Guide Odoo

Contabilità del carbonio dettagliata in Odoo: Scope 1, 2 e 3, impronta di prodotto e CBAM (guida PMI manifattura)

Contabilità del carbonio dettagliata in Odoo: Scope 1, 2 e 3, impronta di prodotto e CBAM (guida PMI manifattura)

Sessantottesima guida operativa Odoo 19 per PMI italiane. Misurare l’impronta di carbonio non è più un semplice esercizio di responsabilità sociale: per alcune imprese è un obbligo (CSRD, CBAM), per molte altre è un requisito dei grandi clienti o una condizione dei finanziamenti legati alla sostenibilità. Sapere esattamente da dove arrivano le emissioni — quale macchina, quale prodotto, quale fornitore — è il primo passo per ridurle. In questa guida vediamo come impostare in Odoo 19 una contabilità del carbonio dettagliata, dalla raccolta dei dati ai tre “Scope” del GHG Protocol fino all’impronta di carbonio per unità di prodotto.

Vediamo: il GHG Protocol e i tre Scope, metodo basato sulle attività e metodo basato sulla spesa, calcolo per processo produttivo, carbonio incorporato nella distinta base, Scope 3 a monte e a valle, impronta di carbonio di prodotto (PCF), rendicontazione ed esempi illustrativi.

Il GHG Protocol e i tre Scope

Scope 1 (emissioni dirette)

  • Combustione in azienda (caldaie, forni, veicoli aziendali)
  • Emissioni fuggitive (gas refrigeranti, gas di processo)
  • Peso variabile in base al processo: rilevante nelle lavorazioni a caldo
  • Direttamente controllabili

Scope 2 (emissioni indirette da energia)

  • Elettricità acquistata
  • Calore, vapore e raffrescamento acquistati
  • Calcolo con approccio “location-based” (mix di rete) e “market-based” (contratti e garanzie d’origine)
  • Riducibili con contratti di fornitura da fonti rinnovabili

Scope 3 (catena del valore)

  • 15 categorie previste dal GHG Protocol
  • A monte: materie prime, trasporti dei fornitori, viaggi di lavoro
  • A valle: distribuzione, fase d’uso, fine vita
  • Nella manifattura è spesso la quota più grande, e anche quella più trascurata
  • La più difficile da misurare

Metodo basato sulle attività e metodo basato sulla spesa

Basato sulla spesa (approssimazione)

  • Fattore di emissione × euro spesi
  • Pro: rapido, i dati sono già in contabilità
  • Contro: poco preciso, nessun legame causale diretto
  • Quando usarlo: prima stima di partenza, Scope 3

Basato sulle attività (precisione)

  • Fattore di emissione × quantità fisica (kg, kWh, km)
  • Pro: preciso, permette piani d’azione concreti
  • Contro: raccolta dati impegnativa
  • Quando usarlo: Scope 1 e 2, categorie Scope 3 più rilevanti

Approccio ibrido (consigliato per le PMI)

  • Basato sulle attività per Scope 1, Scope 2 e le principali categorie Scope 3
  • Basato sulla spesa per le restanti categorie Scope 3
  • Passaggio graduale al metodo basato sulle attività

Scope 1 e 2: emissioni della produzione

Ogni ordine di produzione (Manufacturing Order) in Odoo può diventare una fonte primaria per Scope 1 e 2: energia consumata per centro di lavoro, combustibili, refrigeranti. Questi dati non sono nativi nell’MRP (pianificazione della produzione) di Odoo: si raccolgono con campi personalizzati, integrazioni con i contatori o moduli dedicati. Tracciarli per ordine consente un calcolo dal basso preciso:

Contabilità del carbonio Scope 1 e 2 sull'ordine di produzione in Odoo 19 per le PMI manifatturiere italiane

  • Consumo energetico per ordine di lavoro
  • Fattore del mix energetico (rete e quota rinnovabile)
  • Combustibili documentati
  • Refrigeranti per macchina (se pertinenti)
  • Emissioni calcolate per ordine di produzione
  • Aggregazione per periodo e stabilimento

Carbonio incorporato nella distinta base

Ogni componente di una distinta base (BOM, Bill of Materials) porta con sé un carbonio incorporato “dalla culla al cancello” (cradle-to-gate). Sommato sull’intera distinta, dà l’impronta di prodotto prima della fabbricazione. I componenti riciclati hanno in genere un carbonio incorporato molto inferiore a quelli da materia vergine:

