{"id":3669,"date":"2026-08-19T09:00:00","date_gmt":"2026-08-19T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/forced-labour-regulation-odoo-19-pmi-italiane\/"},"modified":"2026-10-01T11:42:56","modified_gmt":"2026-10-01T09:42:56","slug":"forced-labour-regulation-odoo-19-pmi-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/forced-labour-regulation-odoo-19-pmi-italiane\/","title":{"rendered":"Regolamento UE sul lavoro forzato in Odoo: due diligence della catena di fornitura (guida PMI italiane)"},"content":{"rendered":"<p><em>Settantatreesima guida operativa Odoo 19 per PMI italiane. Il Regolamento (UE) 2024\/3015 sul divieto dei prodotti ottenuti con lavoro forzato (in inglese Forced Labour Regulation, FLR) si applicher\u00e0 dal 14 dicembre 2027. Vieta di immettere o mettere a disposizione sul mercato dell&#8217;Unione, e di esportare dall&#8217;Unione, prodotti realizzati in tutto o in parte con lavoro forzato. Non prevede soglie dimensionali: riguarda anche le PMI. Le autorit\u00e0 competenti possono avviare indagini e, se la violazione \u00e8 accertata, vietare il prodotto, imporne il ritiro dal mercato e disporne lo smaltimento; le dogane possono bloccarne lo sdoganamento. In questa guida vediamo come prepararsi con Odoo 19.<\/em><\/p>\n<p>Vediamo: ambito del regolamento, indicatori, aree e settori a rischio, due diligence, fornitori, documentazione ed esempi illustrativi.<\/p>\n<h2>Che cos&#8217;\u00e8 il regolamento sul lavoro forzato<\/h2>\n<h3>Ambito di applicazione<\/h3>\n<ul>\n<li>Tutti i prodotti immessi o messi a disposizione sul mercato UE (consumatori e imprese), comprese le vendite a distanza<\/li>\n<li>Tutti i prodotti esportati dall&#8217;UE<\/li>\n<li>Tutte le fasi della catena di fornitura: estrazione, raccolta, produzione e lavorazione<\/li>\n<li>Nessuna soglia dimensionale (le autorit\u00e0 tengono per\u00f2 conto delle dimensioni dell&#8217;operatore)<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Che cosa si intende per &#8220;lavoro forzato&#8221;<\/h3>\n<ul>\n<li>La definizione richiama le Convenzioni ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) n. 29 e n. 105<\/li>\n<li>Ogni lavoro o servizio estorto a una persona sotto minaccia di una punizione<\/li>\n<li>Per il quale la persona non si \u00e8 offerta spontaneamente<\/li>\n<li>Comprende il lavoro forzato imposto dallo Stato, la servit\u00f9 per debiti e i casi legati alla tratta di esseri umani; il lavoro minorile forzato rientra nel divieto<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Applicazione dei controlli<\/h3>\n<ul>\n<li>Banca dati pubblica della Commissione europea sui rischi di lavoro forzato per aree geografiche e prodotti<\/li>\n<li>Poteri di indagine delle autorit\u00e0 nazionali competenti (della Commissione per i rischi situati fuori dall&#8217;UE)<\/li>\n<li>Le dogane possono sospendere lo sdoganamento dei prodotti<\/li>\n<li>Ritiro dal mercato dei prodotti gi\u00e0 venduti<\/li>\n<li>Smaltimento: donazione, riciclo o distruzione<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nota importante: il regolamento non introduce un obbligo autonomo di due diligence, ma nelle indagini le autorit\u00e0 tengono conto delle verifiche svolte dall&#8217;impresa. Una due diligence documentata \u00e8 quindi la difesa pi\u00f9 solida.