{"id":2501,"date":"2022-12-15T09:53:00","date_gmt":"2022-12-15T08:53:00","guid":{"rendered":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/split-payment-fornitori-pa-meccanismo-cash-flow-pmi-2022\/"},"modified":"2026-06-08T10:55:04","modified_gmt":"2026-06-08T08:55:04","slug":"split-payment-fornitori-pa-meccanismo-cash-flow-pmi-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/split-payment-fornitori-pa-meccanismo-cash-flow-pmi-2022\/","title":{"rendered":"Split Payment per fornitori della Pubblica Amministrazione 2022: meccanismo, gestione IVA e cash flow"},"content":{"rendered":"<p>Emetti una fattura da 10.000 euro pi\u00f9 IVA al 22%. Totale documento: 12.200 euro. Se il cliente \u00e8 un&#8217;azienda privata, sulla tua banca arrivano 12.200 euro, poi a met\u00e0 del mese successivo verserai 2.200 euro di IVA all&#8217;erario tramite F24. Hai usato la cassa per uno o due mesi e l&#8217;hai restituita.<\/p>\n<p>Se il cliente \u00e8 un Comune, una ASL o il Ministero dell&#8217;Istruzione, sulla tua banca arrivano <strong>10.000 euro<\/strong>. Punto. L&#8217;IVA, quei 2.200 euro, non la incassi mai: la versa direttamente la Pubblica Amministrazione all&#8217;Agenzia delle Entrate per tuo conto. Per il fisco non cambia nulla. Per la tua cassa cambia tutto.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 lo <strong>split payment<\/strong>, in italiano &#8220;scissione dei pagamenti&#8221;. \u00c8 un meccanismo introdotto otto anni fa, ma ancora oggi molte PMI che iniziano a fatturare alla PA si trovano spiazzate al primo bonifico in entrata, perch\u00e9 si aspettavano 12.200 e ne hanno ricevuti 10.000. In questa guida vediamo come funziona davvero, cosa devi configurare in fattura elettronica, come gestire l&#8217;IVA a credito che inevitabilmente accumulerai, e quali errori operativi costano di pi\u00f9.<\/p>\n<h2>1. Lo stesso documento, due cash flow molto diversi<\/h2>\n<p>Mettiamo a confronto due scenari identici dal punto di vista commerciale, opposti dal punto di vista di tesoreria.<\/p>\n<p><strong>Caso A \u2014 fornitura a cliente privato (regime ordinario)<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Imponibile: 10.000,00 \u20ac<\/li>\n<li>IVA 22%: 2.200,00 \u20ac<\/li>\n<li>Totale fattura: 12.200,00 \u20ac<\/li>\n<li>Bonifico ricevuto a 30\/60 giorni: 12.200,00 \u20ac<\/li>\n<li>IVA da versare con F24 il 16 del mese successivo (regime mensile): 2.200,00 \u20ac<\/li>\n<li>Cassa media trattenuta sull&#8217;IVA: circa 30-45 giorni<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Caso B \u2014 stessa fornitura, cliente PA in split payment<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Imponibile: 10.000,00 \u20ac<\/li>\n<li>IVA 22% esposta in fattura: 2.200,00 \u20ac<\/li>\n<li>Totale fattura: 12.200,00 \u20ac<\/li>\n<li>Importo netto a pagare (il dato che la PA vede e bonifica): 10.000,00 \u20ac<\/li>\n<li>Bonifico ricevuto a 45\/60 giorni (pagamenti PA tipici): 10.000,00 \u20ac<\/li>\n<li>IVA versata dalla PA all&#8217;erario via F24 codice 6041\/6042: 2.200,00 \u20ac<\/li>\n<li>Cassa che ti passa dalla banca per l&#8217;IVA: zero<\/li>\n<\/ul>\n<p>La differenza \u00e8 netta: nel caso B, i 2.200 euro di IVA dal tuo conto corrente non transitano mai. Non \u00e8 un costo (l&#8217;imponibile \u00e8 sempre 10.000 in entrambi i casi, l&#8217;utile non cambia), ma \u00e8 un mancato gonfiamento temporaneo di cassa. E per una PMI che lavora con margini sottili e DSO lunghi sulla PA, qualche centinaio di migliaia di euro di IVA &#8220;non vista&#8221; sull&#8217;anno fanno la differenza tra dormire e non dormire.<\/p>\n<h2>2. Cosa \u00e8 lo Split Payment: art. 17-ter DPR 633\/72<\/h2>\n<p>Lo split payment \u00e8 disciplinato dall&#8217;<strong>art. 17-ter del DPR 633\/1972<\/strong> (il decreto IVA), introdotto dalla <strong>Legge di Stabilit\u00e0 2015 (L. 190\/2014, commi da 629 a 633)<\/strong> e operativo dal 1\u00b0 gennaio 2015. Il <strong>DM 23 gennaio 2015<\/strong> ne ha definito le modalit\u00e0 attuative.<\/p>\n<p>L&#8217;idea politica era semplice: prima del 2015 la PA pagava al fornitore il totale fattura, IVA inclusa, e il fornitore versava l&#8217;IVA all&#8217;erario. Il legislatore ha registrato che una fetta di IVA &#8220;in mezzo&#8221; si perdeva (fornitori che fatturavano e poi sparivano, o che usavano l&#8217;IVA incassata come finanziamento operativo non restituendola allo Stato). Con la scissione dei pagamenti, l&#8217;IVA non passa pi\u00f9 dal fornitore: la PA cliente trattiene il 22% (o l&#8217;aliquota applicabile) e lo versa direttamente all&#8217;erario.<\/p>\n<p>Il regime, nato come temporaneo per tre anni, \u00e8 stato prorogato pi\u00f9 volte. Da ultimo il <strong>Decreto Sostegni-bis (DL 73\/2021, art. 10-quater)<\/strong> ha esteso l&#8217;applicazione fino al 30 giugno 2023. Salvo nuova proroga, sar\u00e0 uno dei temi caldi del primo semestre dell&#8217;anno prossimo.<\/p>\n<p>Nel 2017 il perimetro \u00e8 stato ampliato dal <strong>DL 50\/2017<\/strong> con l&#8217;inclusione delle <strong>societ\u00e0 controllate dalla PA e quotate FTSE MIB<\/strong>. Nel 2018 sono entrati anche i professionisti (assoggettati a ritenuta), poi usciti nel 2018 stesso. Oggi, alla fine del 2022, i <strong>professionisti che emettono parcella con ritenuta d&#8217;acconto NON sono soggetti a split<\/strong> \u2014 un punto che ancora oggi confonde molti studi e va fissato bene.