Zapier vs Integromat vs n8n: confronto 2021

Tabella dei Contenuti

Zapier vs Integromat vs n8n confronto piattaforme automazione

Nel 2021 le aziende italiane hanno accelerato la trasformazione digitale a un ritmo senza precedenti. La conseguenza pratica e’ che le applicazioni cloud si moltiplicano: CRM, gestionale, e-commerce, email marketing, fatturazione elettronica, helpdesk, calendari condivisi, fogli di calcolo, drive, chat aziendali. Ognuna fa bene il proprio lavoro ma raramente parla con le altre. Da qui nasce la necessita’ di automatizzare i flussi di dati senza scrivere codice (o scrivendone il meno possibile), e in questo scenario tre nomi sono diventati ricorrenti: Zapier, Integromat e n8n.

In questa guida confrontiamo le tre piattaforme dal punto di vista di chi deve scegliere uno strumento per la propria PMI: marketing manager, IT manager, operations manager e citizen developer. Vedremo cosa significa “iPaaS” (Integration Platform as a Service), quali sono i pro e i contro di ciascuna soluzione, le politiche di prezzo nel 2021 e i casi d’uso piu’ comuni nel mercato italiano.

Dashboard automazione no-code workflow integrazione
Una dashboard di automazione no-code permette di disegnare workflow tra applicazioni senza scrivere codice.

Automazione no-code/low-code: il mercato 2021

Il termine “no-code” e’ diventato mainstream proprio negli anni 2020-2021. Gartner stima che entro il 2024 oltre il 65% dello sviluppo applicativo sara’ realizzato con strumenti low-code, e gia’ oggi una parte consistente delle automazioni interne aziendali viene gestita da figure non sviluppatrici, i cosiddetti citizen developer.

Le ragioni di questa accelerazione sono tre:

  • Carenza di sviluppatori sul mercato del lavoro, che rende costoso e lento commissionare integrazioni custom per ogni nuovo flusso.
  • Esplosione del SaaS: una PMI media nel 2021 utilizza tra 20 e 80 applicazioni cloud diverse, ciascuna con la propria API.
  • Necessita’ di velocita’: il marketing e le vendite non possono aspettare sei mesi un’integrazione, devono lanciarla questa settimana.

Le piattaforme di automazione no-code rispondono a queste pressioni offrendo connettori pronti all’uso e un editor visuale dove disegnare il workflow trascinando blocchi.

Cosa e’ iPaaS (Integration Platform as a Service)

Con il termine iPaaS (Integration Platform as a Service) si indica una piattaforma cloud che fornisce gli strumenti per costruire, deployare e gestire integrazioni tra applicazioni e dati senza dover installare nulla on-premise. La definizione e’ ben sintetizzata su Wikipedia: si tratta di un layer intermedio che ascolta eventi (trigger) da un’applicazione e li trasforma in azioni su altre applicazioni.

L’iPaaS moderna include tipicamente:

  • una libreria di connettori precostruiti (Gmail, Slack, Salesforce, HubSpot, WooCommerce, ecc.);
  • un editor visuale per disegnare i flussi;
  • strumenti di logging, retry e monitoring;
  • gestione di credenziali e OAuth;
  • supporto a webhook per ricevere eventi in tempo reale.

Per chi vuole approfondire i fondamenti tecnici, abbiamo pubblicato due guide propedeutiche: Cos’e’ una API REST: guida per non sviluppatori e Webhook: cosa sono e come usarli nelle integrazioni.

Zapier: il leader del mercato

Zapier, fondato nel 2011 a Columbia (Missouri), e’ la piattaforma di automazione no-code piu’ diffusa al mondo. Nel 2021 supera i 5.000 connettori e oltre 4 milioni di utenti, con una valutazione che a inizio anno ha raggiunto i 5 miliardi di dollari.

Pro di Zapier

  • Catalogo di integrazioni piu’ ampio: praticamente qualsiasi SaaS popolare ha un connettore ufficiale o semi-ufficiale.
  • Curva di apprendimento bassa: l’editor lineare “if this then that” e’ immediato per chi non ha mai automatizzato nulla.
  • Affidabilita’: infrastruttura matura, retry automatici, error handling.
  • Documentazione e community in inglese estremamente ricche.
  • Template gallery con migliaia di “Zap” pronti.

