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SEO tecnico 2021: Core Web Vitals e ottimizzazione per PMI

SEO tecnico 2021: Core Web Vitals e ottimizzazione per PMI

Il 14 giugno 2021 Google ha completato il rollout del Page Experience Update, l’aggiornamento dell’algoritmo che integra ufficialmente i Core Web Vitals tra i segnali di ranking per la ricerca mobile. Si tratta della svolta più rilevante per il SEO tecnico degli ultimi anni: per la prima volta nella storia, la velocità di caricamento, la stabilità visiva e la reattività agli input vengono misurate con metriche oggettive (LCP, FID, CLS) e influenzano direttamente il posizionamento organico.

Nel frattempo, il mobile-first indexing è ormai completato per la maggioranza dei siti italiani: Googlebot smartphone è l’unico crawler che conta per indicizzazione e ranking. Eppure, secondo i dati di settore raccolti nel terzo trimestre 2021, oltre il 62% dei siti delle PMI italiane non supera i threshold dei Core Web Vitals su mobile, perdendo traffico organico, conversioni e fatturato. Le cause sono spesso strutturali: temi WordPress pesanti, immagini non ottimizzate, JavaScript bloccante, hosting condivisi sovraffollati.

Questa guida 2021 raccoglie tutto ciò che marketing manager e sviluppatori PMI devono sapere per portare un sito o un e-commerce ai vertici del SEO tecnico: dalle definizioni delle metriche Core Web Vitals fino a un caso reale italiano (LCP da 4,8s a 1,9s) e a una roadmap operativa in 60 giorni.

TL;DR — SEO tecnico 2021 in 7 punti

  • Core Web Vitals ufficialmente ranking factor da giugno 2021: LCP < 2,5s, FID < 100ms, CLS < 0,1.
  • Mobile-first indexing obbligatorio: Googlebot smartphone è l’unico crawler che conta.
  • HTTPS + HTTP/2 (HTTP/3 in preview): standard minimo; TLS 1.3 consigliato.
  • Schema markup (JSON-LD): Article, Product, FAQPage, HowTo, Organization, LocalBusiness.
  • WebP e AVIF per le immagini, lazy loading nativo, attributi srcset.
  • Tool 2021: Lighthouse 8, PageSpeed Insights, Search Console, Screaming Frog 16, Ahrefs, Sitebulb.
  • CDN (Cloudflare, Fastly, AWS CloudFront) e ottimizzazione immagini: ROI tipico in 30-60 giorni.

Cosa è il SEO tecnico (vs on-page e off-page)

Il SEO tecnico è l’insieme delle ottimizzazioni che riguardano l’infrastruttura del sito: come viene servito a browser e crawler, quanto velocemente carica, come gestisce indicizzazione, rendering e parsing dei dati strutturati. Si distingue dalle altre due macro-aree:

  • SEO on-page: contenuto, parole chiave, titoli, meta description, semantica HTML.
  • SEO off-page: link building, digital PR, menzioni di brand, citazioni locali.
  • SEO tecnico: performance, crawlability, indexability, render-blocking, dati strutturati, mobile usability, sicurezza.

Nel 2021 il confine tra le tre aree è sempre più sottile: i Core Web Vitals sono tecnici ma impattano l’UX; lo Schema markup è tecnico ma alimenta i rich result che migliorano il CTR. Per una PMI con risorse limitate, il SEO tecnico è il punto di partenza obbligato.

Core Web Vitals 2021: LCP, FID, CLS

I Core Web Vitals sono tre metriche standard definite da Google nel maggio 2020 e diventate ranking factor ufficiale a giugno 2021. Misurano l’esperienza reale di caricamento, interattività e stabilità visiva di una pagina:

LCP — Largest Contentful Paint

L’LCP misura il tempo necessario perché l’elemento più grande visibile nel viewport (immagine, video poster, blocco di testo) venga renderizzato. È il proxy più affidabile per la percezione utente del “caricamento”. Soglie:

  • Buono: < 2,5 secondi
  • Da migliorare: tra 2,5 e 4 secondi
  • Scarso: > 4 secondi

Cause tipiche di LCP alto: server lento (TTFB > 600ms), risorse render-blocking, immagini non ottimizzate, CSS troppo pesante, font web caricati senza font-display: swap.