<\/p>\n<h2>3. Chi \u00e8 soggetto a Split Payment: l&#8217;elenco aggiornato MEF<\/h2>\n<p>L&#8217;art. 17-ter individua tre macro-categorie di cessionari\/committenti coinvolti. Vediamole con esempi concreti.<\/p>\n<p><strong>A. Pubbliche Amministrazioni in senso stretto<\/strong> (art. 1, c. 2, L. 196\/2009):<\/p>\n<ul>\n<li>Ministeri, Presidenza del Consiglio, organi costituzionali<\/li>\n<li>Regioni, Province, Comuni, Citt\u00e0 Metropolitane, Comunit\u00e0 Montane<\/li>\n<li>ASL, Aziende Ospedaliere, IRCCS pubblici<\/li>\n<li>Universit\u00e0 pubbliche, scuole statali<\/li>\n<li>Camera di Commercio, INPS, INAIL, Agenzie Fiscali (Entrate, Dogane), CONSIP<\/li>\n<li>Autorit\u00e0 indipendenti (AGCOM, ANAC, Garante Privacy)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>B. Societ\u00e0 controllate dallo Stato o da enti pubblici<\/strong> (controllo di diritto ex art. 2359 c.c.). Tra le pi\u00f9 note: ANAS, ENAV, Poste Italiane, RAI, Ferrovie dello Stato Italiane, INVITALIA, Cassa Depositi e Prestiti, GSE, Sogei.<\/p>\n<p><strong>C. Societ\u00e0 quotate inserite nell&#8217;indice FTSE MIB<\/strong>. Al 2022 vi rientrano, fra le altre: ENEL, ENI, A2A, Atlantia, Snam, Terna, Italgas, Hera, Iren, ACEA, Leonardo, Saipem.<\/p>\n<p>Per evitare di &#8220;indovinare&#8221; se il tuo cliente \u00e8 dentro o fuori, ci sono due strumenti operativi:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Portale www.indicepa.gov.it<\/strong>: l&#8217;Indice della Pubblica Amministrazione. Cerchi la denominazione del cliente, se \u00e8 presente con un codice IPA univoco \u00e8 soggetto a fatturazione elettronica PA e (salvo eccezioni) a split payment.<\/li>\n<li><strong>Elenchi pubblicati dal MEF<\/strong>: il Dipartimento delle Finanze pubblica annualmente sul proprio sito (www.finanze.gov.it) gli elenchi delle societ\u00e0 controllate e quotate soggette al regime. Aggiornati a inizio anno con effetto dal 1\u00b0 gennaio dell&#8217;anno successivo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Buona pratica: quando apri un nuovo cliente PA in anagrafica gestionale, verifica oggi e poi rivaliti l&#8217;1 gennaio di ogni anno. Una societ\u00e0 che esce dall&#8217;FTSE MIB esce automaticamente dal regime split alla data di uscita.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/inline1-24.jpg\" alt=\"Imprenditore calcola IVA su fattura verso pubblica amministrazione\" \/><\/p>\n<h2>4. Come si emette una fattura elettronica in Split Payment<\/h2>\n<p>Dal <strong>6 giugno 2014<\/strong> la fattura elettronica via SdI \u00e8 obbligatoria per tutta la PA centrale, dal <strong>31 marzo 2015<\/strong> anche per la PA locale. Dal 1\u00b0 gennaio 2019 \u00e8 obbligatoria anche in B2B, ma per la PA esiste da molto prima ed \u00e8 un tracciato XML separato (FatturaPA), oggi confluito nel formato unico FatturaPA\/B2B.<\/p>\n<p>Quando emetti una fattura a cliente PA con split payment, devi configurare tre punti chiave:<\/p>\n<p><strong>4.1 \u2014 Codice destinatario a 6 caratteri<\/strong>. Per le PA il codice destinatario nel tracciato XML \u00e8 di 6 caratteri (vs 7 per i privati). Lo trovi sull&#8217;IPA. Se sbagli codice, lo SdI scarta la fattura.<\/p>\n<p><strong>4.2 \u2014 Tipo Documento TD01<\/strong>. La fattura immediata standard. Non serve TD20 o altri tipi speciali: lo split \u00e8 un attributo IVA, non un tipo documento.<\/p>\n<p><strong>4.3 \u2014 EsigibilitaIVA = &#8220;S&#8221;<\/strong>. Questo \u00e8 il campo cruciale. Nel blocco <code>&lt;DatiRiepilogo&gt;<\/code> del tracciato XML il campo <code>&lt;EsigibilitaIVA&gt;<\/code> ammette tre valori:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>I<\/strong> = Immediata (default ordinario)<\/li>\n<li><strong>D<\/strong> = Differita<\/li>\n<li><strong>S<\/strong> = Scissione dei pagamenti (split payment)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Impostando <code>S<\/code> stai comunicando allo SdI e al cliente PA che l&#8217;IVA \u00e8 in regime split.<\/p>\n<p><strong>4.4 \u2014 Dicitura in fattura<\/strong>. Riporta in calce: <em>&#8220;Scissione dei pagamenti ai sensi dell&#8217;art. 17-ter DPR 633\/1972&#8221;<\/em>. \u00c8 prassi consolidata e tutela in caso di verifica.<\/p>\n<p><strong>4.5 \u2014 Importo &#8220;netto a pagare&#8221;<\/strong>. Nel campo <code>&lt;ImportoTotaleDocumento&gt;<\/code> resta il totale (imponibile + IVA), ma nel campo <code>&lt;ImportoPagamento&gt;<\/code> del blocco <code>&lt;DatiPagamento&gt;<\/code> indichi solo l&#8217;imponibile. \u00c8 questo l&#8217;importo che la PA bonifica.<\/p>\n<p>Esempio pratico, fornitura di 10.000 \u20ac + IVA 22% a ASL:<\/p>\n<ul>\n<li>ImportoTotaleDocumento: 12.200,00<\/li>\n<li>EsigibilitaIVA: S<\/li>\n<li>ImportoPagamento: 10.000,00<\/li>\n<li>Causale pagamento: bonifico SEPA<\/li>\n<\/ul>\n<h2>5. Cosa succede dietro le quinte: il workflow contabile<\/h2>\n<p>Lato fornitore, l&#8217;IVA in split payment ha un trattamento contabile specifico che differisce dall&#8217;IVA ordinaria. Vediamolo passo passo.<\/p>\n<p><strong>Registrazione vendita<\/strong> (esempio fattura 100\/2022 ASL Roma, imponibile 10.000 + IVA 22% in split):<\/p>\n<ul>\n<li>Dare: Crediti v\/clienti PA 10.000,00 (solo imponibile, perch\u00e9 l&#8217;IVA non la incassi)<\/li>\n<li>Avere: Ricavi prestazione 10.000,00<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;IVA va annotata sul <strong>registro delle vendite<\/strong> (esposta in fattura) ma con specifica indicazione &#8220;operazione in split payment&#8221; o equivalente. In sede di <strong>liquidazione IVA periodica<\/strong>, l&#8217;IVA su operazioni in split <strong>NON entra n\u00e9 nel debito n\u00e9 nel credito IVA del periodo<\/strong>: \u00e8 &#8220;neutra&#8221; per il fornitore.