Secondo i dati del Consiglio Nazionale Forense (CNF), nel 2022 in Italia sono iscritti agli Albi circa 250.000 avvocati, distribuiti tra 137 Consigli dell’Ordine territoriali. Una popolazione professionale enorme, frammentata in studi che vanno dal professionista solo con due fascicoli al mese fino a strutture associate con decine di collaboratori, praticanti e clienti istituzionali. Tutti — dal civilista che segue separazioni di provincia all’amministrativista che lavora davanti al TAR — condividono però lo stesso scheletro operativo: anagrafica clienti con verifica conflitti di interesse, gestione pratiche multi-grado, agenda con calendario udienze, parcellazione secondo tariffario, fatturazione elettronica, contabilità di mandato, antiriciclaggio AML5, deposito atti telematici tramite Processo Civile Telematico (PCT), Processo Amministrativo Telematico (PAT) o Processo Tributario Telematico (PTT).
Per gestire questa complessità senza affogare nei post-it e negli Excel, lo studio legale italiano nel 2022 ha bisogno di un software gestionale verticale che parli “in legalese”: non un CRM generico, ma un sistema che conosca scaglioni del DM 55/2014, gestisca il fascicolo con i suoi gradi, dialoghi con polisweb e ConsoleAvvocato, e tenga traccia degli obblighi AML5 secondo il D.Lgs. 231/2007 art. 3 c. 4. In questa guida confrontiamo 7 software gestionali per studi legali usati in Italia, analizzando pricing, modulo PCT, parcellazione, fatturazione elettronica per forfettari (che dal 1° luglio 2022 diventa obbligatoria per chi supera 25.000 euro di compensi annui), antiriciclaggio, segreto professionale e cloud vs on-premise. Alla fine troverai una roadmap pratica di selezione in 60 giorni.
TL;DR — Verdetto rapido per persona
- Avvocato solo o monocommittente: Iuris Praxi o Easy Lex Sistemi in cloud, costi contenuti (50-80 €/mese), PCT integrato, parcellazione semplice.
- Studio 2-5 collaboratori: Cliens Studio Legale di Giuffrè Francis Lefebvre resta il riferimento di mercato, oppure Suite Tecnoteam per chi cerca alternativa con buon rapporto qualità/prezzo.
- Studio associato 10+ professionisti: Praxi Wolters Kluwer o Lexnove Sistemi, con moduli avanzati di contabilità di mandato, controllo di gestione, profilazione utenti e integrazione amministrativa.
Cosa cerca davvero uno studio legale in un gestionale
Prima di guardare i singoli software, è utile mettere a fuoco le funzionalità che fanno la differenza tra un gestionale “vetrina” e uno strumento realmente operativo. Lo studio legale ha esigenze molto specifiche, lontane da quelle di una PMI commerciale.
Anagrafica clienti e gestione conflitti di interesse
L’anagrafica deve consentire la registrazione di persone fisiche e giuridiche, con tutti i dati per la fatturazione (codice fiscale, partita IVA, PEC, codice destinatario SDI) e per la compliance AML. Ma soprattutto deve permettere il controllo conflitti di interesse: prima di accettare un nuovo mandato, l’avvocato verifica di non assistere già la controparte o soggetti collegati. Un gestionale serio segnala automaticamente la sovrapposizione su nominativi, codici fiscali e relazioni societarie.
Gestione pratiche multi-grado e agenda udienze
Il fascicolo legale non è una “commessa” qualunque. Una causa civile può attraversare primo grado, appello, Cassazione e poi rinvio: il gestionale deve mantenere la cronologia delle fasi, collegare i diversi numeri di RG, conservare gli atti depositati. La gerarchia tipica è cliente → pratica → grado → fase → atto. L’agenda deve sincronizzarsi con polisweb per ricevere automaticamente le date di udienza e calcolare scadenze processuali (es. termine breve di 30 giorni per appello da notifica sentenza), con condivisione tra avvocati e praticanti.