FID — First Input Delay

Il FID misura il ritardo tra il primo input dell’utente (click, tap, keypress) e la risposta del browser. Riflette la reattività del thread principale JavaScript. Soglie:

  • Buono: < 100 millisecondi
  • Da migliorare: tra 100 e 300ms
  • Scarso: > 300ms

Cause tipiche di FID alto: bundle JavaScript di grandi dimensioni, third-party script bloccanti (chat widget, analytics, A/B test), librerie come jQuery legacy o framework che eseguono troppo codice durante l’hydration.

CLS — Cumulative Layout Shift

Il CLS misura quanto layout si sposta inaspettatamente durante il caricamento. Una pagina con CLS alto è percepita come “ballerina”: il banner cookie spinge il contenuto, l’immagine si carica e sposta il testo, l’ad pushdown invade lo scroll. Soglie:

  • Buono: < 0,1
  • Da migliorare: tra 0,1 e 0,25
  • Scarso: > 0,25

Cause tipiche di CLS alto: immagini senza attributi width/height, ad inseriti dopo il rendering, font web che provocano FOUT/FOIT, contenuto dinamico inserito sopra elementi esistenti.

Accanto a queste tre metriche principali, Lighthouse misura anche FCP (First Contentful Paint), TTI (Time to Interactive), TBT (Total Blocking Time) e Speed Index, utili per diagnosi più granulari.

Test velocità mobile su smartphone con barra di caricamento

Page Experience: HTTPS, mobile-friendly, no intrusive interstitials

Il Page Experience signal del 2021 non si limita ai Core Web Vitals. Include altri quattro criteri:

  • HTTPS: il sito deve usare TLS valido (idealmente TLS 1.3); HTTP semplice è penalizzato e contrassegnato come “non sicuro” in Chrome dal 2018.
  • Mobile-friendly: il sito deve passare il Mobile-Friendly Test (testo leggibile, target tap di almeno 48px, viewport configurato, nessun contenuto fuori dallo schermo).
  • No intrusive interstitials: gli overlay popup che coprono il contenuto principale sono penalizzati dal 2017; il banner cookie GDPR è tollerato se non occupa l’intero schermo.
  • Safe browsing: assenza di malware, phishing, social engineering content (segnalato da Google Safe Browsing).

Google ha chiarito che il Page Experience è un fattore di “tiebreaker”: a parità di rilevanza dei contenuti, vince il sito con esperienza migliore. Non sostituisce mai contenuto di qualità, ma può fare la differenza in nicchie competitive.

Mobile-first indexing: cosa significa nel 2021

Il mobile-first indexing, annunciato da Google nel 2016 e in rollout dal 2018, è praticamente completato per il 2021. Significa che Googlebot smartphone è il crawler principale: legge e indicizza la versione mobile del sito; quella desktop diventa secondaria. Le implicazioni pratiche per le PMI sono importanti:

  • Il contenuto nascosto su mobile (accordion, tab) è comunque indicizzato, ma la versione desktop NON viene più letta in priorità.
  • Le immagini, i video e gli alt attribute devono essere identici tra desktop e mobile.
  • I dati strutturati (JSON-LD) devono essere presenti su entrambe le versioni; idealmente nello stesso markup responsive.
  • La velocità mobile è la velocità reale: PageSpeed Insights mostra il punteggio mobile come metrica di riferimento.

I siti con responsive design (stesso HTML, CSS adattivo) hanno la vita facile. Quelli con dynamic serving (User-Agent sniffing) o m-dot (sottodominio m.example.com) devono garantire parità di contenuto perfetta tra le due versioni.

Crawling e indexing: robots.txt, sitemap.xml, log file analysis

Il primo prerequisito del SEO tecnico è che Googlebot possa accedere, scansionare e indicizzare le pagine importanti. Gli strumenti chiave sono:

  • robots.txt: file di testo nella root del dominio che indica al crawler quali percorsi scansionare. Errori frequenti: Disallow: / in staging dimenticato in produzione, blocco di /wp-content/uploads/, blocco di CSS/JS che impedisce il rendering.
  • sitemap.xml: lista delle URL canoniche con lastmod, priority, changefreq. Va inviata a Google Search Console e referenziata in robots.txt. Su WooCommerce e WordPress, plugin come Yoast, RankMath o SEOPress la generano automaticamente.
  • log file analysis: analizzare i log Apache/nginx per capire quali URL Googlebot visita davvero, con quale frequenza, quali errori 404/500 incontra. Tool: Screaming Frog Log Analyzer, OnCrawl, Botify, Splunk.
  • Google Search Console: il pannello ufficiale (rebrand 2018 dal vecchio Webmaster Tools) mostra Coverage, Core Web Vitals report, Mobile Usability, Sitemaps, Rich Results, manual actions. È gratuito e obbligatorio per qualsiasi sito.