<\/p>\n<p>Pratica comune in contabilit\u00e0 \u00e8 usare un <strong>conto IVA dedicato<\/strong>, ad esempio &#8220;IVA c\/vendite split payment&#8221;, per separarla dall&#8217;IVA c\/vendite ordinaria. Serve quando arriva un controllo: ricostruire in cinque minuti che 235.000 \u20ac di IVA esposta nell&#8217;anno \u00e8 tutta in split rispetto a 88.000 \u20ac di IVA ordinaria, vale ore di lavoro al commercialista.<\/p>\n<p><strong>Lato PA<\/strong>: il cliente pubblico annota la fattura nei registri, versa al fornitore solo l&#8217;imponibile, e versa l&#8217;IVA all&#8217;erario tramite F24 con i codici tributo:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>6040<\/strong>: IVA scissione pagamenti \u2014 PA<\/li>\n<li><strong>6041<\/strong>: IVA scissione pagamenti \u2014 societ\u00e0 controllate<\/li>\n<li><strong>6042<\/strong>: IVA scissione pagamenti \u2014 societ\u00e0 FTSE MIB<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il versamento avviene entro il <strong>16 del mese successivo<\/strong> a quello in cui l&#8217;imposta diventa esigibile (in genere data ricevimento fattura, salvo opzione PA per pagamento). Tutto questo, ribadiamo, non ti riguarda direttamente: ma se la PA sbaglia il versamento, l&#8217;erario non torna mai a chiederlo a te. La responsabilit\u00e0 del versamento \u00e8 del cessionario PA.<\/p>\n<h2>6. Il problema vero: il cash flow per le PMI fornitrici PA<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/inline2-24.jpg\" alt=\"Titolare PMI analizza impatto cash flow dello split payment\" \/><\/p>\n<p>Facciamo un caso concreto, perch\u00e9 \u00e8 qui che si gioca la sostenibilit\u00e0 del business.<\/p>\n<p>Una software house romana, 12 dipendenti, ricavi 2022 attesi 1.200.000 \u20ac. Mix clienti: 65% PA (Comune, ASL, una societ\u00e0 quotata), 35% privati. Spese acquisti soggetti IVA (cloud, licenze, hardware, consulenti, telco, affitto, utenze): 380.000 \u20ac + IVA 22% = 463.600 \u20ac (di cui 83.600 \u20ac di IVA detraibile).<\/p>\n<p>Calcoli sul fatturato vendite:<\/p>\n<ul>\n<li>Vendite PA in split: 780.000 \u20ac (65% di 1.200.000) \u2192 IVA esposta 171.600 \u20ac \u2192 IVA effettivamente incassata dal fornitore: <strong>zero<\/strong><\/li>\n<li>Vendite a privati in regime ordinario: 420.000 \u20ac \u2192 IVA 92.400 \u20ac \u2192 incassata e poi girata a F24<\/li>\n<\/ul>\n<p>Calcolo IVA in liquidazione (esempio annuale, semplificato):<\/p>\n<ul>\n<li>IVA a debito ordinaria (privati): 92.400 \u20ac<\/li>\n<li>IVA a credito su acquisti: 83.600 \u20ac<\/li>\n<li>Saldo IVA a debito da F24: 92.400 &#8211; 83.600 = <strong>8.800 \u20ac a debito<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Apparentemente, tutto liscio. Ma confrontiamo con uno scenario in cui la stessa software house lavorasse 100% B2B privato:<\/p>\n<ul>\n<li>IVA a debito su tutto il fatturato: 264.000 \u20ac (22% di 1.200.000)<\/li>\n<li>IVA a credito: 83.600 \u20ac<\/li>\n<li>Saldo IVA F24: 180.400 \u20ac a debito<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nel primo scenario (65% PA in split), il saldo IVA \u00e8 solo 8.800 \u20ac a debito \u2014 molto basso, anzi nell&#8217;ipotesi di mix pi\u00f9 sbilanciato PA o di un anno con investimenti importanti si trasforma in <strong>IVA a credito strutturale<\/strong>. \u00c8 esattamente questo che capita ai fornitori PA: vendono in split (no IVA incassata) e comprano in regime ordinario (IVA detraibile sugli acquisti), accumulando un credito IVA periodo dopo periodo.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 &#8220;ho pagato troppa IVA&#8221; \u2014 anzi, contabilmente sei a credito. Il problema \u00e8 che <strong>quel credito \u00e8 soldi tuoi che lo Stato deve restituire<\/strong>. E nel frattempo la PMI deve finanziarsi diversamente, perch\u00e9 su 780.000 \u20ac di fatturato PA, 171.600 \u20ac di IVA sono passati dalla PA all&#8217;erario senza mai sfiorare il tuo conto, e tu nel frattempo i 83.600 \u20ac di IVA sugli acquisti li hai pagati con cash vero.<\/p>\n<p>A livello mensile, parliamo di circa <strong>14.300 \u20ac al mese<\/strong> di IVA &#8220;non vista&#8221; per questa software house, contro 7.000 \u20ac di IVA detratta. Sette mila euro di cassa mensile in meno rispetto a un omologo che lavora solo B2B privato: nove mesi e ti mancano 63.000 \u20ac.<\/p>\n<h2>7. La salvezza: rimborso IVA prioritario art. 38-bis c.10 DPR 633\/72<\/h2>\n<p>Il legislatore l&#8217;ha capito subito: senza un meccanismo di restituzione veloce, lo split payment strozzava i fornitori PA. Per questo motivo, contestualmente all&#8217;introduzione del regime, \u00e8 stato modificato l&#8217;<strong>art. 38-bis del DPR 633\/72<\/strong> aggiungendo al <strong>comma 10<\/strong> una corsia preferenziale: i fornitori PA in split payment hanno diritto al <strong>rimborso IVA prioritario<\/strong>.