Parcellazione e fatturazione elettronica
La parcellazione segue logiche specifiche: scaglioni di valore della causa secondo DM 55/2014 (parametri forensi), fase studio, fase introduttiva, fase istruttoria, fase decisoria, fase esecutiva. A questo si aggiungono spese vive (contributo unificato, marche da bollo, diritti di cancelleria), spese forfettarie 15%, CPA 4% e rivalsa IVA. Il gestionale deve calcolare automaticamente la parcella, generare la nota proforma, gestire l’acconto, emettere la fattura elettronica via SDI.
Attenzione: dal 1° luglio 2022 la fattura elettronica diventa obbligatoria anche per i forfettari con ricavi/compensi 2021 superiori a 25.000 euro. Per chi sta sotto la soglia, l’obbligo arriverà più avanti (probabilmente 2024), ma molti studi stanno comunque attivando l’emissione elettronica per uniformità di flusso. Il gestionale deve quindi essere già pronto a generare XML conformi al tracciato FE.
Contabilità di mandato
Distinta dalla contabilità d’esercizio dello studio: tiene traccia di anticipi spese, somme depositate dal cliente, esiti delle azioni esecutive, riparti tra clienti in caso di azioni collettive. È fondamentale per la trasparenza nei rapporti col cliente e per la rendicontazione finale.
Antiriciclaggio AML5 obbligatoria
Il D.Lgs. 231/2007, all’art. 3 comma 4, include l’avvocato tra i “professionisti” soggetti agli obblighi antiriciclaggio quando svolge determinate operazioni: trasferimento immobiliare, gestione patrimoniale, costituzione e gestione di società, costituzione di trust, operazioni finanziarie di importo significativo. Il gestionale deve supportare:
- KYC (Know Your Customer) e adeguata verifica della clientela, con profilazione del rischio (basso/medio/alto);
- Registro delle operazioni e fascicolo cliente AML conservati per 10 anni;
- Segnalazione delle operazioni sospette (SOS) all’UIF di Banca d’Italia tramite il Punto Materiale di Raccolta (PMR) presso la Cassa Nazionale Forense, che funge da intermediario per gli avvocati.
Senza questo modulo, lo studio rischia sanzioni rilevanti e responsabilità deontologica.
PCT, PAT, PTT: deposito atti telematici
Il Processo Civile Telematico è obbligatorio per i depositi davanti al Tribunale dal 30 giugno 2014, e progressivamente è stato esteso a Corte d’Appello e Giudice di Pace. Il Processo Amministrativo Telematico (PAT) è obbligatorio davanti a TAR e Consiglio di Stato dal 2017, mentre il Processo Tributario Telematico (PTT) lo è per i ricorsi alle Commissioni Tributarie dal 1° luglio 2019. Un gestionale completo deve consentire di firmare digitalmente con smart card o token CNS, generare la busta telematica, depositare via polisweb o sistema dedicato, gestire la PEC di ricezione delle notifiche di cancelleria. Per le ricerche, l’accesso a SICID (Sistema Informativo Contenzioso Civile Distrettuale) e ConsoleAvvocato è ormai quotidiano.
Ricordiamo anche che la PEC è obbligatoria per tutti gli avvocati ex art. 16 della L. 2/2009, e il REGINDE (Registro Generale degli Indirizzi Elettronici) è il database ministeriale che la rende opponibile a terzi.
1. Cliens Studio Legale (Giuffrè Francis Lefebvre)
Cliens è probabilmente il software gestionale per studi legali più diffuso in Italia. Sviluppato originariamente da Giuffrè Editore e oggi parte del gruppo Giuffrè Francis Lefebvre, è uno standard de facto in molti tribunali, dove i magistrati stessi lo riconoscono per la qualità delle buste depositate.
Punti di forza: copertura completa di anagrafica, pratiche, agenda, parcellazione e PCT; integrazione con la banca dati giuridica Giuffrè; aggiornamenti tempestivi su modifiche normative; modulo AML5 maturo con flussi PMR Cassa Forense. Disponibile on-premise e in versione cloud.
Limiti: prezzo elevato (150-200 €/postazione/mese in cloud), curva di apprendimento iniziale, lock-in non trascurabile.