Il crawl budget è il numero di pagine che Googlebot scansiona in un dato periodo. Su siti grandi (e-commerce con migliaia di varianti, blog con archivi infiniti) ottimizzarlo è vitale: usare noindex sulle pagine di scarso valore, canonical sui duplicati, paginazione coerente.

JavaScript SEO: server-side rendering, hydration, dynamic rendering

Nel 2021 Googlebot esegue JavaScript con un Chromium evergreen (sempre aggiornato), ma il rendering ha un costo: Google ha confermato che le pagine JS-heavy entrano in una “render queue” e vengono indicizzate con ritardo. Per i framework moderni (React, Vue, Angular, Svelte) le best practice 2021 sono:

  • Server-Side Rendering (SSR): HTML completo al primo response. Next.js, Nuxt.js, Angular Universal, SvelteKit. Ideale per SEO.
  • Static Site Generation (SSG): pre-rendering a build time. Next.js export, Gatsby, Eleventy. Ottimo per blog e siti vetrina.
  • Incremental Static Regeneration (ISR): rigenera pagine statiche on-demand. Next.js feature dal 2020.
  • Client-Side Rendering (CSR): HTML vuoto + bundle JS. Sconsigliato per SEO; usato per app autenticate.
  • Dynamic rendering: serve HTML pre-renderizzato ai crawler, JS ai browser. Soluzione tampone, sconsigliata da Google come lungo termine.

L’hydration è il processo con cui React/Vue attivano l’HTML SSR rendendolo interattivo. Un’hydration lenta penalizza FID e TTI. Le ottimizzazioni 2021: code splitting, lazy hydration, islands architecture (Astro, in beta nel 2021), preact al posto di react per bundle leggeri.

Editor di codice con HTML JavaScript e Chrome DevTools aperti

Schema markup: i tipi principali per PMI

Lo Schema markup in formato JSON-LD (raccomandato da Google) descrive il contenuto della pagina al motore di ricerca permettendo di generare rich result. Per una PMI i tipi più impattanti nel 2021 sono:

  • Organization: nome, logo, sameAs (social), contactPoint. Va nella home page.
  • LocalBusiness: per attività con sede fisica; include geo, openingHours, priceRange, address. Aumenta visibilità local pack.
  • Article (o NewsArticle, BlogPosting): per articoli editoriali. Sblocca display nei Top Stories e nel carosello AMP.
  • Product: per e-commerce; include offers, aggregateRating, review. Genera rich snippet con prezzo, disponibilità, stelle.
  • FAQPage: domande e risposte; sblocca rich result a fisarmonica nella SERP.
  • HowTo: tutorial passo-passo; genera rich result con step e immagini.
  • BreadcrumbList: briciole di pane; sostituisce l’URL nella SERP con un percorso navigabile.
  • Event, Recipe, VideoObject, JobPosting: per nicchie specifiche.

La validazione si fa con il Rich Results Test di Google e con lo Schema Markup Validator di schema.org. Search Console mostra un report dedicato a ogni tipo di rich result, con errori e warning.

Internal linking: pillar pages, topic cluster, breadcrumb

L’internal linking è uno dei segnali più sottovalutati del SEO tecnico. Distribuisce il PageRank interno e aiuta Googlebot a capire la gerarchia dei contenuti. Le strategie 2021:

  • Pillar page + topic cluster: una pagina “madre” ampia (pillar) linka a 8-15 sotto-articoli specifici (cluster), che linkano tutti alla pillar. Modello introdotto da HubSpot nel 2017, diventato standard.
  • Breadcrumb: navigazione contestuale (Home > Categoria > Articolo); migliora UX e fornisce link contestuali con anchor text rilevanti.
  • Anchor text descrittivi: evitare “clicca qui” o “leggi di più”; usare anchor che descrivono la destinazione.
  • Footer e widget links: utili ma con peso ridotto; non sostituiscono i link contestuali nel body.
  • Orphan pages: pagine senza link in entrata sono difficili da scoprire e indicizzare. Tool come Screaming Frog e Sitebulb le segnalano.