<\/p>\n<p>Cosa significa &#8220;prioritario&#8221; in pratica:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Erogazione entro 3 mesi<\/strong> dalla presentazione della dichiarazione (vs 6 mesi standard)<\/li>\n<li><strong>Soglia rimborsabile<\/strong>: il credito IVA pu\u00f2 essere chiesto a rimborso anche trimestralmente (modello TR), oltre che annualmente con la dichiarazione IVA<\/li>\n<li><strong>Limite trimestrale<\/strong>: il rimborso TR \u00e8 ammissibile per importi superiori a 2.582,28 \u20ac<\/li>\n<li><strong>Fideiussione<\/strong>: <strong>non serve<\/strong> per rimborsi fino a 30.000 \u20ac se rispetti i requisiti di affidabilit\u00e0 (no contestazioni rilevanti negli ultimi 24 mesi, ditta attiva da almeno 2 anni); oltre 30.000 \u20ac serve fideiussione bancaria o polizza assicurativa, salvo dichiarazione sostitutiva con visto di conformit\u00e0<\/li>\n<li><strong>Visto di conformit\u00e0 del commercialista<\/strong>: richiesto per rimborsi sopra 30.000 \u20ac quando si rinuncia alla fideiussione<\/li>\n<\/ul>\n<p>Procedura operativa concreta: la software house del caso 6, supponiamo abbia un credito IVA al 31\/03\/2022 di 30.000 \u20ac (frutto di un primo trimestre con poche vendite PA fatturate ma molti acquisti). Presenta entro il 30 aprile il <strong>modello TR<\/strong> all&#8217;Agenzia delle Entrate, indicando come motivo &#8220;operazioni in split payment&#8221; (presupposto art. 30 c.2 lett. a DPR 633\/72 in combinato con art. 38-bis c.10). Riceve il rimborso entro luglio-agosto, senza fideiussione, con il solo visto di conformit\u00e0 del commercialista che costa qualche centinaio di euro.<\/p>\n<p>Alternativa al rimborso: <strong>compensazione orizzontale<\/strong> in F24 con altri tributi (IRPEF dipendenti, contributi INPS, ritenute). Limite: fino a 5.000 \u20ac senza visto, oltre serve visto di conformit\u00e0 per importi superiori utilizzati in compensazione (regola generale, art. 10 DL 78\/2009).<\/p>\n<h2>8. Gestione contabile corretta: la check-list pratica<\/h2>\n<p>La gestione operativa dello split payment dentro un gestionale o sul foglio Excel del commercialista poggia su quattro accorgimenti.<\/p>\n<p><strong>8.1 \u2014 Conti separati in piano dei conti<\/strong>. Conviene avere:<\/p>\n<ul>\n<li>&#8220;IVA c\/vendite split payment&#8221; (conto patrimoniale dedicato, non entra in liquidazione)<\/li>\n<li>&#8220;Crediti v\/clienti PA&#8221; (separati dai crediti privati, per DSO monitoring)<\/li>\n<li>&#8220;IVA c\/erario credito strutturale&#8221; (utile per il monitoring del credito ai fini rimborso)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se vuoi approfondire la struttura di un buon piano dei conti per PMI, abbiamo dedicato una guida specifica al tema <a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/piano-conti-aziendale-struttura-erp-pmi-2022\/\">piano dei conti aziendale per ERP<\/a>.<\/p>\n<p><strong>8.2 \u2014 Annotazione separata nel registro vendite<\/strong>. Doppia annotazione: in sezione split + colonna IVA non liquidabile. In caso di controllo dell&#8217;Agenzia delle Entrate, la chiarezza dimezza i tempi di risposta.<\/p>\n<p><strong>8.3 \u2014 Riconciliazione mensile incassi PA<\/strong>. Confronta su base mensile gli importi fatturati netti vs incassati. Le PA sono notoriamente in ritardo (DSO PA medio 2022: 50-70 giorni nei migliori casi). Se non monitorizzi, perdi visibilit\u00e0 su quale fattura \u00e8 scaduta e dove fare sollecito.<\/p>\n<p><strong>8.4 \u2014 Monitoraggio del credito IVA<\/strong>. Tieni una tabella, aggiornata mensilmente, con: IVA su acquisti del mese, IVA su vendite split (esposta ma non liquidabile), IVA su vendite ordinarie, saldo periodo, credito IVA cumulato. Quando il credito supera 5.000-10.000 \u20ac, attiva la procedura di rimborso TR trimestrale. Lasciare 100.000 \u20ac di credito IVA &#8220;fermi&#8221; per 12-18 mesi \u00e8 un costo finanziario implicito enorme.<\/p>\n<p>Per il dettaglio su quando conviene il regime mensile vs trimestrale, vedi la guida sulla <a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/liquidazione-iva-mensile-trimestrale-scelta-pmi-2022\/\">scelta tra liquidazione IVA mensile o trimestrale<\/a>. Se sei prevalentemente fornitore PA con credito strutturale, il trimestrale ti permette di ottimizzare la presentazione del modello TR a fine trimestre, evitando di &#8220;trascinare&#8221; credito per mesi inutilmente.<\/p>\n<h2>9. Casi particolari che mandano in tilt il primo anno<\/h2>\n<p>Sono i casi-limite che fanno emergere errori in sede di verifica. Vediamo i sei pi\u00f9 frequenti.<\/p>\n<p><strong>9.1 \u2014 Operazioni in reverse charge interno verso PA<\/strong>. Se sei subappaltatore edile e fatturi al Comune un servizio in reverse charge ex art. 17 c.6 lett. a DPR 633\/72 (es. lavorazioni edili in subappalto), <strong>prevale il reverse charge<\/strong>: il Comune autoliquida, niente split. La fattura va emessa senza addebito IVA con dicitura &#8220;inversione contabile art. 17&#8221;. Approfondimento sulla logica del meccanismo nella guida sul <a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/reverse-charge-iva-guida-pmi-italiane-2022\/\">reverse charge IVA<\/a>.<\/p>\n<p><strong>9.2 \u2014 Societ\u00e0 che esce dall&#8217;elenco MEF durante l&#8217;anno<\/strong>. Esempio: una controllata pubblica che viene privatizzata a luglio. Le fatture emesse fino al 30 giugno sono in split, dal 1\u00b0 luglio in regime ordinario. Configura due anagrafiche o cambia la fiscal position con data efficacia.<\/p>\n<p><strong>9.3 \u2014 Prestazioni miste fornitura + servizio<\/strong>. Se vendi un software al Ministero (licenza 30.000 + formazione 5.000), tutto il documento va in split. Non puoi splittare la fattura in due regimi: il regime segue la natura del cliente, non il tipo di prestazione (salvo eccezioni reverse charge).