<\/p>\n<h2>Gli 11 indicatori ILO di lavoro forzato<\/h2>\n<ul>\n<li>1. Abuso della condizione di vulnerabilit\u00e0<\/li>\n<li>2. Inganno<\/li>\n<li>3. Limitazione della libert\u00e0 di movimento<\/li>\n<li>4. Isolamento<\/li>\n<li>5. Violenza fisica e sessuale<\/li>\n<li>6. Intimidazioni e minacce<\/li>\n<li>7. Trattenimento dei documenti d&#8217;identit\u00e0<\/li>\n<li>8. Trattenimento dei salari<\/li>\n<li>9. Servit\u00f9 per debiti<\/li>\n<li>10. Condizioni di lavoro e di vita abusive<\/li>\n<li>11. Straordinari eccessivi<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Aree geografiche ad alto rischio<\/h2>\n<h3>Monitoraggio della Commissione europea<\/h3>\n<ul>\n<li>La banca dati della Commissione si basa su fonti indipendenti e verificabili e non indica specifiche imprese<\/li>\n<li>Fonti internazionali citano spesso, tra gli altri, il lavoro forzato imposto dallo Stato nella regione cinese dello Xinjiang e in Corea del Nord<\/li>\n<li>Rischi specifici legati a determinati settori in singoli paesi<\/li>\n<li>Banca dati aggiornata periodicamente: va consultata a ogni revisione dei fornitori<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Settori ad alto rischio<\/h3>\n<ul>\n<li>Cotone e filiere tessili<\/li>\n<li>Produzione di pannelli solari e polisilicio<\/li>\n<li>Assemblaggio di elettronica<\/li>\n<li>Pesca e prodotti ittici<\/li>\n<li>Cacao e cioccolato<\/li>\n<li>Estrazione mineraria<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Fonti per gli indici di rischio<\/h3>\n<ul>\n<li>Elenco del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti (List of Goods Produced by Child Labor or Forced Labor)<\/li>\n<li>Global Slavery Index di Walk Free<\/li>\n<li>Indici di rischio di fornitori specializzati (ad esempio Verisk Maplecroft)<\/li>\n<li>Banca dati e linee guida della Commissione europea<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Mappatura del rischio dei fornitori<\/h2>\n<p>Il primo passo pratico \u00e8 classificare ogni fornitore per rischio di lavoro forzato: localizzazione, settore, prove di conformit\u00e0. La scheda contatto (partner) di Odoo va arricchita con queste informazioni, tramite campi personalizzati aggiunti con Studio (Enterprise) o con un piccolo modulo su misura:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/odoo-flr-01-partner.png\" alt=\"Mappatura del rischio di lavoro forzato dei fornitori in Odoo 19 per PMI manifatturiere italiane\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3664\"\/><\/p>\n<ul>\n<li>Localizzazione del fornitore (paese, regione, provincia)<\/li>\n<li>Classificazione di settore<\/li>\n<li>Punteggio di rischio lavoro forzato<\/li>\n<li>Certificazioni e audit sociali (ad esempio SMETA\/Sedex, amfori BSCI, SA8000)<\/li>\n<li>Data dell&#8217;ultimo audit<\/li>\n<li>Rilievi dell&#8217;audit e azioni correttive<\/li>\n<li>Livello di collaborazione del fornitore<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Controllo in fase di acquisto<\/h2>\n<p>Ogni ordine di acquisto dovrebbe superare un controllo sul rischio di lavoro forzato: rischio del fornitore accettabile, documentazione aggiornata, clausole contrattuali presenti. L&#8217;ordine di acquisto di Odoo \u00e8 il punto di controllo operativo, ad esempio con un&#8217;approvazione obbligatoria per i fornitori classificati ad alto rischio:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/odoo-flr-02-po.png\" alt=\"Controllo del rischio di lavoro forzato sull'ordine di acquisto in Odoo 19 per PMI manifatturiere\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3665\"\/><\/p>\n<ul>\n<li>Verifica del rischio fornitore prima