HTTPS, HTTP/2, HTTP/3 e TLS 1.3: lo stack 2021

Lo stack di trasporto 2021 per un sito performante e sicuro include:

  • HTTPS obbligatorio: certificati Let’s Encrypt gratuiti, oppure DigiCert / Sectigo per EV. Redirect 301 da HTTP a HTTPS, HSTS abilitato.
  • TLS 1.3 (RFC 8446 del 2018): handshake più veloce (1-RTT vs 2-RTT di TLS 1.2), cipher suite più sicure, 0-RTT opzionale per visitatori di ritorno.
  • HTTP/2 (RFC 7540 del 2015): multiplexing, header compression (HPACK), server push (in deprecation). Supportato da tutti i browser moderni e dalla maggioranza degli host PMI nel 2021.
  • HTTP/3 / QUIC (RFC 9000 di maggio 2021): connessione su UDP, 0-RTT nativo, resilienza ai cambi di rete (Wi-Fi → 4G). Supporto in preview su Chrome, Edge, Firefox e su Cloudflare, Cloudfront, Fastly, LiteSpeed.

Per una PMI: verificare che l’hosting offra HTTP/2; valutare un CDN che già supporti HTTP/3 (Cloudflare lo abilita gratuitamente). Strumenti di test: SSL Labs (Qualys), http2.pro, cloudflare-http3-test.

Tool SEO tecnico 2021: stack consigliato

Lo stack 2021 per audit e monitoring SEO tecnico:

  • Google Search Console: gratuito, indispensabile. Coverage, CWV report, Mobile Usability, Rich Results, Sitemaps, Performance.
  • Lighthouse 8: integrato in Chrome DevTools; audit di Performance, Accessibility, Best Practices, SEO, PWA.
  • PageSpeed Insights: combina dati Lighthouse (lab) con dati CrUX (field) reali da Chrome Users.
  • Web.dev Measure: front-end di PageSpeed Insights ottimizzato per developer.
  • Screaming Frog SEO Spider 16: crawler desktop, gratis fino a 500 URL, paid £149/anno. Standard de facto per audit.
  • Sitebulb: alternativa a Screaming Frog con report visivi e hint prioritizzati.
  • DeepCrawl (oggi Lumar): SaaS enterprise per crawl di siti grandi.
  • Ahrefs Site Audit: integrato nella suite Ahrefs; ottimo per backlink + tecnico.
  • SEMrush Site Audit: alternativa a Ahrefs; mercato europeo molto presente nel 2021.
  • Moz Pro: storico; ancora utile per Domain Authority e on-page grader.
  • Botify e OnCrawl: enterprise per log + crawl combinati.
  • GTmetrix e WebPageTest: test performance con waterfall dettagliato.

Per una PMI il setup minimo è: Search Console + Lighthouse + Screaming Frog free + un account Ahrefs o SEMrush condiviso con l’agenzia.

CDN per SEO: Cloudflare, Fastly, AWS CloudFront, edge computing

La Content Delivery Network distribuisce le risorse statiche (e dinamiche, in caso di edge computing) su una rete globale di POP. Per il SEO tecnico nel 2021:

  • Cloudflare: piano free generoso, HTTP/3, TLS 1.3, Argo Smart Routing, Workers per edge logic. Standard per PMI.
  • Fastly: VCL configurabile, performance enterprise, supporto live-streaming. Usato da grandi editori.
  • AWS CloudFront: integrato con S3, Lambda@Edge, fatturazione pay-as-you-go.
  • Akamai: leader enterprise, costoso.
  • BunnyCDN: low-cost (1 cent/GB), POP europei, ottimo per PMI italiane.

L’edge computing (Cloudflare Workers, Lambda@Edge, Fastly Compute@Edge) consente di eseguire codice direttamente sui POP: utile per A/B test SEO-friendly, redirect 301 senza colpire l’origin, geolocation, header rewriting. Riduce TTFB e migliora LCP.