<\/p>\n<p><strong>9.4 \u2014 Note di credito su fatture in split<\/strong>. La nota di credito eredita il regime della fattura originaria: se annulli totalmente la fattura, anche la nota va emessa con EsigibilitaIVA = S. Se la PA aveva gi\u00e0 versato l&#8217;IVA, gestir\u00e0 internamente la compensazione del versamento successivo. Per la procedura corretta, vedi <a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/nota-credito-elettronica-pmi-italiane-2022\/\">la guida sulla nota di credito elettronica<\/a>.<\/p>\n<p><strong>9.5 \u2014 Forfettari che vendono a PA<\/strong>. Sei in regime forfettario (art. 1 c. 54-89 L. 190\/2014)? <strong>Non applichi IVA<\/strong>, dunque <strong>non sei in split payment<\/strong>. Emetti fattura senza IVA con dicitura &#8220;operazione effettuata ai sensi dell&#8217;art. 1 c. 54-89 L. 190\/2014 \u2014 regime forfettario&#8221;. Sul tracciato XML usi natura N2.2 (non soggetta \u2014 altri casi) o N4 a seconda delle situazioni; vedi la guida <a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/codici-natura-iva-fattura-elettronica-n1-n7-pmi-2022\/\">codici natura IVA in fattura elettronica<\/a>.<\/p>\n<p><strong>9.6 \u2014 Professionisti con ritenuta d&#8217;acconto<\/strong>. I professionisti che emettono parcella con ritenuta d&#8217;acconto 20% NON sono soggetti a split payment (esclusione esplicita art. 17-ter c.1-bis). La PA applica la ritenuta e versa il netto + IVA al professionista. Errore tipico: studio professionale che mette EsigibilitaIVA = S su parcella a Comune. Risultato: la PA paga il netto, l&#8217;IVA non arriva, e in fase di tax compliance va aperto un contraddittorio.<\/p>\n<h2>10. Come gestionale e ERP automatizzano lo Split Payment<\/h2>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/inline3-24.jpg\" alt=\"Schermata gestionale per fatturazione PA in split payment\" \/><\/p>\n<p>Tutto quello che abbiamo descritto fino a qui \u2014 codici destinatario a 6 caratteri, EsigibilitaIVA = S, conti IVA separati, monitoraggio credito ai fini rimborso TR \u2014 \u00e8 automatizzabile in un ERP serio. Senza automazione, ogni fattura PA \u00e8 un piccolo cantiere manuale a rischio errore.<\/p>\n<p>In <strong>Brenta ERP<\/strong> (la nostra soluzione gestionale per PMI italiane basata su Odoo) la gestione split payment \u00e8 cablata in cinque punti:<\/p>\n<p><strong>10.1 \u2014 Fiscal position dedicata &#8220;PA Split Payment&#8221;<\/strong>. Una posizione fiscale specifica che intercetta tutti i clienti con flag &#8220;Pubblica Amministrazione&#8221; e applica automaticamente: aliquota IVA esposta normalmente, ma mappata su un conto contabile dedicato (&#8220;IVA c\/vendite split&#8221;) che non confluisce nella liquidazione periodica.<\/p>\n<p><strong>10.2 \u2014 Selezione automatica dalla scheda cliente<\/strong>. Quando crei un nuovo cliente, basta un flag &#8220;Pubblica Amministrazione&#8221; o &#8220;Soggetto split payment&#8221; sulla scheda anagrafica. Da quel momento, tutte le fatture a quel cliente nascono gi\u00e0 con la fiscal position corretta.<\/p>\n<p><strong>10.3 \u2014 Generazione XML conforme<\/strong>. Il modulo di fatturazione elettronica produce automaticamente il file XML con <code>&lt;EsigibilitaIVA&gt;S&lt;\/EsigibilitaIVA&gt;<\/code> nel blocco DatiRiepilogo, codice destinatario PA, importo netto pagamento correttamente popolato. Il file viene firmato (XAdES-BES) e inviato allo SdI tramite intermediario qualificato.<\/p>\n<p><strong>10.4 \u2014 Dashboard rimborso IVA<\/strong>. Una vista dedicata che mostra in tempo reale: IVA detraibile sugli acquisti dell&#8217;anno, IVA esposta su vendite split (separata), saldo periodo, credito IVA cumulato, simulazione importo rimborsabile via modello TR. A fine trimestre, un click ed esporti il prospetto per il commercialista.<\/p>\n<p><strong>10.5 \u2014 Integrazione monitoraggio SdI<\/strong>. Le ricevute di consegna, accettazione, eventuali scarti dello SdI tornano dentro il gestionale e si vede in tempo reale lo stato di ogni fattura PA: inviata, consegnata, accettata, decorrenza termini, scartata. Se la PA rifiuta una fattura entro 15 giorni dalla consegna, il sistema notifica l&#8217;utente e propone la procedura di emissione di una nuova fattura corretta.<\/p>\n<p>Se la tua PMI fattura regolarmente a Pubblica Amministrazione e ti riconosci nei numeri del caso al paragrafo 6, scopri come <a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/soluzioni\/odoo-erp.php\">Brenta ERP gestisce in automatico fatturazione PA, split payment, monitoraggio crediti IVA e ciclo passivo<\/a>. La differenza rispetto a una gestione semi-manuale \u00e8 netta in termini di ore di lavoro recuperate e di errori evitati.<\/p>\n<p>Sul versante &#8220;controllo cassa&#8221; \u2014 il vero punto dolente del fornitore PA \u2014 collegare la fatturazione PA con un sistema di previsione tesoreria \u00e8 il passo successivo. Trovi un approfondimento sul tema nella guida sul <a href=\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/cash-flow-aziendale-gestione-previsione-pmi-italiane-2022\/\">cash flow aziendale e previsione per PMI italiane<\/a>.<\/p>\n<p>Sul fronte AI applicata al gestionale, vale la pena segnalare che proprio in questi giorni (fine novembre 2022) un modello conversazionale chiamato ChatGPT ha fatto il debutto pubblico. Per i fornitori PA non cambia nulla nell&#8217;immediato \u2014 la fatturazione elettronica e lo split payment restano disciplinati da normativa rigida \u2014 ma \u00e8 un fenomeno emergente da osservare in ottica futura, soprattutto per l&#8217;estrazione dati da fatture e l&#8217;aiuto nella scrittura di comunicazioni con la PA. Ne parleremo in articoli futuri quando ci sar\u00e0 pi\u00f9 traccia di applicazioni concrete in ambito gestionale.