dell&#8217;ordine<\/li>\n<li>Clausole contrattuali di divieto del lavoro forzato<\/li>\n<li>Diritto di audit<\/li>\n<li>Documentazione richiesta<\/li>\n<li>Obblighi di collaborazione<\/li>\n<li>Cause di risoluzione del contratto<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Distinta base e approvvigionamento delle materie prime<\/h2>\n<p>La distinta base (BOM, Bill of Materials) deve identificare le materie prime ad alto rischio (cotone, cobalto, olio di palma e cos\u00ec via), il paese di origine e il grado di trasparenza della filiera. Diventa cos\u00ec il documento centrale per ricostruire la tracciabilit\u00e0 a monte e a valle:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/odoo-flr-03-bom.png\" alt=\"Distinta base con origine delle materie prime per il regolamento sul lavoro forzato in Odoo 19\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3666\"\/><\/p>\n<ul>\n<li>Identificazione delle materie prime<\/li>\n<li>Paese di origine (luogo di estrazione o coltivazione)<\/li>\n<li>Segnalazione dei materiali ad alto rischio<\/li>\n<li>Visibilit\u00e0 sui fornitori di secondo e terzo livello<\/li>\n<li>Requisiti di trasparenza della filiera<\/li>\n<li>Collegamento all&#8217;archivio documentale delle prove<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Trasparenza sul prodotto<\/h2>\n<p>Per ogni prodotto venduto l&#8217;azienda deve poter ricostruire provenienza e condizioni di lavoro lungo la catena di fornitura. La scheda prodotto in Odoo raccoglie la documentazione da mettere a disposizione di autorit\u00e0 e clienti; i documenti possono essere allegati al prodotto o organizzati con l&#8217;app Documents (Enterprise):<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/odoo-flr-04-product.png\" alt=\"Trasparenza sull'origine del prodotto per il regolamento sul lavoro forzato in Odoo 19\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3667\"\/><\/p>\n<ul>\n<li>Paese di origine per prodotto<\/li>\n<li>Collegamento alla mappatura della filiera<\/li>\n<li>Archivio delle prove di conformit\u00e0<\/li>\n<li>Documenti di certificazione<\/li>\n<li>Rapporti di audit consultabili<\/li>\n<li>Informazioni pronte per la comunicazione pubblica<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Condizioni di lavoro nei reparti interni<\/h2>\n<p>Non conta solo la filiera: anche le attivit\u00e0 interne devono essere coerenti con il divieto. L&#8217;ordine di produzione (MO) di Odoo registra i tempi degli ordini di lavoro per operatore; insieme alle app Presenze e Dipendenti consente di documentare orari, pause, straordinari e formazione:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/odoo-flr-05-mo.png\" alt=\"Condizioni di lavoro interne sull'ordine di produzione in Odoo 19 per PMI manifatturiere\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3668\"\/><\/p>\n<ul>\n<li>Registrazione delle ore lavorate<\/li>\n<li>Prova della volontariet\u00e0 degli straordinari<\/li>\n<li>Rispetto delle pause<\/li>\n<li>Registro della formazione<\/li>\n<li>Attivit\u00e0 del canale di segnalazione<\/li>\n<li>Politiche del personale coerenti<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Schema di due diligence<\/h2>\n<h3>1. Politica e impegno<\/h3>\n<ul>\n<li>Politica contro il lavoro forzato e la schiavit\u00f9 moderna<\/li>\n<li>Approvazione del consiglio di amministrazione<\/li>\n<li>Dichiarazione pubblica<\/li>\n<li>Comunicazione ai portatori di interesse<\/li>\n<\/ul>\n<h3>2. Valutazione del