Contro di Zapier

  • Modello task-based costoso: ogni step di ogni esecuzione conta come task. Workflow complessi consumano molti task al mese.
  • Logica avanzata limitata: i loop, le condizioni multiple e le iterazioni su array richiedono workaround.
  • Editor lineare: difficile visualizzare flussi con piu’ rami paralleli.
  • Sandbox limitato per testare i workflow.

Prezzi Zapier 2021

  • Free: 100 task/mese, solo zap a singolo step.
  • Starter: $19,99/mese, 750 task, multi-step.
  • Professional: $49/mese, 2.000 task, paths e webhook.
  • Team: $299/mese, 50.000 task, utenti illimitati.
  • Company: $599/mese, 100.000 task, SSO, advanced security.
Team al lavoro su integrazione software aziendale
L iPaaS abilita anche i team non tecnici a costruire integrazioni in pochi giorni.

Integromat: l’alternativa visuale

Integromat e’ una piattaforma ceca fondata nel 2012 dalla societa’ Celonis (poi acquisita e ribattezzata Make solo a febbraio 2022). Nel 2021 si chiama ancora Integromat ed e’ considerata l’alternativa tecnica piu’ interessante a Zapier per workflow di media complessita’.

Pro di Integromat

  • Editor visuale a scenari: i flussi sono rappresentati come grafi, con rami paralleli ben visibili.
  • Logica avanzata nativa: iteratori, aggregatori, router, gestione array, parsing JSON, espressioni regolari.
  • Prezzi piu’ aggressivi rispetto a Zapier per piano equivalente.
  • Granularita’ di controllo: ogni modulo puo’ essere configurato in dettaglio.
  • Esecuzioni atomiche: l’unita’ tariffaria e’ “operation”, piu’ generosa del “task” di Zapier.

Contro di Integromat

  • Curva di apprendimento piu’ ripida: il modello a scenari richiede di pensare in termini di flusso dati.
  • Catalogo di connettori inferiore rispetto a Zapier (nel 2021 circa 800 contro 5.000).
  • Documentazione meno estesa, soprattutto in italiano.
  • Brand awareness inferiore: i clienti italiani spesso non l’hanno mai sentita nominare.

Prezzi Integromat 2021

  • Free: 1.000 operations/mese, 100 MB di trasferimento dati.
  • Basic: $9/mese, 10.000 operations.
  • Standard: $29/mese, 40.000 operations.
  • Business: $99/mese, 150.000 operations, priority support.
  • Platinum: $299/mese, 800.000 operations.

n8n: la scelta open source

n8n (si pronuncia “n-eight-n”, abbreviazione di “nodemation”) e’ nato nel 2019 in Germania come progetto open source con licenza fair-code. Nel 2021 e’ la piattaforma di automazione open source piu’ attiva su GitHub, con una community in rapida crescita. Il sito di riferimento e’ n8n.io.

Pro di n8n

  • Self-hosted gratuito: si installa via Docker o npm sul proprio server, senza limiti di esecuzioni.
  • Codice aperto: ispezionabile, modificabile, forkable.
  • Privacy massima: i dati restano sui server aziendali, mai inviati a terzi.
  • Editor a nodi simile a Integromat ma con flessibilita’ superiore.
  • Supporto JavaScript inline: dentro un workflow si possono scrivere espressioni e funzioni JS.
  • Connettori community in continua aggiunta.

Contro di n8n

  • Richiede competenze sistemistiche: bisogna installare, aggiornare, monitorare il server.
  • Catalogo di connettori inferiore rispetto a Zapier e Integromat (circa 200 nel 2021).
  • Manutenzione a carico dell’azienda: backup, sicurezza, scalabilita’.
  • Community piu’ piccola, anche se molto attiva.
  • UX leggermente meno raffinata delle alternative commerciali.

Prezzi n8n 2021

  • Self-hosted: gratuito, costi solo di hosting (5-50 euro/mese di VPS).
  • n8n.cloud Starter: 20 euro/mese, 5.000 esecuzioni.
  • n8n.cloud Pro: 50 euro/mese, 15.000 esecuzioni.
  • Enterprise: prezzi su richiesta, SSO, supporto SLA.

Confronto diretto: Zapier vs Integromat vs n8n

Per facilitare la decisione, ecco un confronto sintetico sui criteri piu’ rilevanti per una PMI italiana:

Criterio Zapier Integromat n8n
Connettori (2021) 5.000+ ~800 ~200
Self-hosted No No Si’
Open source No No Si’ (fair-code)
Editor Lineare Visuale a scenari Visuale a nodi
Logica avanzata Limitata Ottima Ottima + JS
Prezzo entry $19,99/mese $9/mese 0 (self-hosted)
Curva apprendimento Bassa Media Media-alta
Privacy dati Cloud USA Cloud EU/USA On-premise
Adatto a Marketing, PMI Operations, dev-light IT, dev, GDPR-heavy
Connessioni API e workflow automatizzati tra applicazioni
Trigger, azioni e filtri sono i mattoni di ogni workflow tra API.