Dashboard analytics con grafici di performance e metriche

Image optimization: WebP, AVIF, lazy loading, srcset

Le immagini rappresentano in media il 50-70% del peso totale di una pagina web. Ottimizzarle è il modo più rapido per migliorare LCP. Le tecniche 2021:

  • WebP: formato di Google (2010), supportato da tutti i browser moderni dal 2020 (anche Safari da iOS 14). Risparmio del 25-35% rispetto a JPEG di pari qualità.
  • AVIF: formato AV1 image (2019), supportato da Chrome 85+ (agosto 2020), Firefox 86+, Opera. Risparmio del 50% vs JPEG. Encoding più lento; usare con CDN che convertono on-the-fly.
  • Lazy loading nativo: attributo loading="lazy" su <img> e <iframe>, supportato da Chrome 76+ (2019), Firefox 75+, Safari 15.4. Sostituisce le librerie JS legacy.
  • srcset e sizes: serve immagini diverse a viewport diversi. Risparmia banda su mobile e migliora LCP.
  • Aspect ratio reservato: attributi width e height su <img> impediscono il layout shift e contribuiscono a CLS basso.
  • CDN image services: Cloudflare Images, Cloudinary, imgix, Bunny Optimizer. Conversione automatica WebP/AVIF, resize on-the-fly.

Errori comuni di SEO tecnico nelle PMI italiane

Dai centinaia di audit condotti su siti PMI nel 2021, emergono pattern ricorrenti:

  • Nessun monitoraggio Core Web Vitals: il sito carica veloce sul desktop dello sviluppatore, ma su un Android di fascia media in 4G italiano è una catastrofe.
  • Redirect chain: HTTP → HTTPS → www → trailing slash. Ogni hop costa 100-300ms e diluisce il link equity.
  • Mancanza di tag canonical: pagine con parametri URL (filtri, UTM, sessionID) generano duplicati che disperdono il ranking.
  • robots.txt errato: blocco di /wp-content/ impedisce il rendering CSS/JS; Disallow: / dimenticato dopo migrazione.
  • Sitemap obsoleta: contiene URL 404, redirect, pagine noindex; non viene rigenerata.
  • JavaScript bloccante: chat widget, popup di newsletter, A/B test tool caricati in head senza async/defer.
  • Immagini non ottimizzate: JPEG da 3MB caricati direttamente, senza resize né WebP.
  • HTTP/1.1 ancora attivo su hosting condivisi vecchi.
  • Schema markup assente o errato: nessun JSON-LD, oppure dati strutturati che non passano il Rich Results Test.
  • 404 non monitorati: link interni rotti, pagine eliminate senza redirect 301.

Caso reale: e-commerce italiano fashion (LCP da 4,8s a 1,9s)

Un nostro cliente, e-commerce italiano nel settore fashion con circa 12.000 SKU e 180.000 sessioni mensili, presentava nel luglio 2021 i seguenti dati Core Web Vitals (mobile, dati CrUX):

  • LCP: 4,8 secondi (scarso)
  • FID: 180ms (da migliorare)
  • CLS: 0,28 (scarso)
  • Search Console “URL con problemi CWV”: 87% del totale

Gli interventi tecnici implementati in 8 settimane:

  1. Conversione immagini in WebP: pipeline build-time + fallback JPEG; risparmio del 62% sulla pagina prodotto.
  2. CDN Cloudflare attivata (piano Pro 20$/mese) con Polish (conversione AVIF automatica), Mirage, Argo Smart Routing.
  3. Lazy loading nativo su tutte le immagini below-the-fold; attributi width/height su tutte le <img>.
  4. Critical CSS inline: 14KB di CSS critico nel head, resto in async.
  5. JavaScript bundle splitting: separato vendor da app code; lazy load del checkout JS solo sulla pagina relativa.
  6. Chat widget: caricato dopo 3 secondi di idle, non più al DOMContentLoaded.
  7. Banner cookie: reso non-shifting con altezza riservata via CSS min-height.
  8. Schema Product + AggregateRating: aggiunto su tutte le PDP; rich result attivi entro 10 giorni.

I risultati misurati a ottobre 2021 (30 giorni dopo deploy):

  • LCP: 1,9 secondi (buono) — miglioramento del 60%
  • FID: 62ms (buono)
  • CLS: 0,07 (buono)
  • URL con problemi CWV: dal 87% al 14%
  • Sessioni organiche mobile: +18%
  • Tasso di conversione mobile: +12%
  • Bounce rate mobile: -22%

ROI dell’intervento: positivo già al secondo mese, considerando licenze CDN, ore sviluppatore e revenue incrementale.