rischio<\/h3>\n<ul>\n<li>Mappatura del rischio geografico<\/li>\n<li>Analisi del rischio di settore<\/li>\n<li>Rischio per prodotto e materiale<\/li>\n<li>Punteggio dei fornitori<\/li>\n<\/ul>\n<h3>3. Coinvolgimento dei fornitori<\/h3>\n<ul>\n<li>Codice di condotta esteso a tutta la filiera<\/li>\n<li>Formazione dei partner commerciali<\/li>\n<li>Rafforzamento delle loro competenze<\/li>\n<li>Rimedi concordati<\/li>\n<\/ul>\n<h3>4. Monitoraggio<\/h3>\n<ul>\n<li>Audit periodici<\/li>\n<li>Strumenti di monitoraggio continuo<\/li>\n<li>Canali di ascolto dei lavoratori<\/li>\n<li>Collaborazioni con organismi di monitoraggio esterni<\/li>\n<\/ul>\n<h3>5. Rimedio<\/h3>\n<ul>\n<li>Indagine sull&#8217;episodio<\/li>\n<li>Risarcimento dei lavoratori<\/li>\n<li>Miglioramento dei processi<\/li>\n<li>Comunicazione pubblica<\/li>\n<\/ul>\n<h3>6. Rendicontazione<\/h3>\n<ul>\n<li>Dichiarazione annuale volontaria (sul modello del Modern Slavery Statement britannico, obbligatorio solo per chi rientra nella normativa del Regno Unito)<\/li>\n<li>Integrazione con la rendicontazione ESG<\/li>\n<li>Comunicazione ai portatori di interesse<\/li>\n<li>Risposte alle richieste delle autorit\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Canali di ascolto dei lavoratori<\/h2>\n<h3>Canale di segnalazione (whistleblowing)<\/h3>\n<ul>\n<li>Possibilit\u00e0 di segnalazione anonima<\/li>\n<li>Supporto in pi\u00f9 lingue<\/li>\n<li>Gestione affidata a un soggetto esterno indipendente<\/li>\n<li>Accesso semplice per i lavoratori (telefono, app)<\/li>\n<li>In Italia il D.Lgs. 24\/2023 rende obbligatorio il canale interno, tra gli altri, per le imprese con almeno 50 dipendenti o dotate di modello 231<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Questionari ai lavoratori<\/h3>\n<ul>\n<li>Valutazione periodica delle condizioni<\/li>\n<li>Dati anonimi<\/li>\n<li>Analisi dell&#8217;andamento nel tempo<\/li>\n<li>Verifica esterna<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Gestione dei reclami<\/h3>\n<ul>\n<li>Indagine indipendente<\/li>\n<li>Tutela dei lavoratori da ritorsioni<\/li>\n<li>Tempi di risposta definiti<\/li>\n<li>Piani di rimedio<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Rispondere ai questionari dei clienti<\/h2>\n<h3>Domande ricorrenti<\/h3>\n<ul>\n<li>Politica e procedure contro il lavoro forzato<\/li>\n<li>Completezza della mappatura della filiera<\/li>\n<li>Processo di due diligence sui fornitori<\/li>\n<li>Programma di audit<\/li>\n<li>Episodi segnalati<\/li>\n<li>Canale di ascolto dei lavoratori<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Documentazione richiesta<\/h3>\n<ul>\n<li>Documenti di politica aziendale<\/li>\n<li>Rapporti di valutazione del rischio<\/li>\n<li>Rapporti di audit e azioni correttive<\/li>\n<li>Registri della formazione<\/li>\n<li>Registro dei reclami dei lavoratori<\/li>\n<li>Documenti pubblicati<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Costi per prepararsi al regolamento<\/h2>\n<h3>Avvio<\/h3>\n<ul>\n<li>Valutazione del rischio della filiera<\/li>\n<li>Politica e procedure<\/li>\n<li>Programma di coinvolgimento dei fornitori<\/li>\n<li>Avvio del programma di audit<\/li>\n<li>Canale di ascolto dei lavoratori<\/li>\n<li>Formazione<\/li>\n<li>L&#8217;impegno dipende da numero di fornitori, materiali e paesi: conviene partire dai fornitori pi\u00f9 esposti<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Costi ricorrenti<\/h3>\n<ul>\n<li>Audit dei fornitori<\/li>\n<li>Strumenti