Microsoft Power Automate: l’opzione Office 365

Vale la pena citare anche Microsoft Power Automate, ribattezzato cosi’ nel 2019 (prima si chiamava Microsoft Flow). Per le aziende che hanno gia’ in casa una licenza Microsoft 365 puo’ essere un’alternativa interessante perche’ l’utilizzo base e’ incluso nei piani Business e Enterprise.

Pro principali:

  • Integrazione nativa con SharePoint, Teams, Outlook, OneDrive, Excel.
  • Connettori “premium” (Salesforce, SAP, Oracle) inclusi nei piani enterprise.
  • Funzionalita’ RPA (Robotic Process Automation) per automatizzare anche app desktop.
  • Conformita’ enterprise (compliance, audit, DLP).

Contro:

  • Curva di apprendimento simile a Zapier ma interfaccia meno fluida.
  • Connettori non Microsoft spesso “premium” e a pagamento.
  • Best fit solo per chi e’ gia’ nell’ecosistema Microsoft.

Per scenari enterprise puri esistono inoltre Workato (orchestrazione enterprise con prezzi su richiesta) e Tray.io (low-code enterprise), che non trattiamo in dettaglio qui perche’ fuori scala per la maggior parte delle PMI italiane.

Trigger, azioni, filtri: i mattoni di ogni workflow

Indipendentemente dalla piattaforma scelta, ogni workflow di automazione si compone di tre tipi di blocchi fondamentali. Capirli bene aiuta sia a disegnare flussi piu’ robusti sia a confrontare le piattaforme su un piano omogeneo.

Trigger

E’ l’evento che fa partire il workflow. Puo’ essere uno scheduling (ogni ora, ogni giorno alle 8), un evento ricevuto via webhook (un nuovo ordine WooCommerce notificato in tempo reale), o una verifica periodica su un’API (polling ogni 5 minuti). Zapier privilegia i trigger via polling sulla maggior parte dei connettori, Integromat e n8n offrono webhook nativi piu’ diffusi.

Azione

E’ l’operazione che il workflow esegue su un’altra applicazione: creare un record, inviare un’email, aggiornare un foglio. Tutte le piattaforme supportano azioni encadenate: il risultato di una azione diventa input della successiva.

Filtri, router, iteratori

Sono i blocchi di logica che governano il flusso. Un filtro decide se proseguire o fermarsi (es. “solo ordini superiori a 100 euro”). Un router divide il flusso in piu’ rami paralleli. Un iteratore cicla su una lista (es. “per ogni riga della fattura”). Integromat e n8n eccellono qui; Zapier offre solo “paths” (router semplici) nei piani superiori.

Quali workflow tipici si possono automatizzare

Per dare concretezza, ecco alcune automazioni che ricorrono nei progetti di integrazione API sviluppati per le PMI italiane:

Vendite e CRM

  • Nuovo lead da form WordPress → creato contatto in HubSpot → notifica Slack al commerciale.
  • Opportunita’ “Won” in CRM → cliente creato in gestionale → email di benvenuto.
  • Lead da Facebook Lead Ads → aggiunto a sequenza email Mailchimp.

E-commerce

  • Ordine WooCommerce → riga creata in fatturazione (es. Fatture in Cloud) → conferma WhatsApp al cliente.
  • Stock sotto soglia → ordine fornitore → ticket interno per il magazzino.
  • Recensione negativa → alert al customer service in tempo reale.

Operations e finance

  • Fattura passiva via email → estrazione dati → inserimento in gestionale.
  • Riconciliazione movimenti bancari → alert per fatture non pagate.
  • Report settimanale automatico in Google Sheet → invio email al management.

Risorse umane

  • Candidato applica a posizione → record creato in ATS → calendario invito al colloquio.
  • Onboarding nuovo dipendente → creazione account Google Workspace, Slack, gestionale, badge.

Molti di questi flussi possono essere realizzati anche dentro il gestionale stesso, ad esempio tramite il modulo automation Odoo o tramite logiche custom dentro gestionali personalizzati.