Per chi: studi medio-grandi (5+ professionisti), chi vuole l’integrazione con la banca dati editoriale e la “garanzia del brand” sui clienti istituzionali.
2. Suite Tecnoteam
Tecnoteam è un produttore italiano storico che propone una suite modulare per studi legali, con moduli che si possono attivare progressivamente: agenda, pratiche, parcellazione, contabilità, PCT, antiriciclaggio. Disponibile sia on-premise che in versione web/cloud.
Punti di forza: ottimo rapporto qualità/prezzo (70-120 €/postazione/mese in cloud), interfaccia pulita, modulo PCT solido, supporto in lingua italiana, buona integrazione con CNS e polisweb.
Limiti: niente banca dati giuridica integrata, controllo di gestione meno avanzato, reportistica un po’ rigida.
Per chi: studi piccoli e medi (2-7 professionisti) che vogliono un gestionale completo senza pagare il premium di Cliens.
3. Easy Lex (Sistemi)
Easy Lex fa parte della suite di Sistemi S.p.A., azienda di Torino specializzata in software per commercialisti, consulenti del lavoro e — appunto — avvocati. È pensato per integrarsi con gli altri prodotti Sistemi (Profis, Multi), creando una piattaforma unica per chi gestisce anche aspetti fiscali e contabili in proprio.
Punti di forza: integrazione con i prodotti contabili e fiscali Sistemi (fattura elettronica, F24), modulo parcella completo, archivio documentale strutturato, gestione AML. Cloud sicuro con backup giornalieri inclusi.
Limiti: l’ecosistema Sistemi è il suo vantaggio ma anche il suo limite. Pricing 80-130 €/postazione/mese, con costi di setup.
Per chi: avvocati che gestiscono internamente la fatturazione, studi con commercialisti che già usano Sistemi.

4. Praxi (Wolters Kluwer)
La linea Praxi di Wolters Kluwer è l’altra big del mercato legale italiano, insieme a Cliens. Wolters Kluwer Italia commercializza diverse soluzioni per il mondo legal (anche IPSOA e One Legale), e Praxi è il gestionale verticale per studi legali strutturati.
Punti di forza: piattaforma robusta, controllo di gestione avanzato (budget, redditività per pratica e per avvocato), workflow approvazione parcelle, AML5 conforme, integrazione con banche dati WK (One Legale, Pluris).
Limiti: prezzo elevato (200-250 €/postazione/mese e oltre), curva di apprendimento ripida, configurazione iniziale che richiede consulenti certificati.
Per chi: studi associati di medie e grandi dimensioni (10+ professionisti), boutique che hanno bisogno di controllo di gestione vero.
5. Iuris Praxi
Iuris Praxi è un gestionale cloud nato per essere semplice, accessibile e adatto soprattutto al singolo professionista o al piccolo studio. Approccio SaaS puro: ti registri, paghi un canone mensile, accedi via browser senza installazioni.
Punti di forza: pricing competitivo (30-50 €/mese per utente), interfaccia moderna, PCT funzionale, parcellazione semplice ma completa, fatturazione elettronica via SDI integrata, app mobile.
Limiti: controllo di gestione minimale, contabilità di mandato meno articolata, modulo AML essenziale (ok per studio piccolo).
Per chi: avvocati singoli, piccoli studi (2-3 collaboratori) che vogliono partire subito senza IT interno.
6. Lexnove (Sistemi)
Lexnove è una soluzione cloud di Sistemi rivolta al segmento medio-alto, complementare a Easy Lex. Si distingue per una user experience pensata per il digitale nativo, con dashboard, KPI e mobile-first design.
Punti di forza: dashboard moderne con KPI (pratiche aperte per avvocato, parcellato del mese, scaduto cliente), portale cliente per fascicoli e fatture, firma elettronica integrata, timesheet per fatturazione a tempo. PCT, parcellazione e AML inclusi.
Limiti: prodotto giovane, alcune integrazioni di terze parti in evoluzione. Pricing 100-180 €/postazione/mese.
Per chi: studi medi (5-15 professionisti) che vogliono UX cloud-native, studi che fatturano a tempo, contesti con clienti che apprezzano un portale dedicato.