Carbonio incorporato nella distinta base in Odoo 19 per le PMI manifatturiere italiane

  • Fattore di emissione per componente (kgCO2e/kg)
  • Fonte: dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD) del fornitore o banche dati (ecoinvent, Sphera)
  • Distinzione tra riciclato e vergine
  • Fattore geografico (Paese di produzione)
  • Carbonio totale per unità di distinta
  • Analisi di scenario: impatto della sostituzione di un componente

Scope 3 a monte: acquisti

La categoria 1 del GHG Protocol (beni e servizi acquistati) è spesso la voce principale dello Scope 3 in un’azienda manifatturiera. Ogni ordine di acquisto è un’occasione per tracciare le emissioni e scegliere con consapevolezza fornitori a minore impatto:

Emissioni Scope 3 a monte sull'ordine di acquisto in Odoo 19 per le PMI manifatturiere

  • Dichiarazioni sulle emissioni dei fornitori registrate
  • Dati di carbonio per prodotto, quando disponibili
  • Modalità e distanza di trasporto
  • Punteggio dei fornitori sulle emissioni
  • Decisioni di acquisto basate sui dati
  • Coinvolgimento dei fornitori nella comunicazione dei dati

Scope 3 a valle: vendite

Le categorie 11 (uso dei prodotti venduti) e 12 (fine vita) costituiscono gran parte dello Scope 3 a valle. Per i prodotti che consumano energia sono spesso la parte più grande dell’intera impronta. Gli ordini di vendita registrano destinazione e informazioni utili a stimare la fase d’uso:

Emissioni Scope 3 a valle sull'ordine di vendita in Odoo 19 per le PMI manifatturiere

  • Distribuzione geografica (trasporti)
  • Modellazione della fase d’uso
  • Scenari di fine vita
  • Segmento di clientela per stimare l’intensità d’uso
  • Durata di vita dei prodotti venduti
  • Aggregazione per categoria

Impronta di carbonio di prodotto (PCF)

La PCF (Product Carbon Footprint) riporta le emissioni lungo il ciclo di vita all’unità di prodotto. È sempre più richiesta dai grandi clienti e collegata a normative come il passaporto digitale del prodotto previsto dal regolamento ESPR; per i prodotti CBAM contano invece le “emissioni incorporate” calcolate secondo le regole del meccanismo:

Impronta di carbonio di prodotto (PCF) in Odoo 19 per le PMI manifatturiere italiane

  • PCF dalla culla al cancello per prodotto
  • PCF dalla culla alla tomba (con uso e fine vita)
  • Norme di riferimento: ISO 14067, PAS 2050
  • Verifica di parte terza
  • Comunicazione al cliente e passaporto digitale del prodotto
  • Confronto con le medie di settore

Le 15 categorie dello Scope 3

A monte (categorie 1-8)

  • 1. Beni e servizi acquistati
  • 2. Beni strumentali
  • 3. Attività legate a combustibili ed energia (non incluse in Scope 1 e 2)
  • 4. Trasporto e distribuzione a monte
  • 5. Rifiuti generati dalle attività
  • 6. Viaggi di lavoro
  • 7. Spostamenti casa-lavoro dei dipendenti
  • 8. Beni in locazione a monte

A valle (categorie 9-15)

  • 9. Trasporto e distribuzione a valle
  • 10. Lavorazione dei prodotti venduti
  • 11. Uso dei prodotti venduti
  • 12. Trattamento di fine vita dei prodotti venduti
  • 13. Beni in locazione a valle
  • 14. Franchising
  • 15. Investimenti

Categorie rilevanti per la manifattura

  • Di solito le più rilevanti sono 1, 4, 11 e 12
  • Le categorie non pertinenti si possono escludere, motivandolo
  • La motivazione delle esclusioni va sempre documentata

Fonti dei fattori di emissione

Banche dati principali

  • ecoinvent (Svizzera), tra le più complete
  • Sphera LCA, già nota come GaBi
  • EXIOBASE, modello ambientale input-output
  • Inventario nazionale ISPRA