Considerazioni sulla sicurezza dei dati (cloud vs self-hosted)

La scelta tra una piattaforma SaaS (Zapier, Integromat) e una self-hosted (n8n) non e’ solo tecnica: ha implicazioni precise su GDPR, sovranita’ dei dati e contratti con i clienti.

Quando si usa una piattaforma cloud:

  • I dati transitano sui server del fornitore (spesso negli USA).
  • Va firmato un DPA (Data Processing Agreement) e valutato il trasferimento extra-UE (caso Schrems II del 2020).
  • In caso di breach, la responsabilita’ di notifica resta del titolare (l’azienda cliente).
  • Le credenziali OAuth dei sistemi terzi sono custodite dal fornitore.

Quando si usa una soluzione self-hosted:

  • I dati restano sull’infrastruttura aziendale o su un VPS scelto dal cliente.
  • La superficie di compliance e’ piu’ semplice da gestire.
  • La responsabilita’ tecnica (aggiornamenti, backup, sicurezza) e’ del cliente.
  • La scalabilita’ va dimensionata in autonomia.

Per settori regolamentati (sanita’, studi legali, PA, finanza), n8n self-hosted e’ spesso l’unica opzione percorribile.

Casi d’uso PMI italiane: esempi pratici

Caso 1: e-commerce moda di Vicenza

Negozio online con WooCommerce, ~200 ordini/mese. Esigenza: sincronizzare gli ordini con il gestionale Mexal e mandare conferma WhatsApp al cliente.

Scelta: Integromat Standard (29 dollari/mese). L’editor a scenari permette di gestire bene i casi d’errore (cliente nuovo vs esistente, ordine in pre-vendita, ecc.) e il volume di operations rientra ampiamente nel piano. Implementazione in 3 giornate.

Caso 2: studio legale di Milano

Esigenza: ricevere via email PEC i fascicoli, archiviare i PDF su NAS interno, classificarli per cliente e creare task in gestionale interno.

Scelta: n8n self-hosted. Motivazioni: dati sensibili coperti da segreto professionale, requisito esplicito che nessun documento esca dalla rete aziendale. Server installato su VPS nel datacenter italiano del cliente.

Caso 3: agenzia marketing di Padova

Esigenza: 30+ clienti, ognuno con i propri Google Ads, Facebook Ads, Mailchimp. Bisogno di reportistica unificata in Google Data Studio.

Scelta: Zapier Professional (49 dollari/mese). Motivazioni: tutti i connettori necessari sono nativi e ufficiali, l’editor lineare e’ gestibile dai junior dell’agenzia, il volume di task per cliente e’ contenuto. Setup completo in 5 giornate.

Caso 4: PMI manifatturiera di Brescia

Esigenza: integrazione tra ERP custom, MES di produzione, e-commerce B2B e portale fornitori. Volumi alti, requisiti SLA.

Scelta: n8n self-hosted in alta affidabilita’ + middleware custom. Logica complessa con loop, rate limiting e retry differenziati per fornitore. La automazione dei processi a questo livello richiede competenze ibride dev + sistemiste.

Quale scegliere in base alle esigenze

Sintetizziamo la decisione in una matrice rapida:

  • Scegli Zapier se: hai bisogno di tanti connettori esotici, il team che dovra’ gestire i flussi non e’ tecnico, i volumi sono moderati e il budget non e’ un problema.
  • Scegli Integromat se: vuoi il miglior rapporto qualita’/prezzo per workflow di media complessita’, hai una persona disposta a imparare un editor visuale ricco, ti servono iteratori e router.
  • Scegli n8n se: hai vincoli forti di privacy/GDPR, sei in un settore regolamentato, hai gia’ un team IT in grado di gestire un server, oppure i volumi sarebbero proibitivi su Zapier/Integromat.
  • Scegli Power Automate se: sei gia’ completamente Microsoft 365, gran parte dei flussi tocca SharePoint/Teams/Outlook, e vuoi un solo fornitore.

Spesso la scelta migliore e’ un mix: Zapier per i flussi marketing rapidi, Integromat per i processi piu’ strutturati, n8n self-hosted per i flussi che toccano dati sensibili. Non c’e’ nessuna regola che imponga di scegliere una sola piattaforma.

Errori comuni nelle prime automazioni

Quando un’azienda inizia a usare un iPaaS, ci sono alcuni errori ricorrenti che vediamo spesso nei progetti dei nostri clienti. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di scegliere meglio fin da subito la piattaforma.