7. Phlebos (Servizi Legali Telematici — SLT)
Phlebos è la suite di Servizi Legali Telematici (SLT), nota soprattutto per il modulo PCT estremamente curato, considerato uno dei più affidabili sul mercato. Negli ultimi anni si è ampliata fino a coprire l’intero ciclo dello studio legale, pur mantenendo l’identità “PCT-first”.
Punti di forza: PCT, PAT e PTT solidissimi, gestione busta telematica per casi complessi (atti pluri-allegato), agenda con import udienze da polisweb, parcellazione, modulo AML. Assistenza specializzata sul telematico.
Limiti: parte amministrativa (contabilità di mandato, controllo di gestione) meno completa di Praxi o Cliens. Pricing da 60 €/postazione/mese in su.
Per chi: studi che fanno molto contenzioso, chi vuole un PCT “industrial grade”.
Pricing 2022 a confronto
Il mercato dei gestionali per studi legali nel 2022 si muove ormai chiaramente verso il modello SaaS. Le forchette tipiche, intese per postazione/utente al mese (canone IVA esclusa, esclusi setup e formazione), sono:
- Fascia entry (Iuris Praxi, alcune configurazioni base di Easy Lex o Phlebos): 30-70 €/mese
- Fascia media (Suite Tecnoteam, Easy Lex completo, Phlebos, Lexnove base): 70-130 €/mese
- Fascia premium (Cliens Studio Legale, Lexnove avanzato): 130-200 €/mese
- Fascia enterprise (Praxi Wolters Kluwer, Cliens edizioni full): 200-250 €/mese e oltre
A questi canoni vanno spesso aggiunti il costo della firma digitale CNS/token (40-80 € all’anno per certificato), eventuali moduli aggiuntivi (banche dati giuridiche, gestione fiduciaria, time tracking avanzato), setup e formazione una tantum (da 500 a 5.000 € a seconda della complessità).
Va segnalata anche la Transizione 4.0, con il credito d’imposta per beni strumentali immateriali 4.0 esteso anche ai professionisti: software gestionali con caratteristiche di interconnessione e integrazione possono accedere a un credito d’imposta che nel 2022 è del 20% per investimenti fino a 1 milione di euro (con limiti specifici per i professionisti). Vale la pena chiedere al fornitore se il gestionale rientra tra quelli agevolabili.
Modulo PCT: cosa deve assolutamente avere
Il modulo PCT è il cuore operativo di ogni gestionale legale. Le funzionalità irrinunciabili sono:
- Generazione busta telematica conforme ai DGSIA per tutti i registri (SICID per il civile, SIECIC per le esecuzioni, SIGP per il giudice di pace, fino al CDS per il Consiglio di Stato);
- Firma digitale con smart card CNS o token USB, con riconoscimento automatico del certificato;
- Verifica preventiva della busta (controllo dimensioni allegati, formati ammessi, completezza);
- Deposito automatizzato con tracciatura ricevute (RdAC — Ricevuta di Avvenuta Consegna, EsitoControlli, EsitoCancelleria);
- Ricezione PEC con import automatico delle comunicazioni di cancelleria nel fascicolo telematico;
- Gestione fascicolo telematico con scarico atti e provvedimenti tramite polisweb;
- Estensione PAT (per il TAR) e PTT (per la giustizia tributaria) con i relativi formati specifici.
Non sottovalutate il dettaglio della ricezione PEC: gli avvisi di cancelleria arrivano via Posta Elettronica Certificata e devono finire automaticamente nel fascicolo, agganciati alla pratica giusta. Senza questa automazione, si rischia di perdere termini processuali.