Banche dati di settore

  • Materiali da costruzione: ICE database (Università di Bath) ed EPD International
  • Alimentare: Agribalyse
  • Elettronica: PAIA (MIT)

Fattori pubblicati da enti pubblici

  • UK DEFRA/DESNZ (aggiornamento annuale)
  • US EPA
  • Agenzia europea dell’ambiente (EEA)
  • Italia: ISPRA per il mix elettrico nazionale; AIB per il mix residuo usato nel metodo market-based

Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)

Cos’è

  • Meccanismo UE che applica un prezzo del carbonio a determinate importazioni ad alta intensità di emissioni, tramite l’acquisto di certificati CBAM
  • Settori: ferro e acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, elettricità, idrogeno (compresi alcuni prodotti derivati, come viti e bulloni in acciaio)
  • Fase transitoria con sola comunicazione trimestrale: dal 1° ottobre 2023 al 31 dicembre 2025
  • Regime definitivo dal 1° gennaio 2026, con dichiarante autorizzato e certificati da acquistare per le importazioni a partire da quell’anno
  • Le semplificazioni del 2025 hanno introdotto una soglia di esenzione di 50 tonnellate annue per importatore: verificare i requisiti aggiornati

Impatto sulle PMI italiane

  • Chi importa beni CBAM oltre soglia: obblighi diretti di conformità
  • Chi produce nell’UE: possibile vantaggio competitivo verso concorrenti extra UE
  • Rischio di filiera: fornitori extra UE chiamati a fornire dati sulle emissioni

Il percorso di contabilità del carbonio per una PMI

Primo anno: base di partenza

  • Inventario completo Scope 1 e 2 (basato sulle attività)
  • Principali categorie Scope 3 (anche basate sulla spesa)
  • Documento di metodo
  • Verifica interna

Secondo e terzo anno: maggiore precisione

  • Scope 3 progressivamente basato sulle attività
  • Programma di coinvolgimento dei fornitori
  • Individuazione dei punti critici
  • Piano di riduzione

Dal terzo anno: riduzione e rendicontazione

  • Obiettivi validati dalla Science Based Targets initiative (SBTi), che prevede un percorso semplificato per le PMI
  • Verifica esterna secondo ISO 14064-3
  • Comunicazione annuale (ad esempio tramite CDP)
  • Comunicazione agli stakeholder

Costi di avvio della contabilità del carbonio

Le voci del primo anno

  • Definizione di metodo e perimetro
  • Impostazione della raccolta dati (in Odoo e da fonti esterne)
  • Accesso alle banche dati dei fattori di emissione (licenze annuali per quelle commerciali)
  • Formazione interna
  • Eventuale verifica esterna volontaria
  • L’importo dipende da numero di siti, complessità dei prodotti e qualità dei dati di partenza

Le voci ricorrenti

  • Raccolta dati e rendicontazione
  • Verifica esterna
  • Miglioramenti di metodo e sistemi

I benefici

  • Preparazione a obblighi presenti e futuri (CBAM, richieste di filiera)
  • Mantenimento dei grandi clienti che chiedono dati sulle emissioni
  • Accesso a finanziamenti legati alla sostenibilità
  • Risparmi operativi grazie alla riduzione dei consumi energetici

Errori comuni nella contabilità del carbonio

“Solo Scope 1 e 2, Scope 3 ignorato”

Problema: lo Scope 3, spesso la quota maggiore, viene trascurato.
Soluzione: includere fin dal primo anno almeno le principali categorie Scope 3.

“Fattori di emissione obsoleti”

Problema: fattori di molti anni fa, mix elettrico non aggiornato.
Soluzione: aggiornamento annuale dei fattori, usando fonti il più possibile recenti.

“Doppio conteggio”

Problema: la stessa emissione contata due volte nello stesso inventario, ad esempio un trasporto pagato dall’azienda registrato sia in Scope 1 sia in Scope 3.
Soluzione: perimetro chiaro, metodo rigoroso e controlli incrociati.

“Dichiarazioni ambientali ingannevoli (greenwashing)”

Problema: dichiarare un prodotto “a impatto zero” senza dati solidi.
Soluzione: verifica di parte terza, trasparenza e piano di riduzione; le norme europee sulle dichiarazioni ambientali stanno restringendo l’uso di queste formule.