di monitoraggio<\/li>\n<li>Indagini e rimedi<\/li>\n<li>Rendicontazione<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Costi che si evitano<\/h3>\n<ul>\n<li>Blocco o smaltimento della merce (potenzialmente rilevante)<\/li>\n<li>Costi di ritiro dal mercato<\/li>\n<li>Danno reputazionale<\/li>\n<li>Perdita di clienti<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Errori comuni nella preparazione<\/h2>\n<h3>&#8220;Bastano i fornitori diretti&#8221;<\/h3>\n<p><strong>Problema<\/strong>: si verificano solo i fornitori diretti, ma il lavoro forzato si nasconde spesso al secondo o terzo livello.<br \/>\n<strong>Soluzione<\/strong>: estendere gradualmente la visibilit\u00e0 lungo la filiera, partendo dai materiali ad alto rischio.<\/p>\n<h3>&#8220;Le certificazioni risolvono tutto&#8221;<\/h3>\n<p><strong>Problema<\/strong>: ci si affida solo alle certificazioni (SMETA, amfori BSCI) con audit superficiali.<br \/>\n<strong>Soluzione<\/strong>: le certificazioni sono utili, ma vanno integrate con il dialogo diretto con i fornitori e con l&#8217;ascolto dei lavoratori.<\/p>\n<h3>&#8220;Nessun ascolto dei lavoratori&#8221;<\/h3>\n<p><strong>Problema<\/strong>: tutti i controlli sono calati dall&#8217;alto e le condizioni reali dei lavoratori restano sconosciute.<br \/>\n<strong>Soluzione<\/strong>: canali di reclamo indipendenti e questionari periodici.<\/p>\n<h3>&#8220;Si interviene solo dopo&#8221;<\/h3>\n<p><strong>Problema<\/strong>: si agisce solo dopo un rilievo o un episodio.<br \/>\n<strong>Soluzione<\/strong>: controlli preventivi, monitoraggio e supporto ai fornitori.<\/p>\n<h3>&#8220;Al primo problema si chiude il rapporto&#8221;<\/h3>\n<p><strong>Problema<\/strong>: davanti a un rilievo si interrompe subito il rapporto con il fornitore e i lavoratori perdono il posto.<br \/>\n<strong>Soluzione<\/strong>: privilegiare il coinvolgimento e il miglioramento; l&#8217;interruzione \u00e8 l&#8217;ultima risorsa.<\/p>\n<h2>Esempi illustrativi per PMI manifatturiere italiane<\/h2>\n<h3>Esempio 1 \u2014 Tessile: verifica dell&#8217;origine del cotone<\/h3>\n<ul>\n<li>Mappatura completa della filiera del cotone<\/li>\n<li>Sostituzione dei fornitori ad alto rischio con alternative certificate<\/li>\n<li>Maggior costo dei materiali da valutare e, dove possibile, da condividere con i clienti<\/li>\n<li>Obiettivo: filiera documentata e argomento commerciale verso i clienti pi\u00f9 attenti<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Esempio 2 \u2014 Elettronica: minerali dei conflitti e lavoro forzato<\/h3>\n<ul>\n<li>Approccio unico per minerali dei conflitti (stagno, tantalio, tungsteno, oro) e lavoro forzato<\/li>\n<li>Visibilit\u00e0 sui fornitori di secondo livello<\/li>\n<li>Obiettivo: superare gli audit dei clienti produttori (OEM) e tutelare i contratti in essere<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Esempio 3 \u2014 Arredo: importazioni di legno e cotone<\/h3>\n<ul>\n<li>Legno certificato FSC<\/li>\n<li>Cotone solo da fonti a basso rischio<\/li>\n<li>Obiettivo: mantenere la fiducia dei clienti europei<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Esempio 4 \u2014 Metalmeccanica: merce bloccata in dogana<\/h3>\n<ul>\n<li>Container trattenuto per sospetto di lavoro forzato<\/li>\n<li>Indagine pi\u00f9 rapida grazie a dati di filiera gi\u00e0 pronti in Odoo<\/li>\n<li>Lezione: la documentazione va preparata prima, non durante il controllo<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Sono una piccola impresa: il regolamento mi riguarda?