Roadmap SEO tecnico 60 giorni per una PMI

Una roadmap operativa testata sul campo per portare una PMI da SEO tecnico zero a uno standard 2021.

HowTo — Roadmap SEO tecnico in 60 giorni

5 step concreti per portare una PMI dai threshold scarsi a tutti i Core Web Vitals “buoni”.

Step 1 — Settimana 1-2: Audit e baseline

Crawl completo con Screaming Frog, verifica robots.txt, sitemap, canonical, status code. Setup Search Console e Bing Webmaster Tools. Estrazione baseline Core Web Vitals (PageSpeed Insights + CrUX). Audit Lighthouse su 10 URL strategiche (home, top categorie, top prodotti, contatti). Report sintetico con priorità.

Step 2 — Settimana 3-4: Performance front-end

Ottimizzazione immagini (conversione WebP + lazy loading + srcset). Critical CSS inline. JavaScript async/defer. Rimozione plugin pesanti e third-party non essenziali. Test post-deploy: Lighthouse + WebPageTest.

Step 3 — Settimana 5-6: Infrastruttura e CDN

Attivazione Cloudflare (free o Pro). Verifica HTTP/2 sull’hosting; upgrade a HTTP/3 se disponibile. Implementazione TLS 1.3, HSTS, security headers (CSP, X-Frame-Options). Caching headers ottimizzati per asset statici.

Step 4 — Settimana 7: Schema markup e structured data

JSON-LD per Organization, LocalBusiness, BreadcrumbList. Per e-commerce: Product + AggregateRating + Review. Per blog: Article + FAQPage + HowTo. Validazione con Rich Results Test.

Step 5 — Settimana 8: Monitoring e iterazione

Setup alert su Core Web Vitals report di Search Console. Connessione CrUX dashboard a Looker Studio. Setup Real User Monitoring (RUM) con Cloudflare Web Analytics o Plausible. Cadenza mensile di review e iterazione su URL problematiche.

FAQ — Domande frequenti sul SEO tecnico 2021

1. I Core Web Vitals sono già un ranking factor confermato nel 2021?

Sì. Google ha annunciato a novembre 2020 l’integrazione e ha rolled out il Page Experience Update tra metà giugno e fine agosto 2021. È un fattore di tiebreaker: a parità di rilevanza, vince il sito con CWV migliori.

2. Quanto tempo serve per vedere risultati SEO dopo un’ottimizzazione tecnica?

Le metriche tecniche (CWV, Mobile Usability) si aggiornano in Search Console entro 28 giorni (finestra CrUX). Il riposizionamento organico tipicamente richiede 6-12 settimane per consolidarsi, in base alla frequenza di crawl e alla competitività della keyword.

3. WordPress va bene per il SEO tecnico o conviene migrare a Next.js?

WordPress con un tema leggero (GeneratePress, Astra, Blocksy), un plugin SEO (RankMath, Yoast, SEOPress), una cache (WP Rocket, LiteSpeed Cache) e un CDN passa i Core Web Vitals senza problemi. Next.js conviene se hai un team dev interno o se il sito è un’app con logica complessa.

4. Quanto costa rendere un sito PMI conforme ai Core Web Vitals nel 2021?

Per un sito vetrina o blog: 800-2.500€ di intervento una tantum + 10-20€/mese di CDN. Per un e-commerce con >1000 SKU: 3.000-8.000€ di intervento + 20-100€/mese di CDN e tooling.

5. È necessario abbandonare jQuery per migliorare il FID?

Non necessariamente. jQuery aggiunge 30KB gzipped e oggi esiste vanilla JS per ogni feature. Se il sito è WordPress legacy, refactorare jQuery costa più che ottimizzare lazy loading e third-party script. Valutare caso per caso.

6. Schema markup in HTML inline (microdata) o in JSON-LD?

Google raccomanda esplicitamente JSON-LD dal 2015. È più semplice da mantenere, separato dal markup di presentazione e meno soggetto a errori. Microdata e RDFa sono ancora supportati, ma non scegliereli per progetti nuovi.

7. Conviene attivare AMP nel 2021?

Con il Page Experience Update, AMP non è più requisito per i Top Stories: contano i Core Web Vitals. Per editori news AMP rimane utile per riduzione costi di sviluppo mobile; per e-commerce e PMI, ottimizzare il sito principale con CWV “buono” è la strategia vincente.

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