Parcellazione, scaglioni e fatturazione elettronica
La parcellazione è il momento in cui lo studio si fa pagare. Sbagliarla significa lavorare male, sottostimare o creare contenziosi col cliente. Un buon modulo di parcellazione deve:
- applicare i parametri forensi del DM 55/2014 e successive modifiche, con scaglioni di valore della causa aggiornati;
- gestire le fasi del giudizio (studio, introduttiva, istruttoria, decisoria, esecutiva) con possibilità di aumenti e diminuzioni motivati;
- calcolare automaticamente spese forfettarie 15%, CPA 4%, rivalsa IVA 22% e ritenuta d’acconto 20% per clienti sostituti d’imposta;
- gestire i contributi unificati e le marche da bollo come spese vive anticipate (non imponibili);
- distinguere clienti consumer (privati) dai clienti B2B (imprese e pubblica amministrazione), con tracciato fattura elettronica appropriato;
- generare nota proforma, gestire acconti e saldo, emettere fattura elettronica via SDI con conservazione decennale a norma.
Dal 1° luglio 2022 l’obbligo di fatturazione elettronica si estende ai forfettari con compensi 2021 superiori a 25.000 €: scegliete un gestionale che già lo gestisce nativamente, perché l’obbligo riguarderà a regime tutti i forfettari nei prossimi anni.
Antiriciclaggio AML5: cosa cambia per lo studio
L’antiriciclaggio è uno degli ambiti dove più spesso si trovano studi impreparati. Il D.Lgs. 231/2007 art. 3 c. 4 indica chiaramente quando l’avvocato è soggetto obbligato:
- quando partecipa alla preparazione o esecuzione di operazioni di trasferimento di immobili o aziende;
- quando gestisce denaro, strumenti finanziari o altri beni per conto del cliente;
- quando assiste nella costituzione o gestione di società, trust o entità giuridiche analoghe;
- quando agisce in nome e per conto del cliente in operazioni finanziarie o immobiliari.
In questi casi il gestionale deve supportare:
- Adeguata verifica del cliente (identificazione titolare effettivo, persone politicamente esposte, screening sanzioni);
- Profilazione del rischio (basso/medio/alto) con fattori automatici e manuali;
- Fascicolo antiriciclaggio per ogni cliente con documenti di identità, dichiarazioni sostitutive, atti societari;
- Registro delle operazioni con conservazione decennale;
- Segnalazione operazioni sospette (SOS) all’UIF tramite il Punto Materiale di Raccolta (PMR) presso la Cassa Nazionale Forense, che funge da intermediario per gli avvocati garantendo l’anonimato del professionista segnalante.
Le sanzioni per violazioni AML possono arrivare a decine di migliaia di euro, oltre alle conseguenze disciplinari davanti al Consiglio dell’Ordine. Non è un modulo opzionale: è una garanzia di compliance.
GDPR e segreto professionale
L’avvocato tratta sistematicamente dati personali, anche particolari (sanitari, giudiziari), che richiedono protezioni rafforzate ai sensi del GDPR (Reg. UE 2016/679). A questo si somma il segreto professionale tutelato dall’art. 622 del Codice Penale e dalla deontologia forense — ribadito dalla Cassazione Penale Sez. VI con sentenza del 4 giugno 2002 — che impone all’avvocato di non rivelare ciò che apprende nell’esercizio del ministero.
Il gestionale deve essere conforme GDPR by design, permettere profilazione utenti con permessi granulari, tenere log di accesso, cifrare dati a riposo e in transito, e — se cloud — fornire nomina a responsabile esterno del trattamento ex art. 28 GDPR indicando i datacenter (preferibilmente UE/SEE). Deve gestire la retention dei fascicoli per almeno 10 anni dalla chiusura. Backup automatico giornaliero obbligatorio, con copie geograficamente separate.

Cloud vs on-premise nel 2022
La pandemia ha accelerato lo smart working anche negli studi legali e la scelta cloud è ormai dominante. Il cloud SaaS offre accesso da ovunque, aggiornamenti automatici allineati a normative e PCT, backup gestito dal fornitore, canone prevedibile e sicurezza affidata a datacenter certificati. Da verificare sempre: ubicazione dei datacenter (preferibilmente UE), SLA, esportabilità dei dati in caso di disdetta. L’on-premise resta valido per chi vuole controllo fisico dei dati, personalizzazioni spinte e indipendenza dalla connessione, ma richiede costi hardware, backup gestito internamente e manutenzione. Nella maggior parte dei casi oggi consigliamo cloud, salvo vincoli contrattuali specifici.