“Misurare senza ridurre”

Problema: misurazione senza obiettivi di riduzione.
Soluzione: obiettivi coerenti con SBTi, piano d’azione, responsabilità assegnate.

Esempi illustrativi per PMI manifatturiere

Esempio 1 — Metalmeccanica: PCF dei prodotti principali

  • PCF calcolata sui prodotti più venduti a partire dalle distinte base in Odoo
  • Pubblicazione di dichiarazioni ambientali di prodotto di tipo III (ISO 14025)
  • Obiettivo: rispondere ai questionari dei grandi clienti con dati verificabili

Esempio 2 — Componentistica: conformità CBAM

  • Importazione di semilavorati in acciaio e alluminio da fornitori extra UE
  • Programma di raccolta dati dai fornitori
  • Registrazione in Odoo di quantità importate e dati sulle emissioni incorporate
  • Obiettivo: dichiarazioni corrette e controllo del costo dei certificati

Esempio 3 — Tessile: obiettivo SBTi

  • Obiettivo di riduzione basato sulla scienza
  • Contratti di energia da fonti rinnovabili
  • Passaggio a materiali riciclati
  • Monitoraggio annuale dei progressi rispetto alla base di partenza

Esempio 4 — Arredo: dichiarazione ambientale contestata

  • Prodotto pubblicizzato come “a impatto zero”
  • Contestazione per pratica commerciale scorretta
  • Ritiro della dichiarazione e danno di immagine
  • Lezione: ogni dichiarazione va supportata da dati verificati

Domande frequenti

Bisogna essere un’azienda grande per fare contabilità del carbonio?

No. Anche una PMI con meno di 100 dipendenti può costruire una base di partenza accurata. Nel primo anno servono una o due persone dedicate a tempo parziale. Le spinte principali sono le richieste dei clienti, le normative in arrivo e il risparmio energetico.

Come scelgo la banca dati dei fattori di emissione?

Per le PMI italiane una combinazione frequente è ecoinvent per i materiali e ISPRA per l’energia. Le banche dati commerciali richiedono una licenza annuale; i fattori pubblicati da enti pubblici (ISPRA, DEFRA, EEA) sono gratuiti e spesso sufficienti per partire.

Posso fare contabilità del carbonio con Odoo Community?

Sì, con alcuni accorgimenti. Le app MRP, Inventory e Purchase (Community) contengono i dati di base — ordini di produzione, distinte, acquisti — ma i consumi energetici, i fattori di emissione e i calcoli vanno aggiunti con campi personalizzati o moduli dedicati. Odoo 19 Enterprise include anche un’app ESG per la gestione delle emissioni: conviene valutarne le funzioni rispetto alle proprie esigenze. Il calcolo completo della PCF richiede comunque metodo e sviluppi specifici.

Quanto tempo serve per il primo inventario completo?

Indicativamente: Scope 1 e 2 in 3-4 mesi, le principali categorie Scope 3 in altri 3-6 mesi, un inventario completo e accurato in 12-18 mesi. Poi si passa al miglioramento continuo.

Come comunico l’impronta di carbonio ai clienti?

Tre formati: (1) report annuale aziendale, (2) PCF per prodotto (EPD o documento analogo), (3) pagina dedicata alla sostenibilità sul sito. La verifica di parte terza è essenziale per la credibilità.

Prossimi passi

Nelle prossime guide vedremo come gestire la conformità NIS2 (direttiva sulla sicurezza informatica) nelle PMI italiane, come prepararsi agli obblighi di dovere di diligenza nella filiera e come integrare la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive).

Vuoi impostare la contabilità del carbonio in Odoo nella tua PMI manifatturiera?
I consulenti certificati Odoo di BrentaSoft aiutano le PMI manifatturiere a raccogliere in Odoo i dati per l’inventario delle emissioni Scope 1, 2 e 3, il calcolo dell’impronta di prodotto e la gestione degli adempimenti CBAM.
Prenota una call conoscitiva oppure prova la nostra demo Odoo 19 online. Oppure prova Odoo direttamente su odoo.com (link referral BrentaSoft).

Vuoi una soluzione su misura per la tua azienda?

Brentasoft sviluppa gestionali, CRM e software personalizzati per PMI italiane. Parliamo del tuo progetto.