Automatizzare prima di mappare il processo

L’errore piu’ comune e’ tradurre uno per uno i passaggi attuali, anche quelli inefficienti, in nodi del workflow. La conseguenza e’ un’automazione fragile, costosa e che replica errori del processo manuale. Prima di disegnare il flusso conviene chiedersi: “Questo passaggio serve davvero?” e razionalizzare il processo.

Sottostimare i costi a regime

Su Zapier, in particolare, il numero di task cresce velocemente: un singolo ordine e-commerce puo’ attivare 10-15 task tra creazione cliente, fattura, invio email, aggiornamento stock, notifica WhatsApp. Una PMI con 500 ordini/mese puo’ superare i 7.500 task, costringendo all’upgrade a Team o oltre. Una stima realistica andrebbe fatta su un campione reale di esecuzioni.

Non gestire gli errori

Se un’API e’ temporaneamente offline o il formato dei dati cambia, il workflow fallisce. Senza un percorso di gestione errori (notifica al team, retry automatico, fallback) si rischia di perdere dati. Tutte le piattaforme citate offrono error handling, ma va configurato esplicitamente.

Affidarsi a un solo “automation champion”

Se l’unica persona che sa come funzionano i workflow lascia l’azienda, si crea un knowledge gap. La buona pratica e’ documentare ogni flusso (a cosa serve, quali sistemi tocca, chi e’ il referente) e formare almeno due persone.

Mescolare ambiente di test e produzione

Modificare un workflow in produzione mentre arrivano eventi reali e’ rischioso. Le piattaforme prevedono ambienti di test (Zapier ha “version history”, Integromat ha clone di scenari, n8n permette workflow staging): vanno usati.

Domande frequenti

Quanto costa davvero automatizzare un’azienda nel 2021?

Per una PMI italiana tipica con 5-10 workflow attivi il costo di piattaforma e’ tra 30 e 100 euro/mese. Il costo principale e’ la consulenza/sviluppo iniziale, che varia da 1.500 a 8.000 euro a seconda della complessita’.

Posso passare da Zapier a Integromat o a n8n in futuro?

Si’, ma non c’e’ migrazione automatica: i workflow vanno ricostruiti. Per questo conviene scegliere bene fin dall’inizio, magari con un audit gratuito.

Le automazioni si rompono spesso?

Quando un’API esterna cambia (raro ma succede), un workflow puo’ fallire. Tutte e tre le piattaforme inviano notifiche di errore. La manutenzione media e’ di poche ore l’anno per workflow.

Servono competenze di programmazione?

Per il 70-80% dei flussi standard no. Per logiche complesse (parsing JSON custom, manipolazione di array, chiamate API non coperte da connettori) servono basi di JavaScript o di scripting.

Come si gestiscono dati sensibili (sanita’, finanza, legale)?

n8n self-hosted e’ la scelta consigliata. In alternativa, Zapier e Integromat hanno data center europei e firmano DPA, ma alcuni dati restano comunque presso terzi.

L’integrazione con il gestionale italiano e’ supportata?

Dipende dal gestionale. Mexal, TeamSystem, Fatture in Cloud, Aruba hanno API REST utilizzabili. Spesso serve uno strato di integrazione custom; e’ uno dei progetti piu’ frequenti che sviluppiamo per i clienti.

Quante automazioni puo’ gestire una PMI media?

L’esperienza dice che una PMI italiana di 10-50 dipendenti arriva fisiologicamente a 15-30 workflow attivi nel giro di 18 mesi dall’avvio del programma di automazione. Il primo anno conviene partirne con 5-8, ben monitorati, prima di scalare.

Si possono usare piu’ piattaforme insieme?

Si’, ed e’ una pratica comune. Spesso Zapier viene usato dal marketing in autonomia, n8n self-hosted dall’IT per i flussi sensibili e Power Automate per chi e’ su Microsoft 365. L’importante e’ avere una mappa centralizzata di “chi fa cosa, dove” per evitare duplicazioni.

Come si misura il ROI di un’automazione?

Si parte stimando le ore/mese risparmiate per attivita’ (esempio: 4 ore/settimana per inserire ordini manualmente in gestionale = 16 ore/mese) e moltiplicandole per il costo orario interno. Se l’automazione costa 30 euro/mese e libera 16 ore di una persona da 25 euro/ora, il ROI mensile e’ 370 euro al netto del costo piattaforma. La maggior parte dei progetti rientra in 2-4 mesi.

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