Errori comuni nella migrazione e nel setup
Anche scegliendo il software migliore, lo studio può faticare per errori di progetto. I tre più frequenti:
- Migrazione fascicoli storici trascurata: importare solo l’anagrafica clienti senza i fascicoli pregressi rende il gestionale “muto” sui clienti storici. Pianificate una migrazione completa, anche se richiede tempo (e magari risorse esterne).
- Formazione PCT insufficiente: il PCT non perdona. Un deposito errato (formato sbagliato, allegato troppo pesante, firma scaduta) può far perdere termini perentori. Investite in formazione specifica del personale e in test preliminari su procedimenti non urgenti.
- Procedure AML5 non implementate: il modulo c’è, ma nessuno lo usa. Definite il responsabile antiriciclaggio (anche se è lo stesso titolare per gli studi piccoli), scrivete una procedura interna scritta, fate sì che ogni nuovo cliente passi per l’adeguata verifica.
Fit per persona: chi sceglie cosa
Riprendiamo i tre profili di studio per concretizzare la scelta:
Avvocato solo o studio monoprofessionista: cercate budget contenuto, semplicità, cloud puro. Iuris Praxi e le configurazioni base di Easy Lex o Phlebos sono il punto di partenza. Se fate molto contenzioso, Phlebos vince per il PCT. Se gestite anche fatturazione e contabilità in proprio, Easy Lex semplifica il flusso.
Studio 2-5 collaboratori (boutique o studio associato piccolo): il fit migliore è Cliens Studio Legale per chi vuole lo standard di mercato e si avvale di banche dati Giuffrè, oppure Suite Tecnoteam e Lexnove per chi cerca alternative cloud-first a prezzo più contenuto. Verificate sempre il modulo AML5 e l’integrazione con polisweb.
Studio associato 10+ professionisti: qui servono controllo di gestione vero, workflow approvazione, profilazione utenti e supporto enterprise. Praxi Wolters Kluwer e configurazioni avanzate di Cliens sono i candidati naturali. Lexnove è una valida alternativa per chi vuole UX moderna e portale cliente.
Roadmap di selezione in 60 giorni
Una metodologia pratica per non sbagliare la scelta:
- Giorni 1-10 — Analisi interna: mappare le aree (anagrafica, pratiche, agenda, parcellazione, contabilità di mandato, AML, PCT) e identificare colli di bottiglia attuali. Definire budget annuale e numero di postazioni.
- Giorni 11-25 — Shortlist: selezionare 3-4 software in linea con dimensione e budget, richiedere demo, leggere recensioni di colleghi (es. canali del Consiglio dell’Ordine locale).
- Giorni 26-40 — Test pratici: richiedere trial o demo guidate. Provare un deposito PCT reale (in ambiente test), una parcellazione completa, l’apertura di un fascicolo AML.
- Giorni 41-50 — Negoziazione contrattuale: chiarire SLA, condizioni di disdetta, portabilità dati, nomina al trattamento (GDPR art. 28), tempi di setup e formazione.
- Giorni 51-60 — Migrazione e go-live: importare anagrafica e fascicoli aperti, formare il personale, partire in parallelo (vecchio + nuovo) per 2-4 settimane prima di dismettere il sistema precedente.
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Conclusione
Nel 2022 il mercato dei gestionali per studi legali in Italia è maturo, con offerte chiaramente segmentate per dimensione e budget. Cliens Studio Legale di Giuffrè Francis Lefebvre e Praxi di Wolters Kluwer restano i due nomi premium per gli studi strutturati; Suite Tecnoteam, Easy Lex Sistemi e Lexnove rappresentano un’ottima fascia media; Iuris Praxi è la scelta naturale per il singolo e il piccolo studio; Phlebos di SLT spicca per la qualità del modulo PCT, PAT e PTT.
La differenza, alla fine, la fa la coerenza tra dimensione, esigenze operative (contenzioso vs consulenza, civile vs amministrativo vs tributario) e capacità di adottare strumenti digitali. Investire nella scelta giusta significa più tempo dedicato all’attività professionale e meno tempo speso a inseguire scadenze, parcelle e adempimenti.
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