<\/h3>\n<p>S\u00ec. Il regolamento non prevede soglie dimensionali. L&#8217;impegno pu\u00f2 essere proporzionato alle dimensioni, ma il divieto vale per tutti. Conviene concentrarsi su fornitori e materiali ad alto rischio.<\/p>\n<h3>Come scopro se c&#8217;\u00e8 lavoro forzato nella mia filiera?<\/h3>\n<p>Con tre strumenti: (1) banche dati esterne sul rischio, compresa quella della Commissione; (2) audit e visite presso i fornitori; (3) canali di ascolto dei lavoratori. Combinarli \u00e8 l&#8217;approccio pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<h3>Che cosa fare se le autorit\u00e0 bloccano un mio prodotto?<\/h3>\n<p>Procedura: (1) preparare subito la documentazione; (2) collaborare all&#8217;indagine; (3) dimostrare la due diligence svolta; (4) fornire le prove sulla filiera; (5) attuare i rimedi se emergono rilievi. \u00c8 consigliabile il supporto di un avvocato e di un consulente specializzato.<\/p>\n<h3>Posso continuare a lavorare con un fornitore sotto indagine?<\/h3>\n<p>In genere s\u00ec, durante il percorso di coinvolgimento e rimedio. L&#8217;interruzione \u00e8 consigliata solo in presenza di rilievi gravi, mancata collaborazione e assenza di miglioramenti. La tutela dei lavoratori resta prioritaria.<\/p>\n<h3>Conviene un approccio unico con la direttiva CSDDD?<\/h3>\n<p>S\u00ec. La direttiva sulla due diligence di sostenibilit\u00e0 (CSDDD) riguarda i diritti umani e l&#8217;ambiente in senso ampio e si applica solo alle grandi imprese, che per\u00f2 trasferiscono le richieste ai propri fornitori, PMI comprese. Il regolamento sul lavoro forzato \u00e8 pi\u00f9 specifico. Un programma unico evita duplicazioni.<\/p>\n<h2>Prossimi passi<\/h2>\n<p>Nelle prossime guide vedremo come <strong>adeguarsi al Data Act<\/strong> per la condivisione dei dati, come <strong>gestire gli effetti di DSA e DMA<\/strong> per le PMI che vendono sui marketplace e come <strong>prepararsi al CESOP<\/strong> (sistema elettronico centrale di informazioni sui pagamenti).<\/p>\n<p style=\"margin-top:30px;background:#f4f4f8;padding:18px;border-radius:8px;\"><strong>Vuoi preparare la tua azienda manifatturiera al regolamento sul lavoro forzato con Odoo?<\/strong><br \/>\nI consulenti certificati Odoo di BrentaSoft aiutano le PMI manifatturiere italiane a organizzare in Odoo i dati che servono: anagrafiche e rischio dei fornitori, controlli sugli acquisti, origine dei materiali nelle distinte base e archivio della documentazione.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/contatti.php\"><strong>Prenota una call conoscitiva<\/strong><\/a> oppure prova la nostra <a href=\"https:\/\/odoo.brentasoft.com\/\">demo Odoo 19 online<\/a>. Oppure <a href=\"https:\/\/www.odoo.com?utm_campaign=partner-d192ce8a&amp;utm_source=partner_ref\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">prova Odoo direttamente su odoo.com<\/a> (link referral di BrentaSoft).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settantatreesima guida Odoo 19: Forced Labour Regulation EU. Indicatori ILO, geographic risk, supplier audit, worker voice, casi pratici PMI manifattura.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3664,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_titles_title":"Regolamento UE sul lavoro forzato in Odoo","_seopress_titles_desc":"Settantatreesima guida operativa Odoo 19 per PMI italiane. 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