<\/p>\n<h2>FAQ Split Payment per fornitori PA<\/h2>\n<h3>Mi conviene rifiutare clienti PA per non subire lo split payment?<\/h3>\n<p>Quasi mai. Il cliente PA ha pro e contro che vanno oltre lo split: paga male in termini di tempi (50-70 giorni di DSO medio), ma paga sempre (rischio di insolvenza pressoch\u00e9 zero) e i contratti pubblici hanno volumi e durate che il privato raramente garantisce. Lo split payment di per s\u00e9 non \u00e8 un costo, \u00e8 un differimento di cassa che si recupera via rimborso IVA prioritario o compensazione F24. Se il tuo mix arriva a 60-70% PA, attiva il regime trimestrale e il rimborso TR ogni trimestre: hai i soldi indietro in 3 mesi senza fideiussione fino a 30.000 \u20ac. La regola pratica \u00e8: rifiuta il cliente PA solo se la sua DSO supera 120 giorni o se il margine \u00e8 gi\u00e0 sotto il 10%. Sotto quei limiti, lo split \u00e8 gestibile e il cliente PA conviene.<\/p>\n<h3>Come capisco se un cliente nuovo \u00e8 soggetto a split payment?<\/h3>\n<p>Due controlli, in ordine. Primo: cerchi la denominazione sul portale <strong>www.indicepa.gov.it<\/strong>. Se trovi un codice IPA univoco di 6 caratteri, \u00e8 PA in senso stretto e va in split. Secondo: se \u00e8 una societ\u00e0 di capitali, controlli gli elenchi pubblicati dal Dipartimento Finanze del MEF sul sito www.finanze.gov.it (sezione &#8220;Fatturazione elettronica e split payment&#8221;). L\u00ec trovi separatamente l&#8217;elenco delle societ\u00e0 controllate dalla PA e quello delle societ\u00e0 quotate FTSE MIB soggette al regime. Gli elenchi vengono aggiornati a inizio anno con efficacia dal 1\u00b0 gennaio dell&#8217;anno successivo. Se il cliente non compare in nessuno dei due, regime IVA ordinario. Buona prassi: al primo ordine chiedi conferma scritta via PEC del regime IVA applicabile \u2014 la conferma del cliente ti tutela in caso di errore.<\/p>\n<h3>Cosa succede se sbaglio e non applico lo split su una fattura PA?<\/h3>\n<p>Distinguiamo due casi. Primo: hai emesso fattura ordinaria (EsigibilitaIVA = I) a un cliente PA. Lo SdI consegna comunque, la PA dovrebbe non pagarti l&#8217;IVA, ma se per disattenzione ti versa il totale, sei tu che incassi IVA che dovevi non incassare. Devi emettere nota di credito a stornare la fattura e riemettere correttamente in split, oppure regolarizzare versando direttamente l&#8217;IVA con codice tributo PA. Secondo: hai applicato split a un cliente NON soggetto (es. azienda privata). Hai esposto IVA in fattura ma non l&#8217;hai incassata \u2014 devi emettere nota di credito e riemettere in regime ordinario. In entrambi i casi, se l&#8217;errore emerge in fase di verifica, la sanzione formale \u00e8 250-2.000 \u20ac per fattura non conforme (art. 6 c. 8 D.Lgs. 471\/97). Conviene regolarizzare spontaneamente prima.<\/p>\n<h3>Il rimborso IVA trimestrale \u00e8 automatico o devo chiederlo io?<\/h3>\n<p>Lo devi chiedere tu, con un atto specifico. Procedura: entro l&#8217;ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento, presenti il <strong>modello TR<\/strong> (Trasmissione Rimborsi) telematicamente all&#8217;Agenzia delle Entrate. Nel modello indichi: l&#8217;importo del credito da rimborsare, il presupposto (per i fornitori PA in split \u00e8 il combinato art. 30 c.2 lett. a + art. 38-bis c.10 DPR 633\/72), gli estremi del conto corrente IBAN dove ricevere il bonifico. Se l&#8217;importo supera 30.000 \u20ac, alleghi una fideiussione bancaria oppure dichiarazione sostitutiva con visto di conformit\u00e0 del commercialista. Tempi di erogazione: 3 mesi per i rimborsi prioritari (90 giorni dalla presentazione), salvo richieste di chiarimenti dell&#8217;Agenzia che ti sospendono il termine. Il commercialista \u00e8 cruciale: senza visto, sopra i 30.000 \u20ac niente rimborso senza fideiussione bancaria (costo polizza: 0,5-1% annuo dell&#8217;importo garantito).<\/p>\n<h3>Si pu\u00f2 cedere il credito IVA da split a una societ\u00e0 di factoring?<\/h3>\n<p>S\u00ec, il credito IVA risultante da dichiarazione \u00e8 cedibile a terzi ex art. 5 c. 4-ter del DL 70\/1988, con notifica all&#8217;Agenzia delle Entrate. In pratica: una volta presentata la dichiarazione IVA annuale che evidenzia il credito, puoi cedere il diritto al rimborso a una societ\u00e0 di factoring o a una banca, che ti anticipa subito una percentuale (tipicamente 80-90% del credito) e poi incasser\u00e0 direttamente dall&#8217;Agenzia. \u00c8 un&#8217;opzione utile quando il credito \u00e8 significativo (sopra 50.000 \u20ac fa massa critica per le condizioni di factoring) e non vuoi aspettare i 3 mesi di erogazione prioritaria. Costo: commissione di factoring 2-5% sull&#8217;importo a seconda della rotazione e del rating del cedente. La cessione richiede atto notarile e va notificata all&#8217;Agenzia (atto pubblico o scrittura privata autenticata).<\/p>\n<h3>Lo split payment si applica anche a fatture sotto 100 euro?<\/h3>\n<p>S\u00ec, non c&#8217;\u00e8 soglia minima di importo. La normativa (art. 17-ter DPR 633\/72) si applica a tutte le operazioni imponibili IVA effettuate verso PA e soggetti elencati, indipendentemente dall&#8217;importo. Una fattura da 50 euro di toner consegnato al Comune va emessa in split esattamente come una da 50.000 euro. L&#8217;unica esclusione &#8220;implicita&#8221; \u00e8 per le operazioni di importo inferiore alla soglia minima di fatturazione elettronica obbligatoria \u2014 soglia che per\u00f2 per la PA non esiste, perch\u00e9 la fatturazione elettronica PA \u00e8 obbligatoria da sempre per qualunque importo dal 6 giugno 2014 (PA centrale) e 31 marzo 2015 (PA locale). Operativamente: configura il tuo gestionale perch\u00e9 ogni cliente con flag PA produca automaticamente fattura elettronica in split, indipendentemente dall&#8217;importo. Niente eccezioni manuali, troppo facile dimenticarsene su una fattura piccola.<\/p>\n<h3>Sono in regime forfettario e vendo a un Comune: devo applicare split?<\/h3>\n<p>No. Il regime forfettario (art. 1 c. 54-89 L. 190\/2014) prevede che <strong>non si applichi IVA<\/strong> in fattura, dunque non c&#8217;\u00e8 IVA da scindere. Emetti fattura elettronica al Comune con dicitura &#8220;Operazione effettuata ai sensi dell&#8217;art. 1 c. 54-89 L. 190\/2014 \u2014 regime forfettario&#8221; e codice natura N2.2 (operazione non soggetta \u2014 altri casi). Il Comune ti paga il totale fattura (= imponibile, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 IVA). Importante: dal 1\u00b0 luglio 2022, i forfettari con ricavi dell&#8217;anno precedente sopra 25.000 \u20ac sono obbligati anche loro a fatturazione elettronica. Dal 1\u00b0 gennaio 2024 (in arrivo) sar\u00e0 obbligatoria per tutti i forfettari senza soglia. Per il momento, se hai ricavi 2021 sotto 25.000 \u20ac, fino al 31\/12\/2023 puoi ancora emettere fattura cartacea al Comune \u2014 ma a quel punto perdi tu del tempo a stamparla e portarla, mentre il Comune la deve protocollare manualmente: meglio passare all&#8217;elettronica spontaneamente anche sotto soglia.<\/p>\n<h2>In sintesi: lo split payment non \u00e8 un problema, \u00e8 un processo da industrializzare<\/h2>\n<p>Riepiloghiamo i punti operativi che ogni fornitore PA dovrebbe avere consolidati prima di gennaio:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Verifica perimetro<\/strong>: aggiorna ogni 1\u00b0 gennaio l&#8217;elenco clienti PA confrontando con IndicePA e gli elenchi MEF aggiornati<\/li>\n<li><strong>Configura il gestionale<\/strong>: fiscal position dedicata PA Split, conti IVA separati, codice destinatario a 6 caratteri sulle anagrafiche<\/li>\n<li><strong>Emetti correttamente<\/strong>: TD01, EsigibilitaIVA = S, dicitura art. 17-ter, importo pagamento = solo imponibile<\/li>\n<li><strong>Annota separatamente<\/strong>: registro vendite con sezione dedicata, IVA su split fuori dalla liquidazione periodica<\/li>\n<li><strong>Monitorizza credito IVA<\/strong>: dashboard mensile, attiva rimborso TR trimestrale appena il credito supera 5-10.000 \u20ac<\/li>\n<li><strong>Pianifica cassa<\/strong>: nei budget previsionali considera che l&#8217;IVA esposta su split non \u00e8 cassa che vedi, \u00e8 un credito da gestire<\/li>\n<\/ol>\n<p>Lo split payment \u00e8 in vigore da otto anni, \u00e8 qui per restare almeno fino al 30 giugno 2023 e con ogni probabilit\u00e0 sar\u00e0 prorogato ancora (\u00e8 troppo efficace come strumento anti-evasione perch\u00e9 l&#8217;erario rinunci). Trattalo come un processo di routine: configurato bene una volta, ti porta via 30 secondi a fattura. Configurato male, \u00e8 due ore di telefonate al commercialista ogni mese.<\/p>\n<p><script type=\"application\/ld+json\">\n{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/split-payment-fornitori-pa-meccanismo-cash-flow-pmi-2022\/#article\",\"headline\":\"Split Payment per fornitori della Pubblica Amministrazione 2022: meccanismo, gestione IVA e cash flow\",\"description\":\"Guida pratica allo split payment per PMI fornitrici PA: art.17-ter DPR 633\/72, fattura elettronica con EsigibilitaIVA=S, rimborso IVA prioritario e impatto sul cash flow.\",\"datePublished\":\"2022-12-15T09:53:00+01:00\",\"dateModified\":\"2022-12-15T09:53:00+01:00\",\"author\":{\"@type\":\"Person\",\"name\":\"Gianluca Gentile\",\"url\":\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/author\/gianluca-gentile\/\"},\"publisher\":{\"@type\":\"Organization\",\"name\":\"Brentasoft\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"url\":\"https:\/\/brentasoft.com\/assets\/img\/logo.png\"}},\"image\":\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/featured-23.jpg\",\"mainEntityOfPage\":{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/split-payment-fornitori-pa-meccanismo-cash-flow-pmi-2022\/\"},\"articleSection\":\"Compliance & Normative\",\"keywords\":\"split payment,scissione dei pagamenti,split payment pa,fatturare alla pa,split payment fattura elettronica,art 17-ter dpr 633,split payment iva,rimborso iva split payment,fornitori pubblica amministrazione,soggetti split payment\"}\n<\/script><\/p>\n<p><script type=\"application\/ld+json\">\n{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"FAQPage\",\"mainEntity\":[{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Mi conviene rifiutare clienti PA per non subire lo split payment?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Quasi mai. 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Secondo: hai applicato split a un cliente non soggetto. Hai esposto IVA in fattura ma non l'hai incassata: emetti nota di credito e riemetti in regime ordinario. In entrambi i casi, se l'errore emerge in verifica, la sanzione formale \u00e8 250-2.000 euro per fattura non conforme (art. 6 c. 8 D.Lgs. 471\/97). Conviene regolarizzare spontaneamente prima.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Il rimborso IVA trimestrale \u00e8 automatico o devo chiederlo io?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"Devi chiederlo tu con un atto specifico. Entro l'ultimo giorno del mese successivo al trimestre presenti il modello TR telematicamente all'Agenzia delle Entrate. Indichi importo del credito, presupposto (combinato art. 30 c.2 lett. a + art. 38-bis c.10 DPR 633\/72) e IBAN. Se supera 30.000 euro alleghi fideiussione bancaria oppure dichiarazione sostitutiva con visto di conformit\u00e0 del commercialista. 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Costo: commissione di factoring 2-5% sull'importo a seconda della rotazione e del rating del cedente. La cessione richiede atto notarile e va notificata all'Agenzia.\"}},{\"@type\":\"Question\",\"name\":\"Lo split payment si applica anche a fatture sotto 100 euro?\",\"acceptedAnswer\":{\"@type\":\"Answer\",\"text\":\"S\u00ec, non c'\u00e8 soglia minima di importo. L'art. 17-ter DPR 633\/72 si applica a tutte le operazioni imponibili IVA effettuate verso PA e soggetti elencati, indipendentemente dall'importo. Una fattura da 50 euro di toner consegnato al Comune va emessa in split esattamente come una da 50.000 euro. La fatturazione elettronica PA \u00e8 obbligatoria da sempre per qualunque importo dal 6 giugno 2014 (PA centrale) e 31 marzo 2015 (PA locale). Configura il tuo gestionale perch\u00e9 ogni cliente con flag PA produca automaticamente fattura elettronica in split, indipendentemente dall'importo. 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Per il momento, se hai ricavi 2021 sotto 25.000 euro, fino al 31\/12\/2023 puoi ancora emettere fattura cartacea al Comune.\"}}]}\n<\/script><\/p>\n<p><script type=\"application\/ld+json\">\n{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Brentasoft\",\"item\":\"https:\/\/brentasoft.com\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Blog\",\"item\":\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":3,\"name\":\"Compliance & Normative\",\"item\":\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/category\/compliance-normative\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":4,\"name\":\"Split Payment per fornitori della Pubblica Amministrazione 2022\",\"item\":\"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/split-payment-fornitori-pa-meccanismo-cash-flow-pmi-2022\/\"}]}\n<\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guida pratica per PMI fornitrici PA: cosa cambia con lo split payment, come emettere fattura elettronica con EsigibilitaIVA=S, gestione IVA a credito strutturale e rimborso prioritario art.38-bis.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2497,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_titles_title":"Split Payment fornitori PA 2022: meccanismo e cash flow | Brentasoft","_seopress_titles_desc":"Split payment per fornitori della Pubblica Amministrazione 2022: art.17-ter DPR 633\/72, fattura elettronica EsigibilitaIVA=S, rimborso IVA prioritario e gestione cash flow.","_seopress_robots_index":"","_seopress_robots_follow":"","_seopress_robots_imageindex":"","_seopress_robots_snippet":"","_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_robots_breadcrumbs":"","_seopress_robots_freeze_modified_date":"","_seopress_robots_custom_modified_date":"","_seopress_robots_canonical":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/split-payment-fornitori-pa-meccanismo-cash-flow-pmi-2022\/","_seopress_social_fb_title":"Split Payment per fornitori PA 2022: guida pratica","_seopress_social_fb_desc":"Come fatturare in split payment a clienti PA: tracciato XML, gestione IVA a credito strutturale, rimborso prioritario art.38-bis e impatto cash flow per PMI italiane.","_seopress_social_fb_img":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/featured-23.jpg","_seopress_social_fb_img_attachment_id":0,"_seopress_social_fb_img_width":0,"_seopress_social_fb_img_height":0,"_seopress_social_twitter_title":"Split Payment per fornitori PA 2022","_seopress_social_twitter_desc":"Scissione dei pagamenti: meccanismo, fattura elettronica, rimborso IVA prioritario e gestione cash flow per PMI fornitrici PA.","_seopress_social_twitter_img":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/featured-23.jpg","_seopress_social_twitter_img_attachment_id":0,"_seopress_social_twitter_img_width":0,"_seopress_social_twitter_img_height":0,"_seopress_redirections_value":"","_seopress_redirections_enabled":"","_seopress_redirections_enabled_regex":"","_seopress_redirections_logged_status":"","_seopress_redirections_param":"","_seopress_redirections_type":0,"_seopress_analysis_target_kw":"split payment,scissione dei pagamenti,split payment pa,fatturare alla pa,split payment fattura elettronica","footnotes":""},"categories":[25],"tags":[],"class_list":["post-2501","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-compliance-normative"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2501"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2501\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2497"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2501"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2501"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/brentasoft.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}