.
- Nessun test del prodotto: mai ordinato un campione, mai visto il packaging. Lo scoprono dai resi.
Caso reale: Matteo, 26 anni, Veneto, 10.000 € profitto/mese in 8 mesi
Per concretizzare, ecco un caso reale (nome cambiato, numeri reali) di uno store dropshipping italiano avviato a gennaio 2021. Matteo è un ex-studente di marketing di Padova, partita IVA forfettaria aperta a febbraio.
Nicchia: accessori per cani di taglia media (pettorine personalizzabili, guinzagli LED). L’ha scelta perché ha un labrador e conosce il problema (passeggiare al buio).
Setup: Shopify Basic $29, tema Debutify (~150 $), fornitore CJDropshipping con magazzino EU per spedizioni in 7-10 giorni. Logo Fiverr 80 €.
Mesi 1-2: brucia 1.800 € di Facebook Ads testando 12 prodotti, 2 winners. Fatturato 3.200 €, pareggio.
Mesi 3-4: scala il guinzaglio LED con incisione nome cane, budget Facebook 50 €/giorno, aggiunge upsell e cross-sell. Marzo 8.500 €, aprile 14.200 €. Margine netto ~14%.
Mesi 5-6: introduce Pinterest Ads (CPC 0,18 €). Maggio 22.000 €, giugno 31.000 €. Investe in foto professionali.
Mesi 7-8: agosto 2021 fattura 62.000 € con margine netto 16% = ~9.900 € netti. Inizia a registrare il marchio per evolvere verso private label, raggiunge 18.000 follower organici Instagram con UGC dei clienti.
Cosa ha funzionato: nicchia specifica + esperienza diretta del problema, ordini di campioni (ha testato 7 fornitori prima di scegliere), customer care via WhatsApp Business con risposta entro 2h, focus su un singolo “hero product” prima di ampliare il catalogo. A giugno il fornitore principale ha avuto problemi doganali e ha dovuto attivare in 5 giorni un secondo fornitore di backup in Polonia. Lezione: mai dipendere da un solo fornitore.
Replicabile? Sì, con metodo, budget, tempo e un commercialista competente che gestisca il passaggio dal forfettario all’ordinario, prevedibile entro fine 2021.
Roadmap di avvio in 90 giorni
Se vuoi provare il dropshipping in modo serio (non come scommessa) ecco la roadmap step-by-step dei primi 90 giorni. La premessa: budget minimo 3.000-5.000 € dedicati e disponibilità di lavoro full-time o almeno 25 ore/settimana costanti.
Roadmap dropshipping in 90 giorni
Step 1 — Giorni 1-15: validazione nicchia e setup legale
Scegli una nicchia specifica in cui hai esperienza diretta o forte interesse personale. Apri partita IVA forfettaria con ATECO 47.91.10 tramite commercialista esperto in e-commerce. Registra dominio (.it o .com) e profilo Instagram + TikTok del brand.
Step 2 — Giorni 16-30: ricerca prodotti e fornitori
Identifica 10-15 prodotti potenziali nella nicchia. Ordina 3-5 campioni dai fornitori candidati (BigBuy, CJDropshipping, Spocket). Verifica tempi spedizione reali, qualità, packaging.
Step 3 — Giorni 31-45: setup store e contenuti
Monta Shopify Basic o WooCommerce. Tema premium, schede prodotto con foto/video originali, policy resi e privacy GDPR-compliant, integrazione PayPal + Stripe, recensioni Loox o Judge.me. Crea 20-30 contenuti per social.
Step 4 — Giorni 46-75: lancio campagne test
Lancia campagne Facebook Ads con 5 prodotti diversi, budget 15-20 €/ad set. Dopo 7 giorni elimina i perdenti, scala i winner. Aggiungi TikTok Ads o creator UGC per prodotti impulse. Monitora CPA, ROAS, AOV giornalmente.
Step 5 — Giorni 76-90: ottimizzazione e scaling
Identifica l’hero product. Aggiungi upsell, cross-sell e email marketing automation. Customer care WhatsApp Business. Pianifica con commercialista la prima scadenza fiscale e l’eventuale uscita dal forfettario.
FAQ — Domande frequenti sul dropshipping in Italia
Serve davvero la partita IVA per fare dropshipping?
Sì, dal primo euro se l’attività è continuativa. Vendere regolarmente con uno store è attività d’impresa, non occasionale. La P.IVA forfettaria costa poco (~3.000 €/anno di INPS e tasse a zero ricavi), evitarla espone a sanzioni fino al 240% dell’imposta evasa.
Quanto si guadagna realmente facendo dropshipping nel 2021?
Il 70% degli store italiani chiude entro 6 mesi senza profitto. Il 20% raggiunge break-even. Solo il 10% genera profitto stabile, con range tra 500 € e 15.000 €/mese netti. Casi sopra i 20.000 €/mese netti esistono ma sono rari e richiedono evoluzione verso private label.
Posso fare dropshipping da AliExpress nel 2021 senza problemi?
Tecnicamente sì, ma con tre vincoli: tempi di consegna 15-30 giorni (alto tasso di reclami), qualità variabile, e dal 1° luglio 2021 niente più franchigia 22 € — IVA dovuta dal primo euro. Usa AliExpress per test, ma per scalare passa a fornitori EU come BigBuy o CJDropshipping con magazzino europeo.
Qual è la differenza tra dropshipping e print-on-demand?
Il print-on-demand è una sottocategoria del dropshipping focalizzata su prodotti personalizzati (magliette, tazze, poster). Stampi solo quando vendi. Margine più ridotto ma rischio quasi zero. Printful è il fornitore top, con magazzini in USA e UE.
Conviene Shopify o WooCommerce per partire?
Shopify se sei principiante e vuoi concentrarti su prodotto e marketing. Costa $29-79/mese ma elimina la complessità tecnica. WooCommerce se hai già WordPress, vuoi controllo SEO totale e hai uno sviluppatore. Costo iniziale più basso ma più tempo su manutenzione e sicurezza.
Come funziona OSS per il dropshipping dal 1° luglio 2021?
Se vendi a privati in altri paesi UE oltre i 10.000 €/anno totali, devi applicare l’IVA del paese del cliente. Con OSS dichiari tutto in un unico portale italiano (Agenzia delle Entrate) senza aprire P.IVA in ogni paese. Per ordini extra-UE fino a 150 € c’è IOSS che semplifica le pratiche doganali.
Quanto budget di ads serve per iniziare?
Minimo realistico 1.000-2.000 € per i primi 30 giorni di test. Con meno non testi abbastanza prodotti per trovare un winner. Facebook ha bisogno di almeno 50 conversioni per ad set per uscire dalla learning phase.
Vuoi costruire un e-commerce che non sia solo dropshipping?
Se il dropshipping puro non fa per te o vuoi evolvere verso un brand strutturato con catalogo proprio, gestionale integrato e processi ordini automatizzati, possiamo aiutarti. Sviluppiamo soluzioni e-commerce su misura con integrazione marketplace, magazzino, fatturazione elettronica e CRM.
Per approfondire altri aspetti del commercio online ti consigliamo anche la nostra guida sui marketplace per vendere online nel 2021, l’articolo su vendere su Amazon per PMI italiane, e la guida ai pagamenti online per e-commerce. Se invece ti serve una soluzione gestionale personalizzata che integri ordini, magazzino e fatturazione elettronica, scopri i nostri gestionali